CENTRALI TERMOELETTRICHE API: COMITATI E ASSOCIAZIONI DIFFIDANO PRESTIGIACOMO, SCAJOLA, LETTA E BERLUSCONI!
Il Ministro Prestigiacomo ha firmato il 13 Settembre la VIA favorevole alle centrali termoelettriche (520 + 60 MWe) che API Nòva Energia intende costruire a Falconara Marittima.
Il Ministro dell’Ambiente ha ignorato la DIFFIDA che Comitati e Associazioni le hanno inviato e che ha sicuramente avuto la possibilità di leggere (l’ha ricevuta il 3 Settembre scorso).
La DIFFIDA - inviata anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario Gianni Letta e la Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola - è l’estensione agli attuali titolari della stessa inviata agli ex Ministri Pecoraro Scanio e Bersani.
diffida-2-testo (Prestigiacomo, Scajola, Letta e Berlusconi)
diffida-testo-def (Pecoraro Scanio, Bersani)
L’OGGETTO
Qualsiasi autorizzazione delle centrali proposte da API Nòva Energia - quantomeno quella da 60 MWe - fonda le sue motivazioni tecniche su una grave mancanza - che noi riteniamo penalmente rilevante soprattutto per la violazione del D.Lgs. 334/99 (legge Seveso) - reiterata nel tempo dalla Dirigenza delle raffineria API:
1) non aver mai implementato il sistema di sicurezza elettrico “in isola” che deve permettere l’AUTOSUFFICIENZA ELETTRICA di tutti i servizi degli impianti delle industrie a rischio di incidente rilevante per metterle al riparo da black out elettrici esterni!
2) Aver dichiarato il falso nel Rapporto di Sicurezza del D.Lgs. 334/99 (Legge Seveso), e cioè di aver implementato il “sistema in isola”.
Il Rapporto di Sicurezza è il documento più importante indicato dal Decreto Seveso tanto che all’art. 27 il Decreto prevede “la punizione con l’arresto dai sei mesi ai tre anni per il gestore che non pone in essere le prescrizioni indicate nel rapporto di sicurezza o nelle eventuali misure integrative prescritte dall’autorità competente“.
I RISCHI
Un black out in raffineria “è un evento che se ripetuto potrebbe mettere a serio rischio l’integrità della struttura di processo ed ausiliaria di raffineria con conseguenze anche gravi in termini di sicurezza delle strutture della raffineria” scrive il 24 Luglio 2002 l’ing. Chiuccini - Ispettore regionale dei Vigili del Fuoco - all’indomani del primo black out alla raffineria API che ha coinvolto anche la popolazione con calo di tensione elettrica nelle abitazioni ed esalazioni diffusesi dagli impianti. Dopo quello del 2002, fino ad oggi, si sono succeduti almeno altri 3 black out negli impianti API di Falconara Marittima, accertati dall’ARPA Marche e recepiti nelle plurime prescrizioni impartite all’API dal Comitato Tecnico Regionale Prevenzione Incendi.
Non inventiamo nulla, è tutto scritto nella Relazione del Dirigente Servizio e Ambiente della Regione Marche datata 8/5/2007 che potete consultare e sulla quale si basa la DIFFIDA oggi nuovamente ignorata dal Ministro Prestigiacomo come dal suo predecessore Pecoraro Scanio.
Abbiamo dubbi che il Ministro Scaloja non segua, nei confronti della DIFFIDA, il comportamento liquidatorio del suo predecessore Bersani.
Nella DIFFIDA abbiamo chiesto un atto preciso strettamente inerente i fatti:
NUSSUNO PUO’ AUTORIZZARE UNA AZIENDA A REALIZZARE UN’OPERA CHE SANA UN ILLECITO COMMESSO DALLA STESSA SENZA PRIMA - O CONTESTUALMENTE - SANZIONARE L’ILLECITO STESSO.
E’ la Commissione Tecnica di verifica per l’impatto ambientale del Ministro dell’Ambiente che a pag. 18 (e seguenti) riconosce platealmente che “L’inserimento della nuova unità da 60 MWe nello stabilimento API di Falconara consente il conseguimento dell’assetto ad isola dello stabilimento medesimo“!
Una vera e propria autoaccusa!
Ma se i livelli più alti della gerarchia del controllo e della verifica ignorano questi gravi fatti si danno tre possibilità/punti interrogativi che si escludono a vicenda:
A) le Autorità deputate al controllo “sul campo” - ARPA Marche, CTR Marche, Commissioni Ispettive ministeriali - non hanno inviato i loro Rapporti ai Ministeri;
B) I Ministeri non hanno disposto alcun atto conseguente ai Rapporti di CTR, Commissioni ministeriali e ARPA Marche;
C) le Autorità deputate al controllo “sul campo” non hanno adottato i provvedimenti di loro competenza in conseguenza dei risultati delle loro stesse indagini.
Se qualcuno crede che la partita sulle centrali termoelettriche API si stia avviando verso la conclusione non ha fatto i conti con chi pretenderà risposte a questi tre punti interrogativi.
In tutte le sedi necessarie ed opportune.
Per approfondire leggere: Relazione dell’8/5/2007 del Servizio Ambiente della Regione Marche
SERATE IN GIARDINO 2009: UN OTTIMO BILANCIO LUDICO CULTURALE
Anche quest’anno si sono svolte le serate estive nel giardino della ex Scuola Lorenzini del quartiere Villanova di Falconara Marittima.
Serate rese possibili dal lavoro volontario delle Associazioni di Teatro IRIDE, ACCHIAPPASOGNI, ISOLA e da ARTEMUSICA che instancabilmente e tenacemente, insieme al Comitato Villanova e l’Associazione Dignitad para Todos ONLUS, cercano di trasformare gli spazi comunali in un Polo Culturale.
A tale proposito c’è un Progetto che le Associazioni hanno presentato a novembre 2008 all’Amministrazione comunale. Non abbiamo mai avuto alcuna risposta rispetto ad esso.
Nessun Assessore - e sorprendentemente neanche quello alla Cultura - è venuto ad assistere ad una delle serate nell’accogliente scenario del giardino.
Nessuno dell’Amministrazione si è affacciato a vedere i risultati del lavoro volontario su una struttura lasciata al progressivo degrado.
Neanche l’Assessore alla Cultura della precedente Amministrazione, nella prima edizione del 2007 delle serate in giardino, si era affacciato nello spazio spettacoli.
Sembra quasi che susciti fastidio questo incessante lavorìo volontario delle Associazioni per far vivere e traformare la struttura della ex Scuola Lorenzini in un quartiere abbandonato a se stesso!
Pubblichiamo le immagini degli spettacoli di questa edizione 2009 che ha visto esibirsi decine di attori di teatro e cantanti, proiezioni di video e tre giorni del laboratorio gratuito di giocoleria e trampoli per bambini.
Oltre 500 sono stati i cittadini falconaresi che hanno assistito gratuitamente agli spettacoli, spesse volte donando una offerta per sostenere lo sforzo economico delle Associazioni.
Un ringraziamento a tutti!
TEATRO
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MUSICA
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CINEMA
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GIOCOLERIA E TRAMPOLI
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MALFUNZIONAMENTI, PERDITE, CARENZE ALL’ISOLA FISSA DELL’API = SCARSA MANUTENZIONE
Per comprendere - e non sottovalutare - le gravi motivazioni per cui la Commissione Locale di collaudo ha dovuto porre fuori servizio l’isola fissa della raffineria API di Falconara Marittima il 7 Agosto scorso si deve evidenziare che
- 1) il provvedimento non poteva seguire ad una precedente diffida poiché sarebbe stato estremamente rischioso far lavorare una struttura che movimenta prodotti infiammabili con un sistema antincendio malfunzionante!
- 2) Il provvedimento dei Vigili del Fuoco che indica malfunzionamenti, perdite e carenze riconduce ad una unica problematica: MANUTENZIONE!
- 3) La problematica della MANUTENZIONE è stata sempre oggetto di PRESCRIZIONI impartite alla Società API da parte del Comitato Tecnico Regionale Prevenzione Incendi delle Marche, ma è dall’incendio del 25 Agosto 1999 (passando per quello dell’8 Settembre 2004 e per gli sversamenti in mare di prodotti petroliferi come quello del 2 Aprile 2007) che nessuno delle Autorità competenti - e men che meno la Magistratura di Ancona - è riuscita a far valere nelle sedi di competenza gli OBBLIGHI E LE SANZIONI del cosiddetto Decreto Seveso II (D.Lgs 334/99), il Decreto che detta chiaramente i doveri inderogabili di chi gestisce un impianto a “rischio di incidente rilevante” come la raffineria API e le sue strutture annesse!
- 4) Per l’ennesima volta la Società API ha violato il Decreto di Concessione del 2003 che al punto.3 recita: “Obbligo di adempimento entro i termini indicati dall’Autorità Competente alle eventuali prescrizioni che deriveranno dall’applicazione in itinere del D.M. n° 293/2001 (Porti industriali e petroliferi). Vi invitiamo a leggere il DM 293/2001 e più in particolare la Relazione dell’Ispettore dei Vigili del Fuoco - Ing. Sebastiano Giuliano - sugli obblighi che impone il DM 293/2001 (soprattutto pag 8 e 9).
- 5) Per l’ennesima volta il Protocollo di Intesa Regione Marche e API è carta straccia! Divertitevi a rileggere l’art. 1.
Alcune considerazioni:
- Da quanto tempo andavano avanti malfunzionamenti, perdite e carenze?
- Da quanto tempo avvenivano operazioni di movimentazione di prodotti infiammabili dall’isola fissa in condizioni di inefficienza del sistema antincendio?
- Per quanto tempo si sarebbe protratta quella situazione pur avendo dimostrato, API raffineria, che nel giro di pochi giorni le manutenzioni si possono fare?
E poi:
- I lavoratori non si sentono presi in giro quando l’Api dice che cala il lavoro e poi non esegue le manutenzioni e si fa mettere fuori servizio un terminale così importante come l’isola fissa?
- I lavoratori non si sentono ostaggi di questo comportamento rischioso per la loro stessa incolumità?
NOI CITTADINI SI!
Pubblichiamo alcuni documenti delle Autorità utili per capire.
Tra gli altri citiamo il Verbale del CTR Marche Prevenzione Incendi del 19/12/2006 in cui a pag.11 “Aspetti organizzativi e di gestione della produzione e dell’emergenza e reti comuni (antincendio, etc)“, al punto 7G scrive: “Vista la importanza ed il rilievo che ha nell’ambito della sicurezza degli impianti della raffinerai le attività di manutenzione, si ritiene opportuno che per ogni reparto della raffineria venga individuata nell’organico la figura dell’operatore di manutenzione che dovrà essere preposto al controllo delle attività di manutenzione nel reparto di sua competenza“.
- decreto-concessione-api
- protocolloregioneapi
- isola-fuori-servizio-agosto-2009-min_int_isola_fissa
- decr-min-amb-2932001
- I RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE NEI PORTI INDUSTRIALI E PETROLIFERI - Dott. Ing. Sebastiano GIULIANO (Ispettore Antincendi Coordinatore del C.N.VV.F)
- Verbale del CTR Marche del 10/12/2002 … leggi pag 2 MANUTENZIONI
Fiaccolata commemorativa a Falconara per l’incidente del 1999
Ci siamo recati in tanti davanti alla raffineria affinchè non si dimentichi l’incidente del 1999…seppur non in forma ufficiale presenti alla fiaccolata anche alcuni in rappresentanza delle organizzazioni sindacali di CGIL e CISL; assente completamente invece l’amministrazione comunale di Falconara Marittima i due operai che persero la vita sono stati commemorati anche con un momento di preghiera.
Sono trascorsi 10 anni da quando si verificò uno degli incidenti di maggior rilevanza alla raffineria API di Falconara Marittima (An)…I cittadini hanno voluto ricordare quel dramma che registrò anche la morte di due operai Mario Gandolfi ed Ettore Giulian. NON DIMENTICHIAMO inoltre per 2 quartieri e centinaia di persone in fuga, con esalazioni di fumi dell’incendio, 1 treno transitato tra le fiamme, 1Km e mezzo di territorio interessato da una pioggia solida e liquida di detriti ed idrocarburi, ore di paralisi totale del traffico aereo, ferroviario e stradale…si perchè questo sito industriale oggi si è espanso fino ad arrivare dentro le nostre case e generando un eccesso di decessi per Leucemie e Linfomi.
25 AGOSTO 1999 - 25 AGOSTO 2009: IL “VOLO FRENATO”
25 Agosto 1999, per non dimenticare…
In ricordo del tragico incidente di 10 anni fa - 25 Agosto 1999 - pubblichiamo la lettera del cittadino falconarese Stefano Rettaroli.
FIACCOLATA - Martedì 25 Agosto 2009
L’appuntamento per la fiaccolata e la commemorazione è
alle ORE 21 nel Quartiere Fiumesino.
25 Agosto 1999 - 25 Agosto 2009: Il ” Volo Frenato ”
Il ”Volo Frenato”, intensa scultura di Valeriano Trubbiani, esposta nel Castello di Falconara Alta. Parte integrante del corpus di opere dell’artista marchigiano, acquistate dall’Amministrazione comunale falconarese per la Galleria Civica di Arte Moderna in corso di allestimento, la scultura di Trubbiani è stata estratta dal vasto gruppo appartenente al ciclo tematico del ”Passero solitario”, il cui primo esemplare fu esposto alla Biennale di Venezia nel 1972. L’opera, realizzata in acciaio inox, bronzo ed alluminio, è di 355 cm di lunghezza e di 192 di altezza.
Questa bellissima opera è esposta sulle mura del castello di Falconara Alta, sede dell’amministrazione civica comunale di Falconara Marittima e, a mio modo di vedere, rappresenta perfettamente la nostra realtà territoriale.Il volatile che sta prendendo il volo, per similitudine, rappresenta la comunità falconarese che ha voglia e determinazione a migliorare l’aspetto sociale, economico e culturale della città di Falconara Marittima mentre la “palla al piede” che frena il volo, sempre per similitudine, ben rappresenta tutte le amministrazioni locali, del passato e del presente, che nulla hanno fatto e fanno per concretizzare le aspettative della comunità, anzi sempre di più legati col catenaccio ad una ben nota realtà industriale che non ha la minima intenzione a far sì che nel territorio comunale falconarese si possa trovare una valida alternativa allo status quò.
Il 25 agosto prossimo saranno trascorsi dieci anni da quando si verificò uno degli incidenti di maggior rilevanza, per quanto riguarda la raffineria API di Falconara Marittima e riporto, per non dimenticare, quanto avvenne: alle 5,35 del 25 agosto 1999, l’intera città di Falconara veniva bruscamente svegliata da un boato. La causa: l’ennesimo incidente all’interno della Raffineria API. I danni sono ingenti, sia in termini ambientali che in perdita di vite umane. 2 lavoratori morti; 2 quartieri e centinaia di cittadini in fuga; 10 cittadini ricorsi alle cure mediche per le esalazioni dei fumi dell’incendio; 1 treno transitato tra le fiamme; 1 Km e mezzo di territorio interessato da una pioggia solida e liquida di detriti ed idrocarburi; 3 ore circa di paralisi totale del traffico aereo, ferroviario e stradale. Per dovere di cronaca va anche ricordato che il processo derivante all’incidente si concluse così: “Un operaio condannato; gli altri cinque imputati - fra operai e dirigenti - assolti per non aver commesso il fatto, ma in base al secondo comma dell’art. 530, ossia la vecchia formula dubitativa relativa alla carenza di prove. E’ la sentenza per il rogo del 25 agosto 1999 all’Api di Falconara marittima, costata la vita a due operai, Mario Gandolfi e Ettore Giulian, emessa dopo meno di quattro ore di camera di consiglio dal giudice monocratico di Ancona Vincenzo Capezza. L’operaio condannato a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) è Gaetano Bonfissuto, che allestì la linea di carburante e manovrò la valvola sotto accusa. Sono stati invece assolti l’ex direttore della raffineria Giovanni Saronne, l’attuale dirigente Franco Bellucci, il capo manutenzione Sergio Brunelli, il responsabile manutenzione off-site Claudio Conti, e l’ operaio Pierfrancesco Carletti. Il giudice ha inoltre riconosciuto un risarcimento danni alle parti civili, da definire in separata sede. Dovrà essere corrisposto dall’Api e dall’unico imputato condannato. Il pm Cristina Tedeschini aveva sollecitato condanne a due anni e sei mesi di reclusione per l’ex direttore della raffineria Giovanni Saronne e per l’attuale dirigente Franco Bellucci, allora capo servizio operativo dello stabilimento. Pene più lievi erano state chieste per gli altri imputati: il capo servizio manutenzione Sergio Brunelli e il responsabile manutenzione off-site Claudio Conti (per entrambi un anno e quattro mesi); gli operai Pierfrancesco Carletti (un anno) e Gaetano Bonfissuto (nove mesi).
Erano già usciti dal processo l’operaio Ivan Giacchetti, assolto, e il funzionario fiscale Silvio Re condannato a dieci mesi di reclusione …. Secondo i due esperti nominati dal gip, ad innescare le fiamme sarebbe stata una serie di concause cominciata con il trasferimento di benzina verde al deposito nazionale lungo una linea anomala, e proseguita con la mancata chiusura di alcune valvole di sicurezza - come impone invece una prassi corretta di gestione del servizio - e con il cedimento di una pompa nella quale fu trovato anche un pezzo di calcestruzzo. La difesa ha sempre negato ogni responsabilità a carico degli imputati, sostenendo che il collasso della pompa sarebbe stato causato da un prelievo fraudolento di carburante.”. (Corriere Adriatico del 5 maggio 2005).
Dal 25 agosto 1999 ad oggi tanta acqua è passata sotto i ponti, così come tanto veleno è transitato nell’atmosfera di Falconara Marittima e tanti, troppi, cittadini falconaresi si sono ammalati di tumori, linfomi o malattie riconducibili alle vie respiratorie; tragicamente molti sono i bambini che soffrono di queste malattie. Questi dati sono certi, incontrovertibili e chiunque può prenderne visione leggendo l’indagine epidemiologica disposta dalla Regione Marche e condotta da ARPAM e Istituto Nazionale Tumori.
Resta da dire che anche la Raffineria API si prepara a ricordare il decennale con l’installazione di due ulteriori centrali termoelettriche per la generazione di elettricità come fossero, sempre per similitudine, candeline sulla torta. Poi si sa che spesso le feste finiscono con i botti ….
Falconara M. agosto 2009. Stefano Rettaroli.
CENTRALI TERMOELETTRICHE API: STATO DEL MARE E “DIMENTICANZE” DELLA COMMISSIONE VIA MINISTERIALE
La Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente, nel suo parere sul progetto delle due centrali termoelettriche da 580 MWe di API Nòva Energia, “valuta che sulla base degli elementi forniti dal proponente, in fase di esercizio non si prevedono impatti significativi sull’ambiente marino, né per quanto riguarda gli aspetti termici, né per quanto riguarda l’inquinamento chimico delle acque“.
Scrive la Commissione ministeriale che “dai monitoraggi effettuati dall’ARPAM e dal proponente stesso è possibile desumere un buon livello di qualità dei sedimenti marini, che risultano esenti da inquinamento da metalli pesanti (…)“
http://www.comitati-cittadini.org/files/VIA_Centrale-ciclo-combinato_580Mwe_Falconara.zip
(pag. 14 - 34 - 35)
Poi, nello stesso capoverso, la Commissione si contraddice dicendo che “è stata riscontrata una situazione di criticità per la presenza di PCB nell’area marina notevolmente a Sud-Est della raffineria; comunque la zona interessata dalla posa delle condotte del sistema di presa acqua di mare dovrà essere oggetto di un Piano di Caratterizzazione dei sedimenti marini (…) al fine di verificarne le qualità ambientali“.
QUAL È QUESTA AREA MARINA NOTEVOLMENTE A SUD-EST DELLA RAFFINERIA? Trattandosi il PCB (policlorobifenili) di composti probabilmente cancerogeni per gli esseri umani come rilevato dalla Agenzia per l’Ambiente statunitense EPA e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC, non sarebbe necessaria una indicazione precisa in questa che è una valutazione ministeriale oppure si va “a braccio”?
QUESTI SEDIMENTI MARINI “ESENTI DA INQUINAMENTO DA METALLI PESANTI“ SONO STATI INDAGATI OPPURE NO?
I SEDIMENTI SONO STATI INDAGATI A LARGO RAGGIO O MANCANO PEZZI IMPORTANTI COME LASCIA INTENDERE LA NECESSITÀ DEL “PIANO DI CARATTERIZZAZIONE”?
Dunque, andando a “sfruguliare” tra queste contraddizioni, allo stesso modo di quanto avvenuto con la parte riguardante la situazione sanitaria, dimostreremo come anche in questo caso la Commissione VIA ministeriale ha selezionato invece di comparare gli elementi forniti da API Nòva Energia, dalla Regione Marche ed elementi già noti ed in possesso del Ministero dell’Ambiente per Studi eseguiti dallo stesso o altri progetti presentati dalla stessa API Nòva Energia!
Quali sono gli elementi forniti dal proponente, quali sono quelli evidenziati dalla Regione Marche, quali ulteriori elementi erano a disposizione della Commissione VIA del Min Ambiente?
In primo luogo va sottolineato che API Nòva Energia, a pag. 35 del suo Studio di Impatto Ambientale (SIA) - 5.2.1 caratteristiche chimico/ fisiche e biologiche delle acque - “Al fine di caratterizzare l’area di studio” prende in considerazione “il monitoraggio svolto dalla Regione Marche nel triennio 1997 - 1999 in corrispondenza della zona di foce del fiume Esino ed utile nel fornire indicazioni sugli ecosistemi e sull’eutrofizzazione (…)
i risultati di tale monitoraggio identificano:
- - un livello di qualità mediocre, fortemente condizionato dall’apporto antropico del fiume Esino;
- - un trend della qualità in miglioramento.
(…) utilizzando le specie della famiglia dei bivalvi, prelevati presso i punti di campionamento in corrispondenza della foce del fiume Esino, in accordo a quanto stabilito dal protocollo Sidimar, non si evidenziano particolari fonti di contaminazione da metalli pesanti e PCB, i cui valori rilevati rientrano all’interno di quelli proposti in letteratura per il Mare Adriatico centrale”.
Alcuni elementi saltano subito all’occhio:
- 1) il triennio 1997 - 1999 è quello immediatamente precedente alla entrata in funzione della centrale termoelettrica IGCC (metà del 2000) la quale gassifica gli scarti del petrolio classificati rifiuti pericolosi e preleva per il suo raffreddamento circa 40.000 mc/h di acqua di mare restituendola ad una temperatura di +6°C addizionata con ipoclorito di sodio (varechina) per evitare la formazione di incrostazioni (fouling) nelle condotte. Tutto ciò sta avvenendo a partire dal 2000, cioè da 9 anni e avveniva anche nel 2006 quando API Nòva Energia presentò il SIA per le due nuove centrali termoelettriche al Min. Ambiente …
MA PER LA COMMISSIONE VIA MINISTERIALE NON ESISTE!
Ricordate la maglietta e la Petizione dei Comitati con 6.500 firme nel 2000? Quella in testa all’articolo! Tutti, anche la Regione Marche, stanno ignorando la problematica dell’eventuale impatto e della bioaccumulazione sull’ecosistema mare! Che cosa è accaduto dal 2000? Non abbiamo trovato alcuna analisi in tal senso! Eppure l’ipoclorito di sodio è un composto organoalogenato il cui scarico è vietato nel mare dal 1978 grazie alla Convenzione di Barcellona (Protocollo sul Dumping). La ragione è conosciuta da tutti e, crediamo, anche dal Ministero dell’Ambiente: cloro e cloroderivati sono sostanze che possono avere pericolosi effetti ambientali!
Le cifre presentate in occasione della III Conferenza Ministeriale Euro-Mediterranea (il Cairo, 20 novembre 2006) dal Piano d’Azione per il Mediterraneo, del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP/MAP), sono piuttosto chiare: l’inquinamento del mare, causato tra l’altro da sostanze come cloro e cloroderivati e da altre che derivano dalle emissioni delle industrie (petrol)chimiche, non solo sta danneggiando l’ecosistema marino ma costituisce un grave problema per la salute perché tali sostanze arrivano a contaminare, prevalentemente attraverso le reti alimentari, anche gli esseri umani.
Da questo punto di vista IL SIA DI API NÒVA ENERGIA, LA COMMISSIONE VIA MINISTERIALE E LA REGIONE MARCHE IGNORANO TOTALMENTE IL PROBLEMA DELL’IMPATTO E DELLA BIOACCUMULAZIONE SULL’ECOSISTEMA MARE DI UN FLUSSO CONTINUO DI ULTERIORE ACQUA CALDA CLORATA (59.000 mc/h) CHE PER VARIE DECINE DI ANNI DI ATTIVITÀ DELLE NUOVE CENTRALI ELETTRICHE SI SOMMERANNO A QUELLE GIÀ SVERSATE DALLA ATTUALE CENTRALE TERMOELETTRICA IGCC!
2) Dopo il 1997 - 1999 è stato svolto dallo stesso Ministero Ambiente un nuovo monitoraggio sullo stato del mare - Programma di Monitoraggio dell’ambiente marino costiero 2001-2004 (Min Ambiente Icram Docup pesca) - nel quale il mare di Falconara Marittima è inserito tra le aree critiche (pag. 41). Nella Relazione si dice che lo Standard di Qualità Ambientale dei sedimenti marini è stato violato per la eccessiva presenza di alcuni metalli pesanti: Cromo - Nichel - Cadmio ecc. (vedi da pag. 47). min-ambiente-icram-docup-pesca
MA LA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE VIA MINISTERIALE LA IGNORA … Ed ignora anche che il SIA di API Nòva Energia per la realizzazione del RIGASSIFICATORE a largo di Falconara Marittima - presentato nel 2008 al Ministero dell’Ambiente - riporta le analisi delle caratteristiche chimiche del sedimento marino (obbligatoriamente realizzati dal proponente) [vedi pag. 17-18-19 Osservazioni rigassificatore dei Comitati e Ondaverde ONLUS] osservazioni rigassificatore definitive.pdf
Vediamo quel SIA/rigassificatore che cosa ci dice di utile per le nuove centrali API: A] In primo luogo la zona in cui dovranno essere posate le condotte del raffreddamento delle nuove centrali e dove scaricheranno le acque calde clorate insiste nel Sito di Interesse Nazionale che va bonificato MA CHE ANCORA NON E’ STATO CARATTERIZZATO … CIOE’ GLI ORGANI TECNICI E GLI ENTI COMPETENTI NON CONOSCONO IL LIVELLO DI CONTAMINAZIONE DEI SEDIMENTI MARINI! B] Nonostante ciò dalle analisi di API Nòva Energia emerge che i sedimenti marini circostanti la condotta petrolifera sottomarina (in totale lunga 16 Km) dall’isola artificiale fino al carico SPM presentano valori superiori ai limiti di Legge per il metalli pesanti Nichel, Cromo totale e Arsenico, mentre i sedimenti più a ridosso della costa presentano livelli entro la norma ma tutt’altro che trascurabili di Nichel, Cromo totale, Arsenico ed Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). DI TUTTO QUESTO NON C’E’ TRACCIA NELLA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE VIA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE!
3) C’è un altro punto che la Commissione VIA ministeriale scarta e che, invece, la Regione Marche ha sottolineato a pag. 46 del suo parere negativo alla centrale termoelettrica da 520 MWe: “(…) a partire dall’entrata in esercizio dell’impianto IGCC, nella zona antistante la raffineria sono cominciati graduali episodi di fioriture microalgali di Fibrocapsa japonica. Tale alga si sviluppa in condizioni confacenti di temperatura elevata di acque marine, in zone di bassi fondali, predisposti alla stratificazione della colonna d’acqua. (…)
Lo scarico delle acque di raffreddamento dell’impianto IGCC esistente è effettuato con un gradiente termico di +6°C rispetto al prelievo. Gli aumenti di temperatura falsano le condizioni originarie dell’antistante ambiente marino e potrebbero favorire l’insediamento di nuove microalghe (…) L’insediamento di nuovi generi microalgali potrebbe risultare deleteria a prescindere dalla tossicità nei confronti dell’uomo, poiché ci sono microalghe tossiche per i pesci e fioriture algali che potrebbero comunque compromettere il turismo balneare. Con il progetto in oggetto ci si attende che con lo scarico delle acque di raffreddamento delle nuove centrali, le calorie immesse nell’ambiente marino saranno dell’ordine di 3-4 volte circa le attuali immissioni dell’impianto IGCC e si sommerebbero a queste ultime. Il progetto infatti prevede che anche questa restituzione in mare avvenga con un gradiente di temperatura all’uscita maggiorato di 6°C rispetto al prelievo.
Il proponente al riguardo non ha considerato, né ipotizzato, gli effetti dell’ulteriore aumento locale di temperatura, seppur dichiara che questi si vanno a sommare agli effetti termici già indotti dallo scarico dell’impianto IGCC“.
A questo proposito è interessante ricordare ciò che la Commissione di Esperti nominata dalla Provincia di Ancona nel 1996 osservò sulla costruenda centrale termoelettrica IGCC: “Per quanto concerne gli effetti dell’innalzamento termico sui popolamenti fitoplanctonici si ritiene che questi (…) possono favorire la selezione di microalghe flagellate. Appartenendo a queste fitoplanctoni in grado di sintetizzare tossine potrebbe esservi la possibilità che il sito possa fungere da focolaio dal quale potrebbero poi diffondere in aree limitrofe organismi appartenenti a questi gruppi. Da ricordare infine che lo scarico a mare si trova in un’area prossima alla foce dell’Esino e che pertanto può essere soggetta a fioriture algali innescate dagli apporti eutrofizzanti del fiume. A questo stato, che per la sua tipologia può essere definito di alta dinamicità biologica, potrebbero sovrapporsi le condizioni citate con effetti difficilmente prevedibili.” Anche questo documento è in possesso del Ministero dell’Ambiente … Considerata la lungimiranza degli Esperti nominati dalla Provincia nel 1996, dovremmo pensare che al Ministero non li leggono, se li dimenticano nei cassetti oppure sono documenti con “data di scadenza” come le mozzarelle?
4) Il quarto ed ultimo punto ci riporta ai molluschi bivalvi o cozze. L’ ISTITUTO CENTRALE PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA APPLICATA AL MARE (ICRAM) - settore tecnico del Ministero dell’Ambiente - ha elaborato “Osservazioni in seguito allo sversamento di olio combustibile ad Alto tenore di zolfo in mare nell’area antistante la raffineria API (2/4/2007) segnalando: “(…), dal punto di vista ambientale, una differenza di concentrazione relativamente ai composti organici tra quanto riscontrato nei pool relativi al campione di bianco (ndr.: cozze da allevamento) e quanto riscontrato nei pool relativi ai campioni (ndr.: sempre cozze, ma “spontanee“) prelevati nelle stazioni Scogliera Sud e Radice Pontile API. Infatti, le concentrazioni di alcuni singoli congeneri PCB (ndr.: policlorobifenili) e singoli IPA (ndr.: idrocarburi policiclici aromatici) determinate nei tre pool relativi al campione prelevato in prossimità della Scogliera Sud ed in un pool relativo al campione Radice Pontile API sono pari al doppio rispetto a quelle determinate nei pool relativi al campione di bianco (…) Si fa presente che, rispetto a quanto previsto dalla normativa di riferimento che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti anche per quanto riguarda le parti commestibili dei prodotti della pesca, le concentrazioni determinate di benzo(a)pirene nei 3 pool relativi al campione prelevato in prossimità della Scogliera Sud ed in un pool relativo al campione Radice Pontile API, risultano vicino o superiori al valore previsto come limite massimo accettabile per tale composto, utilizzato come marcatore della presenza e degli effetti degli Idrocarburi Policiclici Aromatici cancerogeni nei prodotti alimentari. Per i molluschi bivalvi (ndr.: cozze) tale valore è pari a 10 µg/kg su sostanza umida”.
http://www.comitati-cittadini.org/files/Relazione_ICRAM.pdf
Capiamo ma non giustifichiamo API Nòva Energia, MA PERCHE’ SIA LA COMMISSIONE VIA DEL MINISTERO AMBIENTE SIA LA REGIONE MARCHE HANNO OMESSO QUESTA SITUAZIONE SEGNALATA UFFICALMENTE dall’Organo tecnico del Ministero dell’Ambiente?
Consulta anche questa utile scheda scheda il nostro mare.pdf

































