Ondaverde e Comitati hanno inviato al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente la NOTA DI EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA prodotta a giugno 2011 da Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche e ARPA Marche con i dati dei ricoveri ospedalieri che hanno riguardato la popolazione di Falconara M. dal 2004 fino al 2009. Ai cittadini non risulta che Regione Marche o Comune di Falconara M. abbiano inviato quella NOTA al Ministero della Salute!

Pubblicato il 6 Dicembre 2016 Nessun Commento »

L’Ondaverde Onlus, i Comitati Malaria Falconara/Castelferretti, Fiumesino e Villanova, hanno inviato al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente la NOTA DI EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA prodotta a giugno 2011 da Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche e ARPA Marche. Quella NOTA che ha rilevato i dati dei ricoveri ospedalieri che hanno riguardato la popolazione di Falconara M. dal 2004 fino al 2009, non ci risulta essere stata inviata al Ministero della Salute né dalla Regione Marche né dal Comune di Falconara.

L’accurato ed importante documento del Ministero della Salute del giugno scorso ( leggi quì ), che la Consigliera comunale Lara Polita ha portato alla luce dal fondo del cassetto del Sindaco di Falconara, non cita la NOTA di ARS ed ARPAM in cui è scritto che a Falconara Marittima “per i ricoveri ospedalieri si rilevano eccessi per il  tumore maligno della pleura e leucemie (…) i tumori maligni della trachea, bronchi e polmoni mostrano valori sopra la media regionale (…) I linfomi non Hodgkin e le leucemie appaiono in lieve incremento specie nei comuni di Ascoli e Falconara ma anche come trend regionale (…) La leucemia mostra elevati tassi di ricoveri a Falconara M.”.

Nella lettera di accompagno le associazioni dei cittadini falconaresi, hanno anche chiesto al Ministero della Salute di sollecitare la Regione Marche, l’ARS Marche e l’ARPA Marche a produrre e farsi inviare l’aggiornamento della suddetta NOTA DI EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA almeno con le più recenti Schede di Dimissione Ospedaliera.

Questa ultima richiesta è stata già avanzata dalle associazioni l’11 maggio 2016 durante l’audizione con le Commissioni Ambiente e Sanità della Regione Marche, presente anche l’Assessore all’Ambiente - Angelo Sciapichetti - ed il Direttore dell’ARS Paolo Aletti.

Inoltre, per avere risposte ai quesiti da noi posti durante l’audizione citata, dovevamo essere riconvocati, ma nonostante una recente sollecitazione scritta da noi inviata il 6 ottobre scorso, formalmente ancora tacciono il Presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo ed i Presidenti delle Commissioni Sanità e Ambiente, Fabrizio Volpini e Andrea Biancani.

A proposito della NOTA DI EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA, la Regione Marche e il Sindaco di Falconara Marittima si sono dimenticati di inviarla?

Lessero il parere negativo del Ministero della Salute che bloccò la Conferenza dei Servizi a cui dovevano partecipare?

Non si avvidero che tra la documentazione che indusse il Ministero della Salute ad intervenire mancava la NOTA sui ricoveri ospedalieri dal 2004 al 2009?

E’ un comportamento che ci rimane oscuro, questo della Regione Marche e del Comune di Falconara Marittima, soprattutto se si legge anche che sia l’Assessore Sciapichetti sia il Sindaco Brandoni hanno dichiarato all’unisono di non ricordare la lettera del Ministero della Salute!

Staff comunicazione l’Ondaverde e Comitati - Falconara Marittima

L’Ondaverde invia al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Salute l’analisi dell’acqua di un pozzo privato di Villanova in cui è stato trovato MANGANESE, un metallo pesante rilevato in ECCESSO dall’ARPA Marche anche nell’acqua di falda del SIN di Falconara M. Chiesto il censimento dei pozzi privati nel raggio di almeno 100 metri dall’area del Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN) e l’analisi delle acque per verificare se esiste una migrazione delle stesse sostanze inquinanti riscontrate nelle acque di falda del SIN, tra cui c’è anche il TETRACLOROETILENE.

Pubblicato il 30 Novembre 2016 Nessun Commento »

L’Ondaverde ONLUS ha inviato al Ministero dell’Ambiente, al Ministero della Salute, alla Regione Marche, alla Provincia di Ancona, al Sindaco di Falconara M., al Prefetto di Ancona, all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) e all’ARPA Marche il rapporto di prova in base al quale anche l’acqua di un pozzo privato per uso irriguo, posto in zona residenziale del quartiere Villanova adiacente al Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN) di Falconara M., è stata trovata contaminata da MANGANESE, un metallo pesante rilevato in ECCESSO dall’ARPA Marche anche nell’acqua di falda del SIN.

Il pozzo privato dista circa 50 metri da punto di campionamento S4 dell’ARPA Marche.

La nota inviata ai Ministeri contiene anche la richiesta di censire i pozzi privati nel raggio di almeno 100 metri dall’area del Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN) e di analizzarne le acque per verificare se esiste una migrazione delle stesse sostanze inquinanti riscontrate nelle acque di falda del SIN, tra cui c’è anche il TETRACLOROETILENE.

Le Associazioni dei cittadini sono molto preoccupate, poiché la direzione di deflusso della falda è rivolta verso la zona residenziale del quartiere Villanova e la rilevante presenza del MANGANESE è stata riscontrata nella zona SIN sia del sottopasso RFI di via Monti e Tognetti sia della raffineria API.

A giugno 2015 l’ARPAM aveva trovato una concentrazione di MANGANESE pari a 434 µg/litro rispetto al limite di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) di 50 µg/litro stabilito dal D.Lgs 152/2006; nel prelievo e analisi dal pozzo privato del 29 settembre 2016 - autofinanziato da l’Ondaverde Onlus e dal Comitato quartiere Villanova - è stata riscontrata una concentrazione di 340 µg/litro, un valore superiore del 680% al limite di CSC.

Guarda i servizi giornalistici di E’TV e VERATV

https://www.youtube.com/watch?v=kPA8_u3Clwk

https://www.youtube.com/watch?v=l3JedZCB4e0




Staff comunicazione l’Ondaverde ONLUS e Comitato quartiere Villanova - Falconara M.

A Falconara Marittima i cittadini autofinanziano l’analisi dell’acqua di un pozzo privato per uso irriguo posto in zona residenziale adiacente al Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN). RISULTATO: l’acqua è stata trovata contaminata da MANGANESE, un metallo pesante rilevato in ECCESSO dall’ARPA Marche anche nell’acqua di falda del SIN!

Pubblicato il 17 Novembre 2016 Nessun Commento »

guarda il TG di E’TV Marche

https://www.facebook.com/etv.marche/videos/630228310520789/?autoplay_reason=all_page_organic_allowed&video_container_type=0&video_creator_product_type=0&app_id=1535744473355098&live_video_guests=0


analisi pozzo privato

analisi pozzo privato






A Falconara Marittima, nel quartiere Villanova, anche l’acqua di un pozzo privato per uso irriguo posto in zona residenziale adiacente al Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN) è stata trovata contaminata da MANGANESE, un metallo pesante rilevato in ECCESSO dall’ARPA Marche anche nell’acqua di falda del SIN. A giugno 2015 l’ARPAM aveva trovato una concentrazione di MANGANESE pari a 434 µg/litro rispetto al limite di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) di 50 µg/litro stabilito dal D.Lgs 152/2006; nel prelievo dal pozzo privato del 29 settembre 2016 - autofinanziato da l’Ondaverde Onlus e dal Comitato quartiere Villanova e fatto analizzare da un laboratorio chimico accreditato - è stata riscontrata una concentrazione di 340 µg/litro, un valore superiore del 680% al limite di CSC.

L’11 maggio 2016, nel corso di un’audizione svolta al cospetto delle commissioni Ambiente e Salute della Regione Marche, i Comitati MALARIA, Villanova, Fiumesino ed Ondaverde Onlus hanno rivolto - fra le altre - anche la richiesta di ”segnalare al Ministero dell’Ambiente la necessità di indagare se l’inquinamento dell’area pubblica del quartiere di Villanova abbia interessato le confinanti aree residenziali“.  La decisione di far effettuare l’analisi del pozzo privato in proprio è stata determinata dalla mancanza di riscontro - a tutt’oggi - a quella richiesta e dalla considerazione che le tempistiche concordate per una nuova convocazione in Regione si stanno inspiegabilmente protraendo. Invieremo i risultati delle analisi direttamente al Ministero dell’Ambiente, con la richiesta di ripeterle ed estenderle al cancerogeno TETRACLOROETILENE che è risultato copiosamente presente nelle acque di falda dell’area SIN contaminata.

La direzione di deflusso dell’acqua di falda punta decisamente dalla zona contaminata SIN verso l’area residenziale del quartiere Villanova e c’è da indagare immediatamente su quanto si siano diffusi MANGANESE e TETRACLOROETILENE dato che la profondità del pozzo privato in cui è stato fatto il prelievo il 29 settembre scorso è di ~1,5 m. mentre la profondità di campionamento eseguito dall’ARPA Marche a giugno 2015 è superiore ai 6 metri.

La direzione di deflusso dell’acqua di falda sembra sempre più indicare un trasporto di inquinanti da aree differenti dello stesso SIN poste a monte del quartiere Villanova: dal sottopasso ferroviario di proprietà di RFI Spa verso l’area pubblica del quartiere ed ora, almeno per il MANGANESE, anche verso le abitazioni.

L’Ondaverde ha interpellato anche un geologo che ha escluso che il livello di MANGANESE riscontrato possa essere riconducibile alla natura del terreno in quanto la morfologia della zona ne esclude la presenza naturale. Pertanto le indagini dovranno accertare l’esistenza di una sorgente puntiforme dell’inquinante, probabilmente ancora attiva.

Guarda le seguenti immagini che aiutano a contestualizzare:






perimetrazione SIN Falconara

perimetrazione SIN Falconara


























dettagli

dettagli











la contaminazione da MANGANESE nel SIN - in verde il pozzo privato

la contaminazione da MANGANESE nel SIN - in verde il pozzo privato






Staff comunicazione l’Ondaverde Onlus e Comitato quartiere Villanova

Il caso dell’ex operaio di API raffineria, Marco Capotondi: come mai altri dipendenti dell’API condannati e/o responsabili colposi di incidenti verificatisi in raffineria non furono licenziati?

Pubblicato il 8 Novembre 2016 Nessun Commento »

La video inchiesta NON CEDERA’ DI UN MILLIMETRO

https://youtu.be/RPR1gUWYRfo

non ha messo in dubbio che ci siano stati dipendenti di API raffineria che commisero furti di gas propano liquido a danno dell’azienda. Il video ha evidenziato i molti dubbi sui motivi della condanna penale di Marco Capotondi per concorso morale in furto.

Talvolta la ricostruzione giudiziaria non soddisfa tutti i risvolti di una vicenda e, nel caso specifico - al di là della ricostruzione penale che, peraltro, ha escluso categoricamente la partecipazione materiale ai furti di Capotondi - API raffineria aveva la possibilità e la capacità di discernere individualmente i comportamenti realmente infedeli. Ma il dubbio non ha sfiorato la Dirigenza dell’azienda petrolifera che, nel 2012, mise in campo la potenza di fuoco di tre Avvocati e 49 pagine di argomentazioni con cui riuscì a giustificare il licenziamento di Capotondi. Condotta di grave violazione delle procedure di sicurezza (…) violazione dei doveri di correttezza, diligenza, fedeltà e buona fede, tali da frantumare il vincolo fiduciario sono le parole con cui la Corte di Appello di Ancona Sez. Lavoro diede ragione ad API raffineria; parole capaci di lacerare la dignità di qualsiasi persona ed in modo particolare di Capotondi che, per il bene dell’azienda, si era assunto i rischi di eseguire mansioni chieste anche a voce dai suoi superiori, senza ordini scritti.

Ma API NON ha sempre disposto il licenziamento nei confronti dei suoi dipendenti che hanno violato i doveri di correttezza e diligenza.

Certo, API raffineria Spa è un soggetto privato che risponde solo a se stesso riguardo a chi e perché preferisce mantenere o meno alle sue dipendenze.

Ma è pur certo che API raffineria Spa non svolge un’attività qualunque: la raffineria è classificata industria insalubre di categoria 1, è a rischio di incidente rilevante e le conseguenze di incidenti possono avere ripercussioni anche fuori dei propri confini.

Pertanto - seppur legittimo - sembra singolare (almeno dal punto di vista etico) che l’azienda petrolifera abbia scelto di mantenere alle proprie dipendenze Dirigenti riconosciuti colposamente colpevoli di comportamenti che hanno concorso all’accadimento di incidenti che hanno avuto ripercussioni anche all’esterno della raffineria stessa.

Ecco alcuni di quegli incidenti.

La ricostruzione si basa sull’archivio dei Comitati e de l’Ondaverde Onlus.

Per i casi di inquinamento del fiume Esino avvenuti tra il 1997 ed il 2001, a gennaio 2004 l’ex AD Clemente Napolitano ed il Direttore Franco Bellucci furono condannati a 20 giorni di arresto e 1.800 Euro di multa. Sia l’Ing. Napolitano sia l’Ing. Bellucci continuarono la loro carriera dirigenziale nel Gruppo API. (vedi stampa)

Per l’incendio alla sala pompe della raffineria del 25 agosto 1999 (guarda video  ) in cui morirono per le ustioni i due operai Mario Gandolfi e Ettore Giulian, a maggio 2005 in primo grado l’operaio Gaetano Bonfissuto fu condannato a 1 anno e 6 mesi per l’erroneo allestimento della linea di trasferimento della benzina ecologica. A luglio 2013, nel processo di appello, furono condannati ad 1 anno e 2 mesi l’Ing. Franco Bellucci Vicedirettore della raffineria e responsabile del servizio operativo, l’Ing. Claudio Conti responsabile dell’area manutenzioni e l’lng. Sergio Brunelli responsabile della sezione manutenzione del servizio operativo. Furono ritenuti responsabili della omessa manutenzione predittiva della pompa che esplose e per aver tollerato la movimentazione del prodotto in difformità delle procedure gestionali scritte mettendo a rischio l’incolumità dei dipendenti. NON RISULTA CHE QUALCUNO DI ESSI FU LICENZIATO.

(guarda video https://www.youtube.com/watch?v=k6kuli26vLY) (leggi stampa)


Per l’inquinamento del mare e di 15 km di costa con non meno di 10 tonnellate di Olio combustibile ad alto tenore di zolfo (aprile 2007) a febbraio 2009 il Direttore Generale della raffineria, Ing. M.C. e gli Ingegneri B.F., L.F., D.P.M., L.G., A.P. estinsero i reati a loro imputati di deturpamento di bellezze naturali (art. 734 c.p.) e getto pericoloso di cose (art. 674 c.p.) con una oblazione di 2.087,66 Euro ciascuno. NON RISULTA CHE QUALCUNO DI ESSI FU LICENZIATO. (guarda video https://gaming.youtube.com/watch?v=RqwbKDFh0NA&list=LL6ZyhHNx8mpKpwaH_Mw3gsg )


Loris Calcina per lo Staff comunicazione

“Non ho commesso furti, non ho visto commetterli e non ho mai ricevuto denaro! Marco Capotondi, ex operaio licenziato da API raffineria, difende la sua dignità e non accetta la condanna penale per concorso morale nel furto di gas propano liquido ai danni di API raffineria! La video inchiesta che analizza i documenti processuali e le immagini dei furti di gas filmate dalla Guardia di Finanza.

Pubblicato il 2 Novembre 2016 Nessun Commento »


https://youtu.be/RPR1gUWYRfo

 

Il 31 ottobre 2012 Marco Capotondi è stato condannato a 2 anni e 1 mese per concorso morale nel furto di gas propano liquido ai danni della raffineria API di Falconara Marittima (AN). E’ stato licenziato insieme ad altri 10 lavoratori ritenuti responsabili. Il 1 dicembre 2014 l’appello ha ridotto la condanna a 10 mesi.

Erano 32 anni che Marco lavorava in raffineria.

Capotondi non si è rassegnato a quello stigma: rivendica di non aver commesso i furti, di non aver visto chi li commetteva e di non aver mai ricevuto denaro. Da solo ha cercato di gridare la sua estraneità ai fatti con manifesti murali affissi a Falconara M. e ad Ancona. Mi hanno colpito i caratteri ed i colori funerei dei manifesti con cui ha tentato di mettere in pubblico la sua storia, la ricorrenza della parola morte nei testi. Così ho conosciuto Marco Capotondi. Con questo filmato - utilizzando i documenti giudiziari che lo riguardano, le immagini filmate dalla Guardia di Finanza e il suo racconto - ho cercato di aiutarlo nella sua determinazione a non cedere di un millimetro nel difendere la propria dignità e rivendicare il diritto ad avere il giudizio di Cassazione.

Loris Calcina per lo Staff comunicazione

Saluto all’amico MASSIMO DE PAOLIS

Pubblicato il 15 Ottobre 2016 Nessun Commento »

SALUTO ALL’AMICO MASSIMO DE PAOLIS

Dopo aver passato una vita per mari e per porti, nel 1993 sei approdato nel nostro piccolo quartiere di Fiumesino; un “paesello” abbastanza lontano dal caos cittadino, ma comunque vicino ai tuoi figli ed ai tuoi nipoti che adoravi. Un paesello che all’epoca era tranquillo, ancora a misura d’uomo, dove hai trovato amicizia e hai dato amicizia, tanto che sei diventato subito parte integrante e fondamentale nella vita del quartiere. Fin dall’inizio ti sei buttato anima e corpo nelle attività del Comitato di Fiumesino, impegnato già da allora a rivendicare i propri diritti ed a combattere le ingiustizie sociali, e poi, uniti e insieme, anche con i Comitati di Villanova e Ondaverde.

Tu, leale paladino della giustizia, cavaliere d’altri tempi, non potevi sopportare la negligenza e l’ignorante arroganza di certi politici ed amministratori pubblici bravi, forse, solo a chiacchiere. E più volte mi hai confidato la profonda amarezza che provavi per essere stato tradito da personaggi, politici e non, che ritenevi amici e ai quali avevi concesso la tua fiducia.

Sapiente e capace comandante ci hai insegnato a rimanere uniti, a difenderci, a combattere, a contrattaccare; faremo tesoro dei tuoi preziosi insegnamenti! Ci dicevi: “non bisogna mollare MAI… e perché sennò è finita!” questa frase con la quale ci ammonivi spesso, non la dimenticheremo, CE LA METTEREMO TUTTA PER NON MOLLARE MAI!

Hai combattuto con noi fino addirittura a poco tempo fa, quando invece hai dovuto affrontare un’altra ultima battaglia. Una battaglia di quelle in cui non ci sono né vincitori né vinti, ma solo la realtà ineluttabile della morte. Una ineluttabilità che comunque non placa il dolore che provo, e proviamo, per la perdita di un amico, sempre presente con un aiuto, un consiglio, un punto di riferimento, un faro acceso notte e giorno. Tu sapevi della tua fine imminente e l’hai affrontata con dignità, a testa alta e sguardo fiero, proprio come hai sempre affrontato tutte le avversità che hai incontrato: dai mari in burrasca a bordo della tua motovedetta della Guardia Costiera, alle alluvioni qui nel quartiere, alle battaglie contro l’inquinamento o contro il maledetto by-pass ferroviario.

Ricordo che ogni tanto, durante le nostre chiacchierate, dicevi spesso con quel tuo leggero accento civitavecchiese: “la vita è una fregatura, perché non c’è niente da fa’…tocca morì!” e poi “io non c’ho paura de’ morì, spero solo de soffrì il meno possibile!

Già, caro Massimo, la morte non ti faceva paura, perché la morte non è una sconfitta, ma affrontarla è una vittoria!

Ciao Massimo, Morior invictus!


Franco Budini (Presidente del Comitato quartiere Fiumesino di Falconara M.)