Il “progetto Ambiente” del Sindaco di Falconara Marittima è fuorviante rispetto alle reali necessità di intervento. I 400.000 euro previsti saranno spesi male.

pubblicato il 13 Gennaio 2020 0

Mentre a livello mondiale la tendenza è di ridurre l’utilizzo di materie fossili e riconvertire aree inquinate/industrializzate, a Falconara Marittima, che è uno degli oltre 40 SIN d’Italia, si pensa di spendere soldi privati e pubblici, per un totale di 400.000 € in tre anni, soltanto per monitorare le esalazioni, la cui molestia e potenziale pericolosità per la salute da anni è stata fatta emergere e denunciata dai soli cittadini. Invece, servirebbe richiedere che quel denaro venga speso per la manutenzione degli impianti, per controlli efficaci e a sorpresa degli stessi, oltreché che per avviare un percorso che possa portare ad una riconversione profonda e sostenibile delle industrie impattanti presenti su questo territorio e quelli limitrofi.

Il “progetto ambiente” voluto dal Sindaco Signorini, peraltro senza alcun confronto preventivo né recepimento delle richieste da noi avanzate in molti contesti istituzionali, non porterà a nulla di tutto questo. Verranno spesi 400.000 € senza che nel breve e medio periodo si generi alcun miglioramento delle condizioni ambientali che gravano su quest’area. Sarebbe quindi utile spendere quei soldi per l’abbattimento delle emissioni, intervenendo sugli impianti che ne sono causa. Gli Enti preposti ai controlli sanno benissimo quali sono gli interventi necessari.

Fra le molte altre cose, avevamo chiesto al Sindaco di sostenere convintamente la nostra richiesta presso la Prefettura di un coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e della Salute, perché sappiamo da molto tempo che la Regione Marche in questi anni è stata inconcludente.

Servirebbe maggiore coraggio, invece non solo si preferisce la linea del “non disturbare” ma si fa addirittura apparire che tutto cambi mentre quasi nulla sta in realtà cambiando.

L’attuale “progetto ambiente” è fuorviante rispetto agli obiettivi necessari.

Chiediamo da anni a tutti gli interlocutori istituzionali un atteggiamento profondamente diverso dall’attuale e a questo proposito ci chiediamo ancora oggi come sia stato possibile per il Comune di Falconara non volersi rivolgere al Ministro dell’Ambiente - Gen. Sergio Costa - quando il suo dirigente, Dott. Antonio Ziantoni, impedì di fatto un’immediata ispezione straordinaria dentro la raffineria a seguito dell’incidente di aprile 2018 al serbatoio tk61.

Non riusciamo inoltre a capire come il Comune di Falconara Marittima sia potuto rimanere in silenzio anche rispetto alla mancata realizzazione del doppio fondo in quei serbatoi che dovevano essere completati già da alcuni anni.

Comitato Mal’aria e l’Ondaverde Onlus ODV Falconara M.


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