GLOBAL CLIMATE STRIKE - ANCONA 15 Marzo 2019, ore 9.30 - 12.30. Anche Ancona segue l’esempio di Greta Thunberg!

Pubblicato il 12 Marzo 2019 Nessun Commento »

Riceviamo e pubblichiamo:


GLOBAL CLIMATE STRIKE - ANCONA

15 Marzo 2019, ore 9.30 - 12.30.

Anche Ancona segue l’esempio di Greta Thunberg.


RITROVO ORE 9.30 presso il PASSETTO.

PROGRAMMA:

9.30 - Ritrovo presso il Monumento del Passetto.

9.45 - Distribuzione di cartelli fino a esaurimento scorte.

10.00 - Partenza del corteo. Si attraverserà Viale della Vittoria, Largo XXIV Maggio, Piazza Cavour e Corso Garibaldi.

11.15 - Arrivo in Piazza Roma: sit-in.

11.30 - Interventi di carattere divulgativo da parte di professori universitari (a breve daremo i nomi di tutti).

12.30 - Saluti e appello per il futuro.


Gli scienziati hanno parlato chiaro: è necessario ridurre le emissioni di gas serra del 50% al 2030 per eliminarle del tutto entro il 2050.

Non farlo comporterebbe un aumento della temperatura globale media di oltre 2°C, che avrebbe impatti devastanti sugli ecosistemi naturali da cui l’umanità intera dipende.


La politica si è impegnata con l’Accordo di Parigi del 2015, ma nel dicembre del 2018 a Katowice non si sono prese le decisioni opportune. Con le politiche attuali abbiamo un’alta probabilità di sfondare abbondantemente i 3°C e senza alcuna politica climatica anche i 5°C.


L’Homo Sapiens non ha mai sperimentato temperature così alte, per di più siamo quasi 8 miliardi di persone che consumano le risorse terrestri come se avessero 1.7 pianeti Terra a disposizione; nel 2050 diventeremo 10 miliardi e i pianeti 3: il collasso.


Si deve invertire la rotta adesso:

- incentivi per le ENERGIE RINNOVABILI, dalla mobilità all’industria

- EFFICIENZA e RISPARMIO ENERGETICO

- RIDUZIONE dei CONSUMI

- SUPERAMENTO del paradigma economico basato sulla CRESCITA infinita

- taglio dei fondi ad ALLEVAMENTI e attività agricole INSOSTENIBILI

- INFORMAZIONE sensibile ai temi ambientali e scientifici

Italia:

- TAGLIO dei 16 miliardi di sussidi alle fonti FOSSILI

- approvazione LEGGE sul CONSUMO di SUOLO


Insomma, ZERO EMISSIONI ENTRO IL 2050

Se siete studenti, docenti, genitori e volete che la vostra SCUOLA o UNIVERSITÀ partecipi allo sciopero PARLATENE IN CLASSE, STIMOLATE i vostri RAPPRESENTANTI e SCRIVETECI PER ORGANIZZARCI.

Info:

Fridays For Future Italy - Ancona

Le iniziative sono apartitiche (senza simboli di partito o associazione), non violente e aperte a tutti.

#climatestrike

#fridaysforfuture


La raffineria API a Falconara Marittima: DELUDENTE l’incontro al Ministero dell’Ambiente! Ministero, Regione Marche e Comune di Falconara (che continuano a chiamare le esalazioni di idrocarburi con l’eufemismo “cattivi odori”) non vogliono ridiscutere tutta l’A.I.A. e propongono nuovi monitoraggi. I cittadini, lasciati soli nel chiedere la riapertura dell’AIA, hanno ribattuto: “Sappiamo benissimo che moriamo e ci ammaliamo di più rispetto alla media regionale e quindi si DEVE intervenire sulle cause, dato che gli effetti già li conosciamo troppo bene. Ondaverde e Mal’ARIA hanno consegnato un dettagliato dossier su controlli inadeguati, prescrizioni eluse e ispezioni negate seppur chieste dagli Enti locali e nonostante anni di esalazioni di idrocarburi! Ma il Ministro Costa non c’era … Chi leggerà il dossier?

Pubblicato il 15 Febbraio 2019 Nessun Commento »

Comunicato Stampa su esito incontro presso Ministro dell’Ambiente

vedi anche

https://www.facebook.com/Comitato-Malaria-Falconara-M-1611743038863757/

E’ stato DELUDENTE l’incontro che doveva vedere la nostra delegazione al cospetto del Ministro dell’Ambiente, Generale Sergio Costa. L’incontro è stata una possibilità che ci è stata comunicata dalla Regione Marche a ridosso dell’appuntamento stesso, dato che non eravamo stati informati della richiesta ne di un nostro coinvolgimento. Pur se avvisati all’ultimo, trattandosi di un primo incontro diretto con il Ministro, ci è sembrato importante cercare di sfruttare l’occasione ed abbiamo quindi deciso di aderire a questo invito. Ma, appunto, la DELUSIONE è la sintesi di come si è svolto l’incontro.

Per prima cosa: il Sig. Ministro era assente, al suo posto c’erano quattro rappresentanti del Ministero. Questo ha in parte vanificato il nostro intervento dato che fra altro intendevamo portare alla sua attenzione anche una serie di carenze e mancanze di funzionari del suo stesso Ministero. Durante l’incontro è poi emerso che Regione Marche e Comune di Falconara erano informati della sua assenza, mentre a noi la Regione non lo aveva detto.

Potremmo quindi affermare di non essere stati correttamente informati dall’assessore Sciapichetti, per essere indotti a partecipare? Siamo stati invece usati per scopi di finta partecipazione? La nostra delegazione ha comunque ringraziato per l’opportunità.
Secondo: i rappresentanti dei Sindacati lavoratori API sono intervenuti solo per difendere l’operato dei lavoratori stessi e per lamentare il mancato invito dell’azienda. Preferiamo non commentare.
Terzo: da parte di Regione, Comune e Arpam (rappresentata dal Direttore Marchetti) è emersa una tale contentezza per la futura app di monitoraggio di quelli che continuano a definire “odori”, rispetto alla quale non siamo affatto concordi.
Quarto: API ha chiesto una modifica dell’AIA riguardante 4 prescrizioni, mentre Arpam l’ha chiesta solo per la prescrizione 63 (non cioè per l’intera AIA).

In sostanza nessuno a parte noi ha chiesto la revisione totale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
I rappresentanti del Ministero hanno rappresentato un’unica possibilità per il riesame dell’AIA e cioè solo in caso di superamento dei valori della qualità dell’aria normati dalla legge. Ci chiediamo allora perché anche oggi gli Enti presenti non abbiamo fatto presente del superamento dei valori limite di arsenico monitorati nel 2017.

È emersa palesemente una non volontà degli Enti presenti a voler ridiscutere interamente l’AIA, richiesta che la nostra delegazione ha invece ribadito fermamente, anche attraverso la consegna di un dettagliato dossier, che nelle nostre intenzioni sarebbe dovuto finire nelle mani del Ministro, mentre ora non sappiamo se egli avrà occasione di leggerlo.
Ringraziamo un tecnico della Funzione Ambiente della Regione Marche, l’unica persona un po’ fuori dal coro, a cui riconosciamo il merito di aver fatto riferimento anche alla legge Seveso.
Nonostante la delusione profonda, è stato comunque importante per noi essere presenti, perché altrimenti se la sarebbero suonata e cantata a loro piacimento.
Il nostro intervento è stato indirizzato al riesame completo dell’Aia, alle carenze e mancanze degli organi di controllo Ispra e Ministero Ambiente compreso e alla grave situazione sanitaria.
Abbiamo ribattuto almeno due volte ai rappresentanti del ministero e alle affermazioni di Sciapichetti, chiedendo ad entrambi un cambio di passo, perché continuare nel percorso citato dagli enti
(app e monitoraggi vari) non servirà a nulla, considerato che sappiamo benissimo che moriamo e ci ammaliamo di più rispetto alla media regionale e quindi si DEVE intervenire sulle cause, dato che gli effetti già li conosciamo troppo bene.

Comitato MAL’ARIA e ONDAVERDE ONLUS Falconara Marittima



Audizione del Comitato Mal’ARIA e Ondaverde Onlus presso Commissione Ambiente e Sindaco del comune di Falconara M. il 22 gennaio 2019: ecco le richieste presentate dai cittadini. Obiettivo: incontro con Ministeri della Salute e dell’Ambiente in Prefettura!

Pubblicato il 25 Gennaio 2019 Nessun Commento »


Martedì 22 gennaio, una nostra delegazione si è recata al Comune di Falconara, convocata per un’audizione in Commissione ambiente e con il Sindaco. Chiedevamo e attendevamo questo incontro da molti mesi. L’occasione ci ha consentito di informare i consiglieri comunali componenti la commissione circa i contenuti della relazione redatta a giugno 2018 da ARS e ARPAM, contenente sia dati ambientali che del Registro Tumori Regionale. Tale documento è stato prodotto a seguito della nostra richiesta del dicembre 2017, al Prefetto di Ancona, di un coinvolgimento diretto dei Ministeri Ambiente e Salute. Abbiamo evidenziato che vogliamo arrivare anche ad un coinvolgimento del Ministero della Salute, oltreché quello dell’Ambiente, per tre motivi:

- lo stato di salute della popolazione di Falconara viene osservato da 20 anni, durante i quali il numero delle patologie che presentano eccessi significativi è andato aumentando;

- il trend è peggiorato. La cittadinanza è preoccupata in quanto i dati del Registro Tumori Regionale vanno ad aggiungersi a quelli delle altre quattro indagini epidemiologiche, fra cui SENTIERI (Istituto Superiore Sanità) e lo Studio analitico causa-effetto di cui era stato incaricato l’Istituto Nazionale Tumori di Milano (in collaborazione con Arpam);

- mancanza di interventi di prevenzione primaria.

Di seguito, riepiloghiamo le richieste principali da noi proposte all’Amministrazione comunale di Falconara. Si noti che alcune di queste erano state da noi già avanzate nei mesi scorsi, in occasione di iniziative precedenti (l’incontro del 13 luglio 2018 presso ARS, il presidio del 7 novembre e il Seminario del 13 dicembre in Regione), alla presenza del Sindaco di Falconara e dell’Assessore all’Ambiente Valentina  Barchiesi.

Chiediamo al Comune di:

-          chiedere (insieme a Mal’aria/Ondaverde o per voce propria), durante il prossimo incontro in Prefettura, un urgente coinvolgimento del Ministero della Salute, oltreché dell’Ambiente. (A questa richiesta è stata data una risposta affermativa);

-          garantire informazione alla popolazione sulla grave situazione sanitaria, attraverso incontri pubblici e la presenza dei tecnici dell’ARS e ARPAM.  (A questa richiesta è stato risposto che ci daranno una risposta entro 15 giorni);

-          garantire, in un’ottica di collaborazione, che una delegazione di Mal’aria e Ondaverde Onlus abbia la possibilità di interagire con i tecnici dell’ufficio ambiente, questo ci darebbe la possibilità di portare all’attenzione alcune criticità e possibili piani di azione             (A questa richiesta è stato risposto che ci daranno una risposta entro 15 giorni);

-          portare tutte le informazioni sanitarie e ambientali note a tutti i tavoli istituzionali in cui parteciperà, comprese quelli eventuali relativi alle fasi di istruttoria per l’autorizzazione di nuovi impianti. Gli enti sovracomunali concedono autorizzazioni dopo aver acquisito il parere del Comune in fase di istruttoria. (A questa richiesta è stato risposto che ci daranno una risposta entro 15 giorni);

-          chiedere a Regione e Prefettura di implementare il Comitato Tecnico Regionale (CTR) di tutte le funzioni della Regione attualmente non presenti (la cabina di regia sia il CTR, organismo già previsto). Al riguardo abbiamo appreso nel corso della Commissione che al CTR ora partecipa anche l’Ufficio ambiente della Regione: questo è derivato da una proposta avanzata dal Comitato e dell’Associazione (non dagli Enti) durante l’incontro in Regione nel corso del quale avevamo, per l’appunto, proposto anche di far partecipare ai lavori del CTR l’Ufficio Ambiente e l’ARS (l’Agenzia Sanitaria Regionale).

-         assicurare che vengano dislocati dei rilevatori (di sostanze organiche volatili, COV) anche in altri punti rispetto alle attuali centraline fisse, compreso Castelferretti. (A questa richiesta è stato risposto affermativamente e ci è stato detto che Arpam nel progetto Ambiente prevede altro oltre alla app per le segnalazioni);

-          chiedere una fermata o sospensione parziale degli impianti, in ragione delle continue esalazioni lamentate dalla popolazione e fino a che non vengano individuate e risolte le cause delle emissioni (A questa richiesta non è stata data alcuna risposta)

-          chiedere che l’indagine epidemiologica aggiuntiva, fatta inserire nelle prescrizioni dell’AIA dalla precedente amministrazione, venga indirizzata all’approfondimento delle malformazioni congenite, perché il resto è stato già ampiamente indagato e ripetere indagini su patologie già esaminate (da 20 anni) equivale ad uno spreco di risorse pubbliche, mentre il tema delle malformazioni congenite non è stato mai approfondito. (A questa richiesta è stato risposto solo che potrebbe essere possibile, dovranno vedere);

-          Chiedere interventi per quanto riguarda l’inquinamento da metalli pesanti e i possibili effetti dovuti a esposizione combinata di benzene, PM10, NMHC, Ozono (di cui ci sono stati sforamenti nel 2018) e arsenico. Si noti che la relazione ARS e ARPAM di giugno 2018 indica che nel 2017 sono stati superati i valori limite indicati dalle normative vigenti; (A questa richiesta non è stata data  risposta precisa)

-          chiedere di diminuire i limiti di emissione attualmente previsti dalle normative, perché riteniamo che nel caso di Falconara non abbiano garantito nel tempo la salute della popolazione. (A questa richiesta non è stata data risposta precisa)

Noi abbiamo in ogni intervento rappresentato la necessità di un cambio di passo sostanziale da parte del Comune di Falconara Marittima. Rimaniamo in attesa di azioni concrete da parte dell’Amministrazione, piuttosto che dichiarazioni di intento. Nelle prossime settimane non mancheremo di verificare  puntualmente il rispetto di quanto dichiarato. Rimaniamo comunque in attesa di risposte per quanto riguarda le richieste per le quali il Comune ha ritenuto di dover prendere tempo.

Comitato Mal’aria e Ondaverde Onlus Falconara



ISPEZIONE STRAODINARIA ALLA RAFFINERIA API: il TEMPOREGGIAMENTO e il conseguente RIFIUTO del Dirigente del Ministero dell’Ambiente (Dr. Antonio Ziantoni) è offensivo nei confronti dei cittadini falconaresi, della Regione Marche e del Comune di Falconara! Sanno Regione e Comune che per altre raffinerie il Ministero dell’Ambiente ha deciso l’ispezione straordinaria sulla base di notizie di stampa su presunte violazioni delle prescrizioni dell’AIA? Sanno che per altre raffinerie il management è stato avvertito solo ad ispezione già decisa? Sanno che dalla decisione ministeriale l’ispezione straordinaria è stata eseguita nel giro di dieci giorni? Il Sindaco di Falconara e la Regione Marche intendono reagire nei confronti del Ministero dell’Ambiente? Il Consigliere Calcina ha chiesto che la questione sia valutata in sede di Commissione consiliare Ambiente. “Ritengo che il Consiglio comunale e il Sindaco debbano attivarsi direttamente con il Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa!”

Pubblicato il 8 Gennaio 2019 Nessun Commento »

Riceviamo e pubblichiamo un intervento istituzionale del Consigliere comunale di Falconara Marittima - Loris Calcina - relativamente alla ISPEZIONE STRAORDINARIA alla raffineria API chiesta da Sindaco e Regione Marche ed alla risposta del Dirigente del Ministero dell’Ambiente, Dr. Antonio Ziantoni.


3 mesi fa (2 ottobre 2018) il Comune di Falconara e la Regione Marche hanno inviato una richiesta di VISITA ISPETTIVA STRAORDINARIA PER GLI IMPIANTI DELLA RAFFINERIA API al Dirigente della Divisione III (Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale) del Ministero dell’Ambiente - Dott. Antonio Ziantoni - e per conoscenza all’ISPRA. La richiesta era motivata e documentata con una Relazione tecnica (redatta dalla Regione e condivisa con il Comune) sulle “segnalazioni di fenomeni odorigeni relativi all’area limitrofa la raffineria API nel periodo dal 27 giugno al 4 settembre 2018 “. ( leggi quì )

La risposta del Dirigente Ziantoni ( leggila quì ) - 24 ottobre 2018 - è stata un TEMPOREGGIAMENTO (preludio al RIFIUTO) sintetizzabile in 3 punti:

1) Il Dr. Ziantoni ha scritto la sua risposta direttamente ad API raffineria e, solo per conoscenza, al Comune di Falconara e alla Regione Marche che erano e sono gli interlocutori principali!

2) Il Dr. Ziantoni ha ritenuto di dover informare l’API della richiesta di ispezione straordinaria di Regione e Comune, delle esalazioni a cui fa riferimento la richiesta nonché delle valutazioni tecniche delle Amministrazioni.

3) Il Dr. Ziantoni ha deciso che “prima di procedere all’eventuale attivazione della visita ispettiva straordinaria” API doveva fornireinformazioni dettagliate in merito allo stato degli impianti nei giorni e negli orari relativi alle segnalazioni” nonché “le eventuali criticità tecniche o gestionali rilevate che possano rappresentare possibili cause di emissioni odorigene riconducibili alle segnalazioni“.

A nostro parere, forma e decisione del Dr. Ziantoni sono irricevibili e OFFENSIVE per i cittadini falconaresi, la Regione e il Comune!

Nutrendo dubbi su quanto determinatosi, abbiamo consultato il sito del Ministero dell’Ambiente (MATTM) e ci siamo imbattuti in due visite ispettive straordinarie disposte dal MATTM nel 2017 alla raffineria ESSO di Augusta (Siracusa) e alla raffineria ISAB di Priolo Gargallo (Siracusa), anche là per accertare la diffusione di esalazioni (emissioni odorigene) e il rispetto dell’AIA.

Nel caso dell’ISAB, l’ISPRA era stata incaricata dell’ispezione dal Direttore generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali (DVA) del MATTM - Dott. Giuseppe Lo Presti - il quale, si era mosso a seguito di “notizie di stampa che segnalarono presunte violazioni delle prescrizioni dell’AIA“.

La richiesta di ispezione del MATTM fu inviata soltanto all’ISPRA e all’ARPA Sicilia mentre il management della raffineria non compariva nelle missive.

Sia per l’ISAB sia per la ESSO NON RISULTA che il MATTM abbia richiesto - prima delle ispezioni straordinarie - l’invio di informazioni dettagliate in merito allo stato degli impianti nei giorni e negli orari relativi alle segnalazioni oppure in merito alle eventuali criticità tecniche o gestionali rilevate che possano rappresentare possibili cause di emissioni odorigene riconducibili alle segnalazioni, come chiesto dal Dirigente Ziantoni nel caso della raffineria API.

Anzi, leggendo i verbali delle ispezioni straordinarie alla ESSO e all’ISAB, gli accertamenti sullo stato degli impianti critici riguardo alla fuoriuscita di esalazioni odorigene, è stata effettuata sul campo dai Gruppi ispettivi di ISPRA e ARPA Sicilia, ovviamente accompagnati dai responsabili designati dalle aziende i quali, IN SEDE DI SOPRALLUOGO, HANNO CONSEGNATO ANCHE COPIA DELLA DOCUMENTAZIONE RIGUARDANTE GLI IMPIANTI.

Sia per l’ISAB sia per la ESSO il tempo trascorso tra la richiesta di ispezione straordinaria del MATTM e l’effettuazione è stato di 10 giorni: richieste il 24 luglio 2017 ed effettuate il 1 agosto e il 3 agosto 2017!

Bella differenza con i mesi trascorsi invano dalla richiesta del 2 ottobre 2018 di Regione Marche e Comune di Falconara e il traccheggiamento del Dirigente Ziantoni! Non solo: il Dirigente Ziantoni ha temporeggiato anche se la richiesta di ispezione all’API era supportata da una relazione della Regione Marche, documento di ben altro spessore rispetto alle “notizie di stampa che segnalarono presunte violazioni delle prescrizioni dell’AIA” in base alle quali si era attivato il Direttore Generale Lo Presti per l’ispezione all’ISAB di Priolo!

Forse la decisione del Dr. Ziantoni di chiedere preventivamente ad API se si siano verificate anomalie impiantistiche nei periodi delle esalazioni segnalate dipende dalla convinzione del Dirigente Ziantoni che “rispetto all’impegno ambientale la raffineria di Falconara può essere annoverata tra le migliori del paese” ?

Ma il Sindaco di Falconara e la Regione Marche conoscono come si comportò il management di API raffineria in occasione dell’incidente al serbatoio TK61, allorquando l’Ing. Giovanni Bartolini (Responsabile SSAQ della raffineria) dichiarò l’esistenza di un “inconveniente operativo” soltanto 24 ore dopo l’accadimento e SOLO DOPO le centinaia di segnalazioni di esalazioni di benzene da parte dei cittadini falconaresi!

Siccome ci rifiutiamo di credere che il Dirigente ministeriale Ziantoni non conosca i fatti e quella nota dell’API del 12 aprile 2018, riteniamo che le informazioni preventive all’ispezione straordinaria che vorrebbe ottenere da API raffineria non sono solo risibili, ma OFFENSIVE nei confronti dei cittadini, del Sindaco e della Regione.

Il Consigliere Loris Calcina ha dichiarato:ho chiesto che la questione sia valutata in sede di Commissione consiliare Ambiente. Proporrò che il Consiglio e il Sindaco si attivino direttamente nei confronti del Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa. L’interlocuzione con il Dirigente Antonio Ziantoni non è assolutamente sufficiente per la tutela della salute dei falconaresi!“.

richiesta visita ispettiva straordinaria alla raffineria ISAB

relazione visita ispettiva alla raffineria ISAB

relazione visita ispettiva alla ESSO

Raffineria API, sicurezza e salute dei cittadini: siamo molto, molto preoccupati dalle valutazioni del Dirigente del Ministero dell’Ambiente (Divisione III – Rischio rilevante e AIA) Dott. Antonio Ziantoni.

Pubblicato il 28 Dicembre 2018 1Commento »

 

Il 13 dicembre scorso, al seminario sull’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) organizzato dalla Regione Marche, il Dirigente del Ministero dell’Ambiente (Divisione III - Rischio rilevante e AIA) Dott. Antonio Ziantoni ha dichiarato riguardo alla raffineria API di Falconara M.: Si può tranquillamente affermare che rispetto all’impegno ambientale la raffineria di Falconara può essere annoverata tra le migliori del paese“. Di fronte agli interlocutori del seminario - Assessorato all’Ambiente regionale, Viceprefetto di Ancona, Sindaco di Falconara, ARPA Marche, Comitato Tecnico Regionale prevenzione incendi (CTR), Associazioni dei cittadini (Comitato Mal’Aria, Ondaverde, Italia Nostra, Trivelle Zero), Amministratore Delegato di API raffineria, OO.SS. RSU in API raffineria - le parole del Dirigente ministeriale non sono suonate come una valutazione oggettiva, bensì come una genuflessione all’azienda.

Ai rappresentanti dei cittadini presenti quanto sopra è apparso come una sorta di monito rivolto a chi, i cittadini, per l’appunto, lamenta da molti anni, sia esalazioni croniche sia periodici incidenti (anche gravi) da una raffineria che se fosse progettata oggi, in base alle direttive dell’Unione Europea, non potrebbe essere localizzata dove si trova” (Dr. Corrado Clini - Direttore Generale Ministero Ambiente - il 27 agosto 1999).

Il Dirigente Ziantoni ha rafforzato il suo atteggiamento nei confronti dei cittadini delle associazioni squalificando comeun minestrone un loro excursus storico che, basandosi rigorosamente su riscontri documentali del CTR Marche, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Marche, della Procura della Repubblica di Ancona e dell’API stessa, ha semplicemente rivisitato le decisioni di chi, Ministero, Regione, CTR, ARPAM, aveva ed ha il dovere di controllare, a garanzia della sicurezza e del rispetto delle prescrizioni e quindi di erogare sanzioni nel caso di impianti non sicuri e/o non rispettosi delle prescrizioni.

Il Dr. Ziantoni ha finto di non capire sia che quell’excursus mostrava lo scarso rigore dei CONTROLLORI sia la domanda che ne scaturiva: che cosa si possono aspettare i cittadini in termini di tutela della sicurezza e della salute se i CONTROLLORI non cambieranno il modus operandi nei confronti di API raffineria?

Un comportamento inadeguato che, calato nell’attualità, i CONTROLLORI avevano dimostrato e stanno dimostrando nei confronti del più recente e grave incidente al serbatoio TK61 (aprile 2018). Il TK61, sul quale per anni si è palesata l’incapacità di far rispettare le diffide inoltrate al management di API raffineria, il mancato controllo sul suo stato e sulle movimentazioni che lo riguardavano, è il capitolo conclusivo (per ora) di almeno 18 anni di controlli inadeguati che solo il Dr. Ziantoni può aver derubricato a “minestrone“.

L’atteggiamento e le parole del Dirigente del Ministero dell’Ambiente ci fanno molto, molto preoccupare per l’ambiente, la sicurezza, e la salute a Falconara M.


Per farVi rendere conto di quello che è stato definito “un minestrone“, Vi invitiamo a leggere la seguente parte della nostra relazione che riguarda la vicenda del TK61 (con documenti di riferimento che, forse, qualcuno pensava che non conoscessimo)!


ADEGUAMENTO DOPPIFONDO SERBATOI API RAFFINERIA:
UN RINVIO ALL’INFINITO (BREVE CRONISTORIA)

Il 10.12.2002 il CTR conclude l’istruttoria dell’AIA dettando a Soc. API la redazione, entro febbraio del 2003, del crono-programma dei lavori per porre rimedio a difetti inammissibili, tra i quali, la perdita di prodotto di categoria A dai serbatoi TK 61 (ndr quello dell’incidente di aprile 2018) 49 e 56 dal 1989 al 2000, oltre che alla corrosione dei suddetti impianti di stoccaggio. A febbraio del 2003, dunque, la Soc. API presenta il crono-programma dei lavori nel quale indica anche la realizzazione dei doppi fondi mancanti ai serbatoi e la pavimentazione dei bacini.

Si tratta in totale di 58 serbatoi, tra cui il TK 61 e per il quale Soc. API prende impegno alla manutenzione generale (compresa la realizzazione del doppio fondo) per il periodo 2008-2013:

vedasi punto N. 1) del crono programma API del febbraio 203 a seguito delle prescrizioni del CTR del 2002.


Con nota del 31 maggio 2010, API inoltra al CTR un aggiornamento del crono-programma spostando l’adeguamento dei serbatoi con liquidi di categoria A mediante rilevatori di incendio, l’applicazione degli standard di sicurezza e la realizzazione dei doppi fondi, tra cui al TK 61, al periodo 2011-2014.

Il CTR a settembre del 2010 respinge l’aggiornamento ingiustificato di cui sopra, diffida l’azienda ad adempiere ai termini del crono-programma già approvato (quindi entro il 2013), ed espressamente ammonisce che i serbatoi non adeguati devono essere svuotati, bonificati e posti fuori esercizio.

API raffineria, il 29 aprile 2011, invia al Ministero dell’Ambiente, all’ISPRA, alla Regione Marche, alla Provincia di Ancona, al Comune di Falconara M., all’ARPA Marche e all’ASUR, il documento avente per oggetto


Tra gli allegati del Report figura anche

6. “Cronoprogramma realizzazione doppi fondi serbatoi”


Dal suddetto cronoprogramma risulta che l’installazione del doppio fondo nel serbatoio TK61 è stata ancora posticipata, con programmazione al biennio 2014 - 2016.

Sembrerebbe che tale riprogrammazione sia avvenuta all’insaputa del CTR Marche, il quale non risulta tra i destinatari del Report e nonostante pochi mesi prima avesse diffidato API raffineria dal posticipare l’intervento.

E infatti, nel verbale CTR del 10.09.2014, il doppio fondo al serbatoio TK 61 non è stato realizzato e non ci sono stati nemmeno lo svuotamento, la bonifica e la messa fuori esercizio preliminari.

All’incidente di aprile 2018, il serbatoio TK 61 non solo è ancora senza doppio fondo ma, per come afferma Soc. API nella nota del 09.04.18 (relativa all’incidente di cui innanzi) questo è rimasto in esercizio fino a febbraio 2017.

Nel decreto AIA di maggio 2018 è chiaramente affermato che 57 serbatoi (tra cui quelli contenenti prodotto di categoria A) sono ancora senza doppio fondo (ndr a febbraio del 2003 erano 58 i serbatoi sprovvisti di doppio fondo); tanto è più vero che tra le BAT, la IPPC ritiene la prescrizione 143, relativa alla prevenzione e riduzione di emissioni nel suolo o nelle falde freatiche provenienti dallo stoccaggio di prodotti, parzialmente applicata, con il derivato effetto che il Ministero chiede a Soc. API l’adeguamento del piano di miglioramento che deve prevedere almeno l’adeguamento di 2 serbatoi all’anno ed il completamento del piano entro la vigenza AIA (che ha validità di 12 anni cioè sino al 2030 (ndr praticamente 30 anni circa per realizzare doppi fondo!!!???).

Così API raffineria, il 28 agosto 2018, trasmette al Ministero dell’Ambiente e all’ISPRA il seguente documento avente per oggetto


In cui viene prevista la realizzazione del doppio fondo al TK61 entro il 2025


E tutto quanto sopra senza dimenticare le prescrizioni dettate dal CTR del 2002, della diffida dello stesso a Soc. API del 2010 e di quanto dal medesimo ribadito nella seduta del 30 maggio 2018.
Già questo a nostro avviso dovrebbe far scaturire un avvio della procedura di riesame dell’AIA.


Staff comunicazione l’Ondaverde Onlus















Giornata “Seminario” avente per tema l’Autorizzazione Integrata Ambientale API. La Regione Marche ci ha invitato. Interverremo e in contemporanea daremo vita anche ad un presidio pacifico. Appuntamento il 13 dicembre alle ore 9,30

Pubblicato il 11 Dicembre 2018 1Commento »

Comunicato Stampa 11/12/2018

La settimana scorsa siamo stati contattati e invitati dalla Regione Marche a partecipare, il giorno 13/12/2018, ad una giornata “Seminario” avente per tema l’Autorizzazione Integrata Ambientale API. Parteciperemo a questo incontro, che vedrà presenti fra gli altri anche Funzionari del Ministero dell’Ambiente oltreché l’Amministratore Delegato di API raffineria, per rappresentare che l’AIA è uno strumento per la sicurezza e la tutela ambientale e sanitaria, per cui tutto ciò che è insicuro o pericoloso va sospeso, messo fuori esercizio, rimosso. Specifichiamo che questo incontro si svolgerà in attesa di quello che attendiamo da mesi e deriverà dal tavolo in essere con la Prefettura. La rappresentazione della negativa situazione di insicurezza sarà propedeutica ad ulteriori momenti di confronto, che vorremmo per affrontare anche il tema del futuro delle comunità locali che si trovano attualmente a vivere in una situazione di criticità, che oltre ad essere ambientale, sanitaria è anche di scarsa prospettiva occupazionale. Ai Ministeri (in questo caso quello dell’Ambiente), così come già abbiamo iniziato a fare con la Regione Marche, cercheremo di far capire che occorre determinare per tempo cosa accadrà dopo gennaio 2020, momento in cui formalmente scadrà l’attuale concessione ad API raffineria.

Giovedì 13/12 all’esterno di Palazzo Raffaello, luogo dell’incontro (via G. da Fabriano 9 Ancona), in contemporanea daremo vita anche ad un presidio pacifico a cui La invitiamo a partecipare, saremo presenti dalle ore 9:30 fino alle 13 circa, momento in cui avrà termine l’incontro.

Comitato Mal’ARIA - Ondaverde -Trivelle Zero/Marche - Italia Nostra Ancona