“Mare Nostrum”, bitume a Mezzavalle

Pubblicato il 5 Maggio 2008 Nessun Commento »

Pubblichiamo la segnalazione che l’amico S.B. ha inviato al nostro sito e al Servizio competente dell’ARPAM.

“Domenica 27 Aprile 2008, alle 15,30 del pomeriggio, sono giunto attraverso il sentiero alla spiaggia di Mezzavalle.

Mi sono diretto a destra in direzione Portonovo per qualche centinaio di metri ed accampato in un tratto intermedio tra la battigia e la base della collina, dove sono presenti sassi di piccole dimensioni ( sul luogo è anche presente un tronco lungo cira un metro).

Dopo aver steso l’asciugamano e tolto le scarpe ho appoggiato il piede sulla ghiaia, centrando in pieno una macchia di bitume (vedi foto allegata).

Solo allora mi sono accorto di tanti piccoli “punti neri” di bitume, del diametro di qualche millimetro, estremamente appiccicosi per via del sole intenso, che erano presenti su tutto il tratto in cui mi trovavo e che si sono stampati anche sul mio asciugamano.

Secondo il mio giudizio tale materiale è giunto in spiaggia non con le ultime mareggiate, ma con quelle dei giorni precedenti.

Nella mattinata successiva ho preso contatti con l’ Arpam per segnalare l’accaduto al competente servizio.”

foto by SB

ByPass: MISTERI ministeriali ed ENIGMI europei

Pubblicato il 2 Maggio 2008 Nessun Commento »

IL MISTERO MINISTERIALE

In conseguenza della nostra ferma denuncia del 7 Marzo 2008 circa le scorrette informazioni che l’AD di RFI - dott. Michele Mario Elia - ha comunicato al Ministro delle Infrastrutture, l’On. Antonio Di Pietro ci ha nuovamente risposto in data 25 marzo 2008 evidenziando che, come Ministro, è “stato messo per la prima volta a conoscenza” della Relazione della Società di consulenza aeroportuale e del controllo del traffico aereo Pindaro srl proprio dalla nostra nota del 7 marzo u.s. (Relazione che evidenzia il serio rischio di interferenza tra il progettato tracciato ferroviario del by pass API e il sistema di controllo strumentale ILS per gli aeromobili in caso di scarsa visibilità).

L’osceno sta nel fatto che tale Relazione era stata già inviata con raccomandata e ricevuta di ritorno in data 8 Giugno 2005 al Presidente Berlusconi e ai suoi Ministri alle Infrastrutture, Ambiente e compagnia cantante (tra cui anche l’On. Mario Baldassarri).

Non solo: il 19 Luglio 2006 la stessa Relazione fu nuovamente inviata al nuovo Ministro delle Infrastrutture (Antonio Di Pietro) oltre che alla Regione Marche, alla Provincia di Ancona ed al Sindaco di Falconara.


CHE FINE HA FATTO QUELLA RELAZIONE INVIATA DAI COMITATI 3 ANNI FA?

UNA RELAZIONE TECNICA IMPORTANTE PER LA SICUREZZA PUO’ SCOMPARIRE NEL NULLA PER UN AVVICENDAMENTO GOVERNATIVO ?

COME MAI LA REGIONE MARCHE NON HA MAI EVIDENZIATO L’ESISTENZA DI QUELLA RELAZIONE NEI NUMEROSI INCONTRI CON IL MINISTRO DI PIETRO ?


L’ENIGMA EUROPEO…DELL’ONOREVOLE LUCIANA SBARBATI

L’altro elemento osceno venuto alla luce nei giorni scorsi ha il cognome e nome di SBARBATI LUCIANA da Chiaravalle, leader dei Repubblicani Europei, eletta al Parlamento dell’Unione Europea nel 1999, membro dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa.
L’On. Sbarbati svolge la propria attività parlamentare in più organismi, tra cui la Commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni ed alle elezioni politiche 2008 è stata “paracadutata” in Sardegna nelle liste del PD di Veltroni (ha dichiarato di aver accettato la candidatura “per spirito di servizio”).

Nel Settembre 1999 (all’indomani del gravissimo incendio alla raffineria API nel quale perirono due lavoratori, i residenti di due quartieri scapparono alle 5,30 dalle loro case ed un treno passeggeri transitò tra le fiamme) l’On. Luciana Sbarbati presentò

un emendamento che punta a garantire maggiore sicurezza sulla linea ferroviaria adriatica già firmato da tutto il gruppo liberaldemocratici e che mi auguro venga sostenuto da tutti i parlamentari europei di qualsiasi partito. Purtroppo le opere del corridoio adriatico non sono ancora finanziate. Bisogna cercare altre strade se vogliamo operare subito. La strada c’è, almeno per il by pass ferroviario. Vediamo se c’è la volontà di affrontare la questione della sicurezza dell’area API sul serio o se continuerà a prevalere la demagogia

disse l’Onorevole (Corriere Adriatico dell’epoca). Quel by pass non si configurava come quello attualmente progettato ed finanziato dal CIPE ma era costituito da un binario che collegava direttamente Chiaravalle con Marina di Montemarciano, cioè la linea romana con l’adriatica!

I Comitati hanno sempre sostenuto quella eventuale variante ferroviaria progettata da RFI spa (vedi pag. 69 di AERCA Potenziamento ferrovia adriatica) poiché avrebbe rappresentato una soluzione trasportistica adeguata alle esigenze del trasporto merci su rotaia e dell’Interporto di Jesi e, infine, la premessa dell’arretramento dalla costa della linea ferroviaria adriatica… Tanto che la Regione Marche aveva inserito quel progetto nelle Prime linee del Piano di Risanamento dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale.
Poi la Regione Marche (nel 2001) cestinò malamente quelle Linee di risanamento e fece progettare ad RFI spa l’attuale e devastante by pass API.

Ci siamo interessati che fine avesse fatto quell’emendamento dell’On. Luciana Sbarbati!

Ecco la risposta ricevuta dall’Unione Europea:

Faccio seguito alla Sua richiesta di informazioni relativa all’eventuale concessione di un finanziamento comunitario nell’ambito delle Reti Transeuropee di trasporto al Nodo ferroviario di Falconara Marittima.
Mi permetto di attirare la sua attenzione sul fatto che i finanziamenti comunitari relativi alle Reti transeuropee non avvengono via un semplice emendamento al bilancio posto da un eventuale eurodeputato. L’eventuale richiesta di finanziamento del nodo ferroviario di Falconara Marittima avrebbe dovuto essere inserito nel quadro di un bando di gara per i finanziamenti annuali  RTT e presentato o avvallato dallo Stato membro in questione. In tale ambito, non risulta alcun  finanziamento al nodo ferroviario di Falconara Marittima tramite il programma le Reti transeuopee di Trasporto. Sono comunque a sua totale disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti. Non esisti la prego a chiamarmi o ad inviarmi direttamente un messaggio o telefonarmi.
(Paola Momoli, Desk Officer per Italia Slovenia e Malta Unità B2 Coordinazione dei Porgetti prioritari TEN-T Direzione Generale Energia e Trasporti Commissione europea).

COME LA CHIAMATE VOI QUEL TIPO DI AZIONE DELL’ON. LUCIANA SBARBATI?

INCOMPETENZA?
PRESA IN GIRO?
PROPAGANDA?
POLVERONE? E A QUALE SCOPO?

INOLTRE, COME MAI L’ON. SBARBATI  E LA REGIONE MARCHE NON CI HANNO MAI INFORMATO SULLA IRRICEVIBILITA’ DI QUELL’EMENDAMENTO CHE IL PARLAMENTO EUROPEO, A SUO TEMPO, AVRA’ SICURAMENTE MOTIVATO?

NON SAPPIAMO SE ESITE UN NESSO TRA L’AZIONE DELL’ON. SBARBATI E LE SUCCESSIVE DECISIONI PRESE DALLA REGIONE MARCHE RELATIVAMENTE AL BY PASS API.
PERO’ UNA CONSTATAZIONE SALTA IMMEDIATAMENTE AGLI OCCHI:

CON IL PROGETTO ORIGINARIO, QUELLO MAI FINANZIATO DALLA U.E., LA LINEA FERROVIARIA ADRIATICA AVREBBE CONTINUATO A CORRERE TRA GLI IMPIANTI DELL’API E, OLTRE AL GIA’ REALIZZATO BLOCCO AUTOMATICO DEI TRENI IN CASO DI INCIDENTE, AVREBBE COSTRETTO L’API A REALIZZARE UNA BARRIERA DI PROTEZIONE A SUE SPESE COME INDIVIDUATO DAGLI STUDI DI SVILUPPO MARCHE FINANZIATI DALLA REGIONE NEL 2003!

AL CONTRARIO, CON L’ATTUALE PROGETTO DEL BY PASS API FINANZIATO DAL CIPE, L’API NON SPENDE UN cent/€ PER LO SPOSTAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA DA LEI INGLOBATA ED IN PIU’ SI ANNETTE I 3 ETTARI DI TERRENO CHE SI LIBERANO CON LA RIMOZIONE DEI BINARI!


PAGHERA’ PANTALONE, CIOE’ NOI, CON DENARO CONTANTE E
LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO?

ANCORA NON E’ SCRITTA L’ULTIMA PAROLA…

Facce

Pubblicato il 13 Febbraio 2008 Nessun Commento »

QUIZ:

Faccia

?? individua il volto dell’Assessore Pistelli e dell’ex Assessore Api ??

Non c’è limite alla faccia tosta di chi continua a sostenere un progetto insostenibile come quello del bypass API, una sfrontatezza che si spinge fino alla negazione della realtà, della documentazione.

Ve ne forniamo due fulgidi esempi.

CASO A

Loredana Pistelli -  Assessore regionale al Governo del Territorio, Porti e Aeroporti, Viabilità ha detto: “Ho verificato che il piano Giancarli non è mai approdato in Regione, nei nostri uffici“!

Stiamo rasentando il ridicolo: consultate a chi è indirizzata la lettera del 26/5/2004 - Port. n° 44330 - con cui l’ex Presidente Giancarli accompagna l’invio del progetto dell’arretramento e poi giudicate in che mani siamo! Vuoi vedere che è colpa delle Poste?

CASO B

Fausto Api ex assessore all’Urbanistica dell’era Carletti sostiene che a suo tempo la Giunta falconarese non ha preso in considerazione il progetto di arretramento della Provincia perché esso “avrebbe liberato Senigallia - spiega, - ma non Falconara visto che con la metropolitana di superficie, i binari sarebbero rimasti lì dove sono. Noi così facendo invece liberiamo i quartieri a nord e apriamo la città al mare“.

Non vogliamo credere che il Sig. Fausto Api sia in malafede, ma le sue dichiarazioni alimentano la confusione dei cittadini soprattutto perché l’ex Assessore di Carletti sa bene che c’è una notevole differenza di infrastruttura tra quella necessaria per il treno e quella necessaria per una metropolitana leggera!

Già, perché il progetto dell’Ing. Giuseppe Marconi parla di metropolitana leggera e non di treno con funzione di metropolitana di superficie (come a tutt’oggi è concepita ed organizzata da Regione, Provincia e Trenitalia)!

Infatti la metro leggera ha “raggi di curvatura ridotti, bassa rumorosità, emissioni nulle, intrusione visiva ridotta con vestizioni dedicate” (scrive l’Ing. Giuseppe Marconi progettista per la Provincia) e dunque non ha l’invasività della attuale linea ferroviaria, non occupa gli spazi che siamo abituati a vedere per il treno!

Dunque con la metro leggera spazi si liberebbero eccome e la metro leggera fungerebbe da collegamento pulito … basta guardare le immagini che pubblichiamo di altre città dove ci sembra di capire che chi doveva decidere è stato senza dubbio più “sveglio” dei componenti della casta che ci ritroviamo sul groppone!


Quali sono le caratteristiche dei vari tipi di trasporto pubblico su ferro?
Esistono alcuni parametri secondo la norma UNI 8379 che descrivono le caratteristiche dei vari servizi metropolitani e tranviari. Non sono dati assoluti perché specialmente in questi ultimi anni alcune caratteristiche si sono fuse tra i diversi mezzi di trasporto, per esempio esistono sistemi misti tram-treno o metropolitane leggere con capacità di trasporto maggiore ai dati medi.

METROPOLITANA
Sistema di trasporto rapido di massa con veicoli automotori a guida vincolata completamente autonoma da altre interferenze di traffico regolata da segnali.
24.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 1200 passeggeri, distanza media tra fermate 600-1000 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 150 mt.

METROPOLITANA LEGGERA
Sistema di trasporto rapido di massa che mantiene le caratteristiche delle metropolitana ma con portata oraria inferiore.
8.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 600-200 passeggeri, distanza media tra fermate 500-800 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 80 mt.

METROTRANVIA
Sistema di trasporto per persone su strada nelle città con possibilità di utilizzare anche tratti sotterranei e/o in sede completamente riservata. Veicoli automotori a via guidata con marcia regolata da sistemi atti a ridurre l’interferenza del traffico privato o pedonale.
2.700 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 4-6 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 350-500 metri, velocità commerciale 15 km/h, lunghezza massima convoglio 60 mt.

TRANVIA
Sistema di trasporto per persone su strada con veicoli automotori a via guidata con marcia a vista.
1.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 6-10 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 200-350 metri, velocità commerciale 10 km/h, lunghezza massima convoglio 30 mt.

FERROVIA
Sistema di trasporto per persone su medie e lunghe distanze e per elevati livelli di traffico. Veicoli automotori, rimorchiati e motrici a guida vincolata in sede propria con marcia regolata da segnali.
Per quanto riguarda le caratteristiche bisogna distinguere tra treno regionale e treno metropolitano o suburbano.
Treno regionale: servizio in ambito regionale con una distanza media tra le fermate di 5km, durata del viaggio tra i 30 e gli 80 minuti, con posti prevalentemente a sedere e con cadenzamento di 30-120 minuti
Treno metropolitano o suburbano: servizio in ambito urbano o provinciale con un distanza media tra le fermate di 1-2 km, durata del viaggio tra i 5 e i 20 minuti, con posti prevalentemente in piedi e cadenzamento tra i 5 e i 15 minuti.

Documentazione di un deragliamento

Pubblicato il 5 Febbraio 2008 Nessun Commento »

deragliamento

Ha ragione l’ex Ministro Baldassarri a giudicare come ridicola la scelta di finanziare il by pass API insieme alle opere del nodo ferroviario di Falconara. Ma siccome in tutta questa vicenda che seguiamo dagli inizi (da febbraio 2002 quando era Assessore regionale ai Trasporti la Dott.ssa Cecchini successivamente “scalzata” da Amagliani) i comitati in cui e per cui interveniamo sono gli unici che tengono dritta la barra della verità storica e politica (e questo è ciò che ci distingue profondamente dalla casta) una cosa dobbiamo dirla e documentarla: L’ONOREVOLE MARIO BALDASSARRI ERA PRESIDENTE DEL CIPE CHE IL 29 LUGLIO 2005 DELIBERO’ FAVOREVOLMENTE PER IL PROGETTO OGGI FINANZIATO DA DI PIETRO E VOLUTO DA D’AMBROSIO, SPACCA E AMAGLIANI (nonchè da Carletti e Recanatini/Piccinini)!

NEL 2005, L’ON. MARIO BALDASSARRI - CON IL SUO GOVERNO - POTEVA SCHIACCIARE IL BOTTONE PER BLOCCARE QUEL PROGETTO E CAMBIARLO!
NON LO HA FATTO!

Allora il punto è anche questo: TRASVERSALMENTE, SENZA DISTINZIONE DI COLORE DI PARTITO, QUESTA CASTA SI METTE SULL’ATTENTI DI FRONTE ALL’API E SPIANA COME CON LO SCHIACCIASASSI LE REALI ESIGENZE DEL TERRITORIO DEI CITTADINI E DEGLI ALTRI COMPARTI ECONOMICI (turismo in primo luogo).

I nostri comitati hanno il compito, oggi, di dire che quel progetto è una puzzonata e fare giustizia di qualsiasi opportunismo elettorale, da qualsiasi parte provenga.

E’ per questo che attraverso il nostro sito diamo la possibilità a tutti di consultare la documentazione che permette di ricostruire in termini di verità storica e politica la incredibile storia di un progetto degna della “casta ambidestra” che sta rovinando irrimediabilmente un pezzo del territorio della Regione Marche.



Da “Il Messaggero” del 04.02.2008
Mobilità & polemiche. L’ex viceministro lancia l’allarme dopo i 204 milioni stanziati per bypassare la raffineria.

«BRETELLINA API, CHE SCELTA RIDICOLA»

Baldassarri: «E’ solo miopia. Così si dice addio all’arretramento Fs di Ancona».«Una scelta ridicola».
Non ci sta Mario Baldassarri, ex viceministro dell’Economia. Fu lui, nel 2004, a presentare un progetto da 2 miliardi di euro per far arretrare la ferrovia da Marina di Montemarciano a Passo Varano, passando per Chiaravalle, realizzare tre nuove stazioni (Ancona Centrale a Passo Varano) e liberare dalla linea ferrata oltre venti chilometri di costa, da Marina di Montemarciano al porto di Ancona. Un “rivoluzione ferroviaria” finita ora nel cassetto, a giudicare dalla bretellina presentata l’altro giorno: servirà solo a by passare l’Api, pur costando 204 milioni. Non collegherà Montemarciano a Chiaravalle, primo tratto del grande arretramento. E Baldassarri trasecola. «Sì - attacca Baldassarri - è ridicolo impegnare 204 milioni solo per togliere i binari dall’Api. E’ una sciocchezza. Così si rischia di vanificare ogni sforzo per il vero arretramento della ferrovia tra Marina di Montemarciano e Ancona. Purtroppo si continua a lavorare con miopia politica, andando a pietire con il cappello in mano a Roma senza avere un orizzonte d’intervento più ampio che possa veramente far diventare Ancona e Falconara lo snodo dei trasporti oltre che consentire l’avvio di un’operazione con cui recuperare 25 km di costa».
Ovvero il progetto Rfi da lei presentato nel 2004.
«Esatto, un intervento da quasi 2 miliardi di euro per mettere il centro ferroviario di Ancona al servizio della regione e ridisegnare la costa».
Come nacque quell’idea?
«Si stava parlando di realizzare la terza corsia dell’A14, si pensava al collegamento diretto porto-autostrada. E pensai che si poteva creare una formidabile integrazione».
Quali erano i cardini dell’intervento?
«Il progetto integrato e il preliminare da parte di Rfi, presentato in un incitarono pubblico alla Fiera di Ancona e poi in consiglio comunale, prevedeva una variante ferroviaria di 4,4 km e tre nuove stazioni: Falconara-Chiaravalle, Ancona centro-Pinocchio e Varano. Con quest’ultima destinata a diventare lo scalo principale del capoluogo con il tratto piazza-Rosselli Varano utilizzabile come metrò di superficie. Tre mosse per liberare chilometri di costa e riscoprire il golfo di Ancona».
Un’idea già prevista dal piano provinciale dei trasporti votato dalla Provincia durante la presidenza Giancarli…
«Non era così articolato, prevedendo piccoli aggiustamenti e non una visione strategica d’insieme».
Ma come si finanzia il progetto miliardario delle Ferrovie?
«In gran parte con la dismissione del patrimonio ferroviario. Rfi, proprietaria dei binari e dei locali calcolò anche il valore delle aree liberate: coprivano il 45% della spesa solo sulla base dell’attuale destinazione».
Ma non bastava. E quale fu la proposta?
«L’allora ad delle ferrovie Moretti 45% dichiarò la disponibilità dell’ente a mettere la differenza del costo se il valore delle aree ferroviarie fosse arrivato a coprire il 60-65% del progetto».
Come?
«Rivedendo la destinazione urbanistica delle aree: 45 ettari di terreno, oltre 70mila i mq di fabbricati e immobili».
Competenza però dei Comuni interessati…
«E infatti, dopo le prime dichiarazioni di interessamento alla presentazione del progetto in consiglio comunale è calato il silenzio. Da allora nessuna risposta ufficiale. E poi…»
Che cosa?
«In attesa di sapere se Comuni, Provincia e Regione erano interessati ad andare avanti con questo progetto è caduto il Governo e tutto è rimasto fermo. Adesso invece…»
…succede che…
«…Si spendono 204 milioni per un intervento che non crea alcun valore. Anzi, questo intervento potrebbe ostacolare l’ipotesi di by-pass vero».
Perché?
«Prevede solo lo scavalcamento dell’Api e non l’inserimento diretto con la Orte - Falconara».
Persa ogni speranza di veder realizzato il vero by-pass?
«Non ci penso proprio. Per An è una priorità politica che presenteremo con forza sia alle prossime Politiche sia alle Regionali. E di qualunque colore sia il prossimo governo nazionale per noi sarà un argomento per il quale spenderci. Bisogna capire…».
Che cosa?
«Che non si può fare politica solo pensando ai prossimi sei mesi. Quella linea ferroviaria sulla costa è del 1906, è ora di pensare a un intervento che ridisegni Ancona e al sua costa per i prossimi cento anni. Non ci si può accontentare di un pensare piccino e ridicolo».

Massimiliano Petrilli

L’assedio di Falconara

Pubblicato il 22 Gennaio 2008 Nessun Commento »

che fine ha fatto il progetto di arretramento della ferrovia dell’ex Presidente della Provincia Enzo Giancarli ?

La ricetta della SUPERCITTA’ della Senatrice del P.D. Magistrelli secondo la quale “serve un unicum amministrativo” per Ancona e Falconara - idea anticipata dal Consigliere di A.N. Silvetti e sposata dal Senatore di F.I. Casoli - segna un salto di qualità nella incapacità della attuale classe politica di dare una risposta alla Vertenza Falconara.
La proposta, oltre a spostare l’attenzione dal senso della Vertenza ad altro, ci fa capire che per la attuale casta partitica è giunto il momento di mettere Falconara sotto stretto controllo politico per stroncare definitivamente quelle resistenze sociali che pongono ostacoli allo sfruttamento delle sue micidiali potenzialità industriali ed infrastrutturali.
Si rileggano le dichiarazioni del Sen. Casoli (che riportiamo in rassegna) e, da ultimo, del Sindaco Sturani e si avrà sia il quadro del “progetto” che hanno in mente lorsignori per la porzione di territorio falconarese della supercittà, sia l’insieme dei progetti di sviluppo che la società civile ha messo in discussione in questi ultimi anni: by-pass ferroviario API, progetto quadrilatero, nuove centrali API, porto turistico e, in generale, ulteriore sfruttamento del territorio.

E’ ormai palese che il sistema dei partiti, trasversalmente, considera come “turbolenze sociali” la progettualità partecipata dei cittadini e la conseguente domanda di democrazia partecipata cresciuta a Falconara e concretizzatasi con la Vertenza: una richiesta di partecipazione a cui si risponde con un ulteriore distanziamento tra luogo del conflitto e luogo decisionale.

Una richiesta di partecipazione non sopportabile dalle amministrazioni pubbliche per il ruolo di servi/zio che Falconara ed i falconaresi svolgono e dovranno svolgere per l’intera Regione Marche.

Oltre a prefigurarsi, dunque, come una risposta autoritaria, la trovata di una Ancona pigliatutto elude, in questo preciso momento, il tema ALTO del modello di sviluppo posto dalla Vertenza Falconara, un modello vorace e distruttivo che, attualmente, condanna un grosso pezzo del territorio di questa regione ad essere Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale (AERCA).

A proposito di modello di sviluppo, invitiamo a meditare sull’arretramento della linea ferroviaria citato dalla Senatrice del PD Magistrelli.

Giace nel dimenticatoio il progetto della Provincia di Ancona, voluto dall’ex Presidente Enzo Giancarli, per l’arretramento della linea ferroviaria da Senigallia ad Ancona con relativa realizzazione di una vera metropolitana di superficie. Quel progetto, connesso con l’Interporto, rappresenterebbe una rettifica importante di un aspetto del logoro modello di sviluppo attuale. Rettifica che toglierebbe alcune criticità per il territorio falconarese (scali merci ferroviari - riduzione del traffico automobilistico) ed anconetano (spostamento stazione e riduzione del traffico) e libererebbe la costa per uno sviluppo turistico differente che equivale a ricchezza e lavoro.

Domandate agli albergatori di Senigallia se il progetto è piaciuto loro quando il Presidente Giancarli lo presentò nel 2004!

Dunque perché servirebbe un altro unicum amministrativo che ripensi e riprogetti dal momento che già è stato fatto dalla Provincia di Ancona con atti amministrativi e soldi pubblici?

Come mai dalla Provincia di Ancona non arrivano segnali su questo argomento che conosce molto bene?

Perché i Senatori e Deputati delle Marche di tutti i colori e la stessa Regione Marche, non sostengono quel progetto di fronte al governo centrale ed al Ministero delle Infrastrutture?

Come mai, al contrario, è arrivato sul tavolo del ministro Di Pietro il devastante progetto del cosiddetto bypass ferroviario API che intende spostare con denaro pubblico il solo tratto di linea ferroviaria che la raffineria ha inglobato negli anni ‘70?

Non c’è bisogno della supercittà per risolvere criticità e aprire nuove prospettive: gli strumenti amministrativi ci sono, manca la capacità o la volontà politica di far valere le vere esigenze territoriali di fronte al governo centrale.


Marina Magistrelli (Senatrice Partito Democratico):
Apriamo un dibattito su uno sviluppo Ancona-Falconara che potrebbe portare nel futuro ad una unica amministrazione comunale. Serve un grande centro, per una grande politica di arredi e di servizi su vasta scala. Falconara ha bisogno di lasciarsi dietro alle spalle il ruolo di città di servizi e di servizio e potrebbe diventare attrattiva anche dal punto di vista turistico. Un esempio tra tanti possibili: perché tra Torrette e Falconara non realizziamo una spiaggia con parcheggi, ristoranti, che sia un continuum con Senigallia? Basterebbe prevedere o meglio realizzare lo spostamento della ferrovia e della statale a monte. L’attuale statale potrebbe diventare il lungomare. Serve però un unicum amministrativo (…)”

 

Casoli (Senatore Forza Italia):
permetterebbe di sfruttare al meglio le micidiali potenzialità di una città come Falconara - sottolinea il senatore di Forza Italia - Oltre alle chance industriali, in primis quella della raffineria Api che va vista come un’opportunità e non sempre come un problema, c’è da avviare un ragionamento su altri servizi fondamentali per il territorio in un tempo medio. e mi riferisco in particolare all’aeroporto, alla Fiera, allo snodo autostradale. Ancona-Falconara diventerebbe uno dei gangli vitali dell’economia marchigiana, cerniera di snodo del sistema regione tra nord e sud“.

 

Silvetti (Consigliere Regionale Alleanza Nazionale):
Il tema dell’unione tra Ancona e Falconara non è nuovo per gli esponenti di Alleanza nazionale. «Già nel 1995 il periodico giovanile del nostro partito “Il garbì” aveva rilanciato l’ipotesi - ricorda Silvetti - Alla base del ragionamento vi era l’idea che le due realtà sono assolutamente omogenee e in un’unica realtà potevano e possono diventare un importante polo al servizio di tutto il territorio marchigiano con i loro servizi quali il porto, l’aeroporto, lo snodo ferroviario di collegamento con Roma, la realtà industriale. Un polo omogeneo per risorse e servizi che spazzi via le attuali frammentazioni incomprensibili“.

 

Graziano Fioretti (Segretario Regionale UIL):
I benefici sono molteplici e per entrambe le città. Una realtà di oltre 130 mila cittadini consente, innanzitutto, di accedere ad una quantità maggiore di fondi pubblici, statali ed europei. Fondi che permetteranno, secondo me, di ripensare la futura città, progettandone uno sviluppo più armonico, dando anche la possibilità di mettere mano a quelle idee scaturite dal dibattito che da anni vede al centro la necessità di dare un impulso più consistente alla crescita di questo territorio. Penso all’uscita ad ovest dal porto, penso allo snodo ferroviario di Falconara, all’arretramento della linea ferroviaria e all’idea di una metropolitana di superficie“.

Le lacrime di coccodrillo di Massimo Marcelli Flori

Pubblicato il 13 Dicembre 2007 Nessun Commento »

Come definire la “delusione” dell’ex Assessore ai Lavori Pubblici e alla Partecipazione - Massimo Marcelli Flori - per i 5 Milioni di euro regionali del Contratto di quartiere perduti da Villanova e dai suoi residenti?

Sul giornalino del Circolo Gramsci di Rifondazione Comunista l’ex Assessore scrive: “E’ utile ricordare come la quota comunale di compartecipazione non venne inserita nel bilancio preventivo 2007 a causa delle ben note condizioni finanziarie dell’Ente Locale ma è altrettanto utile ricordare come vi fosse la volontà (ma non solo quella) di addivenire di concerto con la Regione Marche ad una proroga dei tempi del finanziamento (della quota parte comunale) finalizzata al non vanificare un’opportunità considerata unanimemente importante e strategica.” E prosegue scrivendo che “non comprende” la rinuncia da parte del Comune “alla concertazione con la Regione di fatto escludendo qualunque soluzione che consentisse di tenere in piedi il progetto“.

Il Marcelli Flori che oggi “non comprende” era Assessore della Giunta Recanatini che, il 25 Giugno 2007, si riunì con la Giunta Regionale proprio sulla questione del Bilancio!

Non era quella una buona occasione per porre la questione del Contratto di quartiere in pericolo?

Non poteva l’Assessore, in quella occasione, chiedere la stipula di un accordo di programma per non perdere quei 5 Milioni di euro?

Lo ha fatto Marcelli Flori? Non ci risulta.

Essere distratti o non tempestivi in una trattativa è pur sempre umano a meno che, prima, si sia deciso di non ascoltare le richieste dei cittadini di Villanova che dovevano beneficiare delle opere connesse a quei 5 Miilioni di euro!

Questo comportamento è sempre umano ma ha poco a che fare con il dovere di un Assessore alla Partecipazione e ai Lavori Pubblici! Infatti l’Assessore Marcelli Flori e la Giunta Recanatini erano stati invitati il 18 Giugno 2007 - pochi giorni prima dell’incontro con la Giunta Regionale - all’assemblea del quartiere Villanova proprio sul Bilancio di Previsione 2007 del Comune di Falconara poiché i cittadini residenti volevano trovare una soluzione per non perdere quei 5 Milioni di euro importantissimi per il futuro del quartiere!

La Giunta Recanatini non partecipò a quella assemblea nel corso della quale i residenti sottoscrissero un documento in cui chiesero a Sindaco ed Assessori di stipulare un accordo di programma con la Regione Marche per non perdere quei 5 Milioni di euro.

Il documento venne inviato al Sindaco Recanatini e agli Assessori ma, da come è andato a finire il Contratto, non sembra essere stato preso in considerazione!

Ristabilita la verità dei fatti e le relative responsabilità va constatato che da Oreficini a Carletti fino a Recanatini-Piccinini-Marcelli Flori il destino riservato a Villanova è sempre lo stesso: lasciarla degradare evitando interventi di riqualificazione e lasciandone strappare pezzi (via Toselli e la ex Officina ferroviaria lasciate dall’API). E così chi possiede una casa la vede sempre più svalutata e le condizioni di vita sempre più degradate!

Il sentimento popolare su questa ennesima beffa è che se la stessa opportunità dei 5 Milioni di euro avesse interessato altri quartieri di Falconara (es.: Castelferretti o il Centro) certamente Marcelli Flori e compagnia sarebbero stati più attenti.

Sicuramente questo sentimento diffuso nasce dalla constatazione che di quartieri nelle condizioni di Villanova, a Falconara, c’è solo Villanova, e questo a causa di anni di malgoverno (al quale aggiungiamo anche quello di Marcelli Flori) su questo quartiere.

Riteniamo, infine, che il problema non è tra cittadini residenti in quartieri diversi. Il problema riguarda gli amministratori come Marcelli Flori, Piccinini e Recanatini che con il loro operato discriminano i cittadini e Villanova rispetto agli altri falconaresi. Sono loro ed i loro noti predecessori i primi responsabili delle differenze e delle diffidenze tra cittadini residenti in quartieri diversi della stessa città!


QUANDO LA CURA RISCHIA DI ESSERE PEGGIORE DEL MALE

Apprendo dalla stampa che il Commissario Straordinario ha scritto alla Regione Marche comunicando ufficialmente la rinuncia del Comune al contratto di quartiere 2 di Villanova.

E’ utile ricordare come la quota comunale di compartecipazione non venne inserita nel bilancio preventivo 2007 a causa delle ben note condizioni finanziarie dell’Ente Locale ma è altrettanto utile ricordare come vi fosse la volontà (ma non solo quella) di addivenire di concerto con la Regione Marche ad una proroga dei tempi del finanziamento (della quota parte comunale) finalizzata al non vanificare un’opportunità considerata unanimemente importante e strategica.

Perché dunque ora una rinuncia ufficiale da parte del comune? Che bisogno c’era, non tanto di conclamare una difficoltà, quanto di rinunciare alla concertazione con la Regione di fatto escludendo qualunque soluzione che consentisse di tenere in piedi il progetto?
Davvero non lo comprendo, non capisco il perché di questa accelerazione apparentemente immotivata e soprattutto apparentemente autolesionista.

A me pare che dietro ad alcune scelte (come questa e come altre purtroppo) ci sia estemporaneità, l’agire giorno per giorno se non ora per ora dimenticando il quadro generale come in un grande packwork dove toppa su toppa si tenta di far trascorrere il tempo rimasto nel modo più indolore possibile.

L’indomani della caduta della giunta comunale avevo iniziato a lavorare ad alcuni appunti finalizzati al consegnare al Commissario Straordinario una sorta di bignami dello stato di fatto (ovviamente per le deleghe di mia competenza), un’analisi schematica di ciò che si era fatto, di ciò che era in corso e di ciò che si sarebbe voluto fare, lo feci pensando di essere convocato assieme a tutta la giunta per quella che ritenevo una ovvietà da parte di chi arriva in un nuovo ambiente e cerca di capire quale è lo stato delle cose.

Nonostante la disponibilità di tutti il Commissario non ha ritenuto importante quest’incontro. Legittimo. Probabilmente ciò che allora davo per scontato nei termini di una esigenza conoscitiva, in realtà non lo era. Ma ciò che ad esempio è avvenuto nel caso del contratto di quartiere 2 di Villanova dimostra come se vi fosse stata una adeguata informazione, probabilmente questo apparente enorme scivolone non ci sarebbe stato, probabilmente invece di ufficializzare un diniego, si sarebbe attivato il confronto finalizzato alla proroga dei tempi e quindi al mantenimento del contratto. E dico questo non per mero spirito corporativo, ci mancherebbe, ma semplicemente per l’interesse di Falconara e di Villanova a veder raggiunti degli obiettivi nei quali tutti abbiamo creduto e crediamo.

Ecco perché parlo di rischio “cura peggiore del male” perché ho l’impressione (ma è solo una impressione derivante dagli articoli di stampa) che le strade intraprese sulle varie questioni, dalle varianti urbanistiche, alla privatizzazione degli asili, alla vendita delle quote delle partecipate ecc. mirino al temporaneo quieto vivere (ossia evitare il dissesto e nel contempo scelte impopolari) tappando falle qua e la e lasciando i calcinacci a chi verrà poi.

Un metodo che rischia però inevitabilmente di aprire la strada a modifiche in capitoli di bilancio considerati intoccabili per precisa scelta politica (discutibile certo, ma precisa) quella di non intaccare i servizi.

Già, perché la coperta è corta e il bilancio comunale è tristemente noto.Comprendo la strada intrapresa, il percorso del cerchio e della botte, in cui in assenza di un quadro preciso, si tenta di accontentare tutti o almeno non scontentare nessuno.
Vorrei però essere chiaro, dato che però la mia è una impressione, se ho sbagliato, se sto prendendo un clamoroso abbaglio, chiedo preventivamente scusa per essere caduto nella trappola di una cosa che ho sempre odiato: il processo alle intenzioni.

Se invece nelle mie parole ci fosse del vero allora chiedo al Commissario Straordinario di fermarsi, di orientare la bussola nel quadro complessivo e, seppur con le oggettive difficoltà del caso, dopo aver individuato la rotta, cominciare a remare con forza e decisione, nella direzione di una Falconara migliore di come purtroppo l’ha trovata.

Spero che queste poche righe di contributo non alimentino inutili polemiche ma al contrario fungano da stimolo per gli obiettivi che restano comuni a tutta la città.

Massimo Marcelli Flori