Carta dei diritti del territorio

Pubblicato il 23 Maggio 2008 Nessun Commento »

Inoltriamo l’invito per la presentazione della Carta dei diritti del territorio,
a Falconara, presso il Centro Pergoli di piazza Mazzini, Venerdì 23 maggio.

presentazione carta diritti del territorio

(Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Dr. Jeckyl e Mr. Aldo (Brachetti Peretti)

Pubblicato il 19 Maggio 2008 Nessun Commento »

Dr Jeckyll e Mr HydeSe abitassimo a Tolentino e Pollenza manifesteremmo entusiasmo e saremmo grati ad Aldo Brachetti Peretti che si accinge a realizzare una centrale fotovoltaica da 10 Megawatt che fornirà energia elettrica alle sue cantine vinicole e a 15.000 famiglie!
Ma noi viviamo a Falconara Marittima e, per come ci vuol trattare Mr. Aldo ed i suoi Figli, è verosimile ritenere che convivano differenti pulsioni energetiche nel petroliere dell’API.

“Parafrasando”, ci è venuto in mente di parodiare la dualità delle scelte energetiche di Aldo Brachetti Peretti con il romanzo di Robert Louis Stevenson del 1886, The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde. In particolar modo per gli effetti sui territori e le popolazioni interessate!

A Tolentino e Pollenza le sue scelte lo mostrano come un gentiluomo benefattore (quantomeno di quell’ambiente) mentre a Falconara ce lo dipingono con le sembianze di un industriale primitivo… poichè primitivo è, ormai, il modello di produzione di energia elettrica che qui pretende realizzare!

articolo Corriere della SeraLà, a Pollenza e Tolentino, come giustamente registra il diligente Federico de Rosa del Corriere della Sera, la centrale fotovoltaica è perfettamente in linea con il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR). E dunque è giusto che si faccia!

Qua, a Falconara Marittima, le due centrali a metano e gas di raffineria per complessivi 580 Megawatt che Mr. Aldo ed i suoi Figlivogliono costruire sono completamente fuori da ciò che prevede il PEAR. Ma le vogliono fare lo stesso!

Là, a Pollenza e Tolentino, il Dr. Aldo Brachetti Peretti si è fatto lusingare dalle “insistenze delle autorità locali affinché facessimo qualcosa nell’energia” … e ha fatto un bel botto da 50 milioni di € investendo saggiamente sull’energia elettrica da fonte rinnovabile!

Qua, a Falconara Marittima, nonostante che il Comune insieme a quelli di Monte San Vito, Chiaravalle, Camerata Picena, Jesi e Montemarciano e la Provincia di Ancona abbiano manifestato la propria contrarietà, Mr. Aldo ed i suoi Figli vanno avanti per costruire le due inquinanti centrali elettriche a metano e gas di raffineria!

Là, a Pollenza e Tolentino, API Nova Energia progetta e realizza un impianto di produzione di energia elettrica da fonte “veramente NOVA”, cioè rinnovabile ed inesauribile, a zero emissionisenza necessità di alcun calcolo dimostrativo.

Al contrario, qua a Falconara Marittima, API Nova Energia progetta e realizza un impianto di produzione di energia elettrica che utilizza una fonte esauribile, sempre più costosae con emissioni che i tecnici di Mr. Aldo ed i suoi Figlisi sforzano di minimizzare con molti calcoli fisico/chimici che abbiamo ampiamente smentito presso il Ministero dell’Ambiente con la Relazione che Vi invitiamo a consultare!

Per quel tipo di impianto non sono possibili le propagandate emissioni zero semplicemente perché è la combustione di fonti fossili (metano e gas di raffineria) che determina emissioni ineliminabili!

A tale proposito Vi invitiamo a consultare i lavori dei ricercatori del CNR Nicola Armaroli e Claudio Po, che pubblichiamo a lato!

Là, a Pollenza e Tolentino, in un territorio ben conservato, curato e salubre si inserisce una tecnologia di produzione elettrica che non altera quel prezioso equilibrio ambientale e, anzi, lo considera come il presupposto!

Al contrario, a Falconara Marittima, il presuppostoè diametralmente inverso: un territorio totalmente ad Alto Rischio di Crisi Ambientale (in gran parte per le produzioni proprio degli impianti API), insalubre a tal punto che la popolazione di tre Comuni è indagata per il rischio leucemie e tumori del sistema emolinfopieticonon può essere ulteriormente gravato da altre produzioni inquinanti…

Perché Mr. Aldo ed i suoi Figlinon investono su un grosso impianto fotovoltaico a Falconara piuttosto che sulle inquinanti centrali a metano e gas di raffineria?

Se esiste una responsabilità sociale delle imprese, come mai Mr. Aldo ed i suoi Figlinon se la assumono per Falconara Marittima?

Links di riferimento per gli approfondimenti:

http://www.comitati-cittadini.net/MD/index.htm

http://www.comitati-cittadini.net/Approfondimenti/Studi.htm

http://www.comitati-cittadini.net/Approfondimenti/Studi/ChimInd.pdf

“Mare Nostrum”, bitume a Mezzavalle

Pubblicato il 5 Maggio 2008 Nessun Commento »

Pubblichiamo la segnalazione che l’amico S.B. ha inviato al nostro sito e al Servizio competente dell’ARPAM.

“Domenica 27 Aprile 2008, alle 15,30 del pomeriggio, sono giunto attraverso il sentiero alla spiaggia di Mezzavalle.

Mi sono diretto a destra in direzione Portonovo per qualche centinaio di metri ed accampato in un tratto intermedio tra la battigia e la base della collina, dove sono presenti sassi di piccole dimensioni ( sul luogo è anche presente un tronco lungo cira un metro).

Dopo aver steso l’asciugamano e tolto le scarpe ho appoggiato il piede sulla ghiaia, centrando in pieno una macchia di bitume (vedi foto allegata).

Solo allora mi sono accorto di tanti piccoli “punti neri” di bitume, del diametro di qualche millimetro, estremamente appiccicosi per via del sole intenso, che erano presenti su tutto il tratto in cui mi trovavo e che si sono stampati anche sul mio asciugamano.

Secondo il mio giudizio tale materiale è giunto in spiaggia non con le ultime mareggiate, ma con quelle dei giorni precedenti.

Nella mattinata successiva ho preso contatti con l’ Arpam per segnalare l’accaduto al competente servizio.”

foto by SB

ByPass: MISTERI ministeriali ed ENIGMI europei

Pubblicato il 2 Maggio 2008 Nessun Commento »

IL MISTERO MINISTERIALE

In conseguenza della nostra ferma denuncia del 7 Marzo 2008 circa le scorrette informazioni che l’AD di RFI - dott. Michele Mario Elia - ha comunicato al Ministro delle Infrastrutture, l’On. Antonio Di Pietro ci ha nuovamente risposto in data 25 marzo 2008 evidenziando che, come Ministro, è “stato messo per la prima volta a conoscenza” della Relazione della Società di consulenza aeroportuale e del controllo del traffico aereo Pindaro srl proprio dalla nostra nota del 7 marzo u.s. (Relazione che evidenzia il serio rischio di interferenza tra il progettato tracciato ferroviario del by pass API e il sistema di controllo strumentale ILS per gli aeromobili in caso di scarsa visibilità).

L’osceno sta nel fatto che tale Relazione era stata già inviata con raccomandata e ricevuta di ritorno in data 8 Giugno 2005 al Presidente Berlusconi e ai suoi Ministri alle Infrastrutture, Ambiente e compagnia cantante (tra cui anche l’On. Mario Baldassarri).

Non solo: il 19 Luglio 2006 la stessa Relazione fu nuovamente inviata al nuovo Ministro delle Infrastrutture (Antonio Di Pietro) oltre che alla Regione Marche, alla Provincia di Ancona ed al Sindaco di Falconara.


CHE FINE HA FATTO QUELLA RELAZIONE INVIATA DAI COMITATI 3 ANNI FA?

UNA RELAZIONE TECNICA IMPORTANTE PER LA SICUREZZA PUO’ SCOMPARIRE NEL NULLA PER UN AVVICENDAMENTO GOVERNATIVO ?

COME MAI LA REGIONE MARCHE NON HA MAI EVIDENZIATO L’ESISTENZA DI QUELLA RELAZIONE NEI NUMEROSI INCONTRI CON IL MINISTRO DI PIETRO ?


L’ENIGMA EUROPEO…DELL’ONOREVOLE LUCIANA SBARBATI

L’altro elemento osceno venuto alla luce nei giorni scorsi ha il cognome e nome di SBARBATI LUCIANA da Chiaravalle, leader dei Repubblicani Europei, eletta al Parlamento dell’Unione Europea nel 1999, membro dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa.
L’On. Sbarbati svolge la propria attività parlamentare in più organismi, tra cui la Commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni ed alle elezioni politiche 2008 è stata “paracadutata” in Sardegna nelle liste del PD di Veltroni (ha dichiarato di aver accettato la candidatura “per spirito di servizio”).

Nel Settembre 1999 (all’indomani del gravissimo incendio alla raffineria API nel quale perirono due lavoratori, i residenti di due quartieri scapparono alle 5,30 dalle loro case ed un treno passeggeri transitò tra le fiamme) l’On. Luciana Sbarbati presentò

un emendamento che punta a garantire maggiore sicurezza sulla linea ferroviaria adriatica già firmato da tutto il gruppo liberaldemocratici e che mi auguro venga sostenuto da tutti i parlamentari europei di qualsiasi partito. Purtroppo le opere del corridoio adriatico non sono ancora finanziate. Bisogna cercare altre strade se vogliamo operare subito. La strada c’è, almeno per il by pass ferroviario. Vediamo se c’è la volontà di affrontare la questione della sicurezza dell’area API sul serio o se continuerà a prevalere la demagogia

disse l’Onorevole (Corriere Adriatico dell’epoca). Quel by pass non si configurava come quello attualmente progettato ed finanziato dal CIPE ma era costituito da un binario che collegava direttamente Chiaravalle con Marina di Montemarciano, cioè la linea romana con l’adriatica!

I Comitati hanno sempre sostenuto quella eventuale variante ferroviaria progettata da RFI spa (vedi pag. 69 di AERCA Potenziamento ferrovia adriatica) poiché avrebbe rappresentato una soluzione trasportistica adeguata alle esigenze del trasporto merci su rotaia e dell’Interporto di Jesi e, infine, la premessa dell’arretramento dalla costa della linea ferroviaria adriatica… Tanto che la Regione Marche aveva inserito quel progetto nelle Prime linee del Piano di Risanamento dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale.
Poi la Regione Marche (nel 2001) cestinò malamente quelle Linee di risanamento e fece progettare ad RFI spa l’attuale e devastante by pass API.

Ci siamo interessati che fine avesse fatto quell’emendamento dell’On. Luciana Sbarbati!

Ecco la risposta ricevuta dall’Unione Europea:

Faccio seguito alla Sua richiesta di informazioni relativa all’eventuale concessione di un finanziamento comunitario nell’ambito delle Reti Transeuropee di trasporto al Nodo ferroviario di Falconara Marittima.
Mi permetto di attirare la sua attenzione sul fatto che i finanziamenti comunitari relativi alle Reti transeuropee non avvengono via un semplice emendamento al bilancio posto da un eventuale eurodeputato. L’eventuale richiesta di finanziamento del nodo ferroviario di Falconara Marittima avrebbe dovuto essere inserito nel quadro di un bando di gara per i finanziamenti annuali  RTT e presentato o avvallato dallo Stato membro in questione. In tale ambito, non risulta alcun  finanziamento al nodo ferroviario di Falconara Marittima tramite il programma le Reti transeuopee di Trasporto. Sono comunque a sua totale disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti. Non esisti la prego a chiamarmi o ad inviarmi direttamente un messaggio o telefonarmi.
(Paola Momoli, Desk Officer per Italia Slovenia e Malta Unità B2 Coordinazione dei Porgetti prioritari TEN-T Direzione Generale Energia e Trasporti Commissione europea).

COME LA CHIAMATE VOI QUEL TIPO DI AZIONE DELL’ON. LUCIANA SBARBATI?

INCOMPETENZA?
PRESA IN GIRO?
PROPAGANDA?
POLVERONE? E A QUALE SCOPO?

INOLTRE, COME MAI L’ON. SBARBATI  E LA REGIONE MARCHE NON CI HANNO MAI INFORMATO SULLA IRRICEVIBILITA’ DI QUELL’EMENDAMENTO CHE IL PARLAMENTO EUROPEO, A SUO TEMPO, AVRA’ SICURAMENTE MOTIVATO?

NON SAPPIAMO SE ESITE UN NESSO TRA L’AZIONE DELL’ON. SBARBATI E LE SUCCESSIVE DECISIONI PRESE DALLA REGIONE MARCHE RELATIVAMENTE AL BY PASS API.
PERO’ UNA CONSTATAZIONE SALTA IMMEDIATAMENTE AGLI OCCHI:

CON IL PROGETTO ORIGINARIO, QUELLO MAI FINANZIATO DALLA U.E., LA LINEA FERROVIARIA ADRIATICA AVREBBE CONTINUATO A CORRERE TRA GLI IMPIANTI DELL’API E, OLTRE AL GIA’ REALIZZATO BLOCCO AUTOMATICO DEI TRENI IN CASO DI INCIDENTE, AVREBBE COSTRETTO L’API A REALIZZARE UNA BARRIERA DI PROTEZIONE A SUE SPESE COME INDIVIDUATO DAGLI STUDI DI SVILUPPO MARCHE FINANZIATI DALLA REGIONE NEL 2003!

AL CONTRARIO, CON L’ATTUALE PROGETTO DEL BY PASS API FINANZIATO DAL CIPE, L’API NON SPENDE UN cent/€ PER LO SPOSTAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA DA LEI INGLOBATA ED IN PIU’ SI ANNETTE I 3 ETTARI DI TERRENO CHE SI LIBERANO CON LA RIMOZIONE DEI BINARI!


PAGHERA’ PANTALONE, CIOE’ NOI, CON DENARO CONTANTE E
LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO?

ANCORA NON E’ SCRITTA L’ULTIMA PAROLA…

Facce

Pubblicato il 13 Febbraio 2008 Nessun Commento »

QUIZ:

Faccia

?? individua il volto dell’Assessore Pistelli e dell’ex Assessore Api ??

Non c’è limite alla faccia tosta di chi continua a sostenere un progetto insostenibile come quello del bypass API, una sfrontatezza che si spinge fino alla negazione della realtà, della documentazione.

Ve ne forniamo due fulgidi esempi.

CASO A

Loredana Pistelli -  Assessore regionale al Governo del Territorio, Porti e Aeroporti, Viabilità ha detto: “Ho verificato che il piano Giancarli non è mai approdato in Regione, nei nostri uffici“!

Stiamo rasentando il ridicolo: consultate a chi è indirizzata la lettera del 26/5/2004 - Port. n° 44330 - con cui l’ex Presidente Giancarli accompagna l’invio del progetto dell’arretramento e poi giudicate in che mani siamo! Vuoi vedere che è colpa delle Poste?

CASO B

Fausto Api ex assessore all’Urbanistica dell’era Carletti sostiene che a suo tempo la Giunta falconarese non ha preso in considerazione il progetto di arretramento della Provincia perché esso “avrebbe liberato Senigallia - spiega, - ma non Falconara visto che con la metropolitana di superficie, i binari sarebbero rimasti lì dove sono. Noi così facendo invece liberiamo i quartieri a nord e apriamo la città al mare“.

Non vogliamo credere che il Sig. Fausto Api sia in malafede, ma le sue dichiarazioni alimentano la confusione dei cittadini soprattutto perché l’ex Assessore di Carletti sa bene che c’è una notevole differenza di infrastruttura tra quella necessaria per il treno e quella necessaria per una metropolitana leggera!

Già, perché il progetto dell’Ing. Giuseppe Marconi parla di metropolitana leggera e non di treno con funzione di metropolitana di superficie (come a tutt’oggi è concepita ed organizzata da Regione, Provincia e Trenitalia)!

Infatti la metro leggera ha “raggi di curvatura ridotti, bassa rumorosità, emissioni nulle, intrusione visiva ridotta con vestizioni dedicate” (scrive l’Ing. Giuseppe Marconi progettista per la Provincia) e dunque non ha l’invasività della attuale linea ferroviaria, non occupa gli spazi che siamo abituati a vedere per il treno!

Dunque con la metro leggera spazi si liberebbero eccome e la metro leggera fungerebbe da collegamento pulito … basta guardare le immagini che pubblichiamo di altre città dove ci sembra di capire che chi doveva decidere è stato senza dubbio più “sveglio” dei componenti della casta che ci ritroviamo sul groppone!


Quali sono le caratteristiche dei vari tipi di trasporto pubblico su ferro?
Esistono alcuni parametri secondo la norma UNI 8379 che descrivono le caratteristiche dei vari servizi metropolitani e tranviari. Non sono dati assoluti perché specialmente in questi ultimi anni alcune caratteristiche si sono fuse tra i diversi mezzi di trasporto, per esempio esistono sistemi misti tram-treno o metropolitane leggere con capacità di trasporto maggiore ai dati medi.

METROPOLITANA
Sistema di trasporto rapido di massa con veicoli automotori a guida vincolata completamente autonoma da altre interferenze di traffico regolata da segnali.
24.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 1200 passeggeri, distanza media tra fermate 600-1000 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 150 mt.

METROPOLITANA LEGGERA
Sistema di trasporto rapido di massa che mantiene le caratteristiche delle metropolitana ma con portata oraria inferiore.
8.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 600-200 passeggeri, distanza media tra fermate 500-800 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 80 mt.

METROTRANVIA
Sistema di trasporto per persone su strada nelle città con possibilità di utilizzare anche tratti sotterranei e/o in sede completamente riservata. Veicoli automotori a via guidata con marcia regolata da sistemi atti a ridurre l’interferenza del traffico privato o pedonale.
2.700 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 4-6 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 350-500 metri, velocità commerciale 15 km/h, lunghezza massima convoglio 60 mt.

TRANVIA
Sistema di trasporto per persone su strada con veicoli automotori a via guidata con marcia a vista.
1.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 6-10 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 200-350 metri, velocità commerciale 10 km/h, lunghezza massima convoglio 30 mt.

FERROVIA
Sistema di trasporto per persone su medie e lunghe distanze e per elevati livelli di traffico. Veicoli automotori, rimorchiati e motrici a guida vincolata in sede propria con marcia regolata da segnali.
Per quanto riguarda le caratteristiche bisogna distinguere tra treno regionale e treno metropolitano o suburbano.
Treno regionale: servizio in ambito regionale con una distanza media tra le fermate di 5km, durata del viaggio tra i 30 e gli 80 minuti, con posti prevalentemente a sedere e con cadenzamento di 30-120 minuti
Treno metropolitano o suburbano: servizio in ambito urbano o provinciale con un distanza media tra le fermate di 1-2 km, durata del viaggio tra i 5 e i 20 minuti, con posti prevalentemente in piedi e cadenzamento tra i 5 e i 15 minuti.

Documentazione di un deragliamento

Pubblicato il 5 Febbraio 2008 Nessun Commento »

deragliamento

Ha ragione l’ex Ministro Baldassarri a giudicare come ridicola la scelta di finanziare il by pass API insieme alle opere del nodo ferroviario di Falconara. Ma siccome in tutta questa vicenda che seguiamo dagli inizi (da febbraio 2002 quando era Assessore regionale ai Trasporti la Dott.ssa Cecchini successivamente “scalzata” da Amagliani) i comitati in cui e per cui interveniamo sono gli unici che tengono dritta la barra della verità storica e politica (e questo è ciò che ci distingue profondamente dalla casta) una cosa dobbiamo dirla e documentarla: L’ONOREVOLE MARIO BALDASSARRI ERA PRESIDENTE DEL CIPE CHE IL 29 LUGLIO 2005 DELIBERO’ FAVOREVOLMENTE PER IL PROGETTO OGGI FINANZIATO DA DI PIETRO E VOLUTO DA D’AMBROSIO, SPACCA E AMAGLIANI (nonchè da Carletti e Recanatini/Piccinini)!

NEL 2005, L’ON. MARIO BALDASSARRI - CON IL SUO GOVERNO - POTEVA SCHIACCIARE IL BOTTONE PER BLOCCARE QUEL PROGETTO E CAMBIARLO!
NON LO HA FATTO!

Allora il punto è anche questo: TRASVERSALMENTE, SENZA DISTINZIONE DI COLORE DI PARTITO, QUESTA CASTA SI METTE SULL’ATTENTI DI FRONTE ALL’API E SPIANA COME CON LO SCHIACCIASASSI LE REALI ESIGENZE DEL TERRITORIO DEI CITTADINI E DEGLI ALTRI COMPARTI ECONOMICI (turismo in primo luogo).

I nostri comitati hanno il compito, oggi, di dire che quel progetto è una puzzonata e fare giustizia di qualsiasi opportunismo elettorale, da qualsiasi parte provenga.

E’ per questo che attraverso il nostro sito diamo la possibilità a tutti di consultare la documentazione che permette di ricostruire in termini di verità storica e politica la incredibile storia di un progetto degna della “casta ambidestra” che sta rovinando irrimediabilmente un pezzo del territorio della Regione Marche.



Da “Il Messaggero” del 04.02.2008
Mobilità & polemiche. L’ex viceministro lancia l’allarme dopo i 204 milioni stanziati per bypassare la raffineria.

«BRETELLINA API, CHE SCELTA RIDICOLA»

Baldassarri: «E’ solo miopia. Così si dice addio all’arretramento Fs di Ancona».«Una scelta ridicola».
Non ci sta Mario Baldassarri, ex viceministro dell’Economia. Fu lui, nel 2004, a presentare un progetto da 2 miliardi di euro per far arretrare la ferrovia da Marina di Montemarciano a Passo Varano, passando per Chiaravalle, realizzare tre nuove stazioni (Ancona Centrale a Passo Varano) e liberare dalla linea ferrata oltre venti chilometri di costa, da Marina di Montemarciano al porto di Ancona. Un “rivoluzione ferroviaria” finita ora nel cassetto, a giudicare dalla bretellina presentata l’altro giorno: servirà solo a by passare l’Api, pur costando 204 milioni. Non collegherà Montemarciano a Chiaravalle, primo tratto del grande arretramento. E Baldassarri trasecola. «Sì - attacca Baldassarri - è ridicolo impegnare 204 milioni solo per togliere i binari dall’Api. E’ una sciocchezza. Così si rischia di vanificare ogni sforzo per il vero arretramento della ferrovia tra Marina di Montemarciano e Ancona. Purtroppo si continua a lavorare con miopia politica, andando a pietire con il cappello in mano a Roma senza avere un orizzonte d’intervento più ampio che possa veramente far diventare Ancona e Falconara lo snodo dei trasporti oltre che consentire l’avvio di un’operazione con cui recuperare 25 km di costa».
Ovvero il progetto Rfi da lei presentato nel 2004.
«Esatto, un intervento da quasi 2 miliardi di euro per mettere il centro ferroviario di Ancona al servizio della regione e ridisegnare la costa».
Come nacque quell’idea?
«Si stava parlando di realizzare la terza corsia dell’A14, si pensava al collegamento diretto porto-autostrada. E pensai che si poteva creare una formidabile integrazione».
Quali erano i cardini dell’intervento?
«Il progetto integrato e il preliminare da parte di Rfi, presentato in un incitarono pubblico alla Fiera di Ancona e poi in consiglio comunale, prevedeva una variante ferroviaria di 4,4 km e tre nuove stazioni: Falconara-Chiaravalle, Ancona centro-Pinocchio e Varano. Con quest’ultima destinata a diventare lo scalo principale del capoluogo con il tratto piazza-Rosselli Varano utilizzabile come metrò di superficie. Tre mosse per liberare chilometri di costa e riscoprire il golfo di Ancona».
Un’idea già prevista dal piano provinciale dei trasporti votato dalla Provincia durante la presidenza Giancarli…
«Non era così articolato, prevedendo piccoli aggiustamenti e non una visione strategica d’insieme».
Ma come si finanzia il progetto miliardario delle Ferrovie?
«In gran parte con la dismissione del patrimonio ferroviario. Rfi, proprietaria dei binari e dei locali calcolò anche il valore delle aree liberate: coprivano il 45% della spesa solo sulla base dell’attuale destinazione».
Ma non bastava. E quale fu la proposta?
«L’allora ad delle ferrovie Moretti 45% dichiarò la disponibilità dell’ente a mettere la differenza del costo se il valore delle aree ferroviarie fosse arrivato a coprire il 60-65% del progetto».
Come?
«Rivedendo la destinazione urbanistica delle aree: 45 ettari di terreno, oltre 70mila i mq di fabbricati e immobili».
Competenza però dei Comuni interessati…
«E infatti, dopo le prime dichiarazioni di interessamento alla presentazione del progetto in consiglio comunale è calato il silenzio. Da allora nessuna risposta ufficiale. E poi…»
Che cosa?
«In attesa di sapere se Comuni, Provincia e Regione erano interessati ad andare avanti con questo progetto è caduto il Governo e tutto è rimasto fermo. Adesso invece…»
…succede che…
«…Si spendono 204 milioni per un intervento che non crea alcun valore. Anzi, questo intervento potrebbe ostacolare l’ipotesi di by-pass vero».
Perché?
«Prevede solo lo scavalcamento dell’Api e non l’inserimento diretto con la Orte - Falconara».
Persa ogni speranza di veder realizzato il vero by-pass?
«Non ci penso proprio. Per An è una priorità politica che presenteremo con forza sia alle prossime Politiche sia alle Regionali. E di qualunque colore sia il prossimo governo nazionale per noi sarà un argomento per il quale spenderci. Bisogna capire…».
Che cosa?
«Che non si può fare politica solo pensando ai prossimi sei mesi. Quella linea ferroviaria sulla costa è del 1906, è ora di pensare a un intervento che ridisegni Ancona e al sua costa per i prossimi cento anni. Non ci si può accontentare di un pensare piccino e ridicolo».

Massimiliano Petrilli