Rigassificatore API, Valutazione di Impatto Ambientale ed ipotesi di “omissioni di atti d’ufficio”: rischia l’archiviazione l’esposto di Ondaverde Onlus dopo 5 anni di indagini da parte della Procura della Repubblica di Ancona. Ma Ondaverde non ci sta, si oppone e insiste: sono stati ignorati o sottovalutati dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Marche i rischi della clorazione e del raffreddamento dell’acqua di mare, il rischio sismico, i dati non attendibili delle centraline della qualità dell’aria. E oggi c’è LA PROVA che la rigassificazione “a circuito aperto” provoca danni al mare e determina rischi per la salute pubblica: lo ha stabilito la sentenza del Tribunale di Rovigo del 9 novembre 2016 riguardo al rigassificatore di Porto Viro in cui vengono usate ingenti quantità di acqua di mare per rigassificare … come avverrà con il progetto di API Nòva Energia!

Pubblicato il 27 Agosto 2018 Nessun Commento »

Rischia l’archiviazione l’esposto depositato da Ondaverde Onlus alla Procura della Repubblica di Ancona il 16 ottobre 2013 il quale chiedeva di verificare se erano state commesse OMISSIONI nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che la Commissione Tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente e la P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali della Regione Marche svolsero sul progetto del rigassificatore di API Nòva Energia. La Procura di Ancona ha svolto indagini nei confronti di ignoti riguardo a due ipotesi di reato: gli articoli del Codice penale 323 (abuso d’ufficio) e 328 (omissione di atti d’ufficio), ma ha comunicato all’esponente Ondaverde la decisione di archiviare il procedimento senza specificare alcuna motivazione. L’opposizione all’archiviazione della Onlus falconarese consegnata nelle scorse settimane al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), chiede che siano convocati ed ascoltati come testimoni alcuni Tecnici dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente) per la questione del sistema di rigassificazione “a circuito aperto” dell’impianto di API Nòva Energia che determinerà la clorazione e il raffreddamento di ingenti quantità di acqua di mare. Sono gli stessi tecnici sulla cui consulenza si sono basate le motivazioni del Tribunale di Rovigo che il 9/11/2016 - pur dichiarando assolti il Direttore Tecnico ed il legale Rappresentante della Soc. TERMINALE GNL ADRIATICO srl dai reati di distruzione o alterazione di bellezze naturali e getto pericoloso di cose (art. 734 e 674 c.p.) - ha accertato che il processo di rigassificazione “a circuito aperto” determina la produzione di schiume a causa dell’azione meccanica e termica esercitata sull’acqua del mare. Lo stesso sistema a circuito aperto che è previsto per il rigassificatore di API Nòva Energia.


Ciò che si è ripetutamente verificato da quando il rigassificatore è entrato in attività (settembre 2009) a 15 km dalla costa rodigina è così descritto nella sentenza del Tribunale di Rovigo:Una scia di schiuma densa sul mare che si estendeva al largo del rigassificatore in corrispondenza della spiaggia di Porto Levante per una lunghezza di 5 miglia, una larghezza di circa un metro e mezzo, di colore bianco giallognolo ed emanante odore di zolfo“. Scrive il Giudice del Tribunale di Rovigo:Risulta pacificamente accertato che la produzione delle schiume deriva dal funzionamento dell’impianto di rigassificazione, circostanza emersa inequivocabilmente nel corso dell’istruzione dibattimentale, ammessa dagli stessi consulenti tecnici degli imputati“.

 

Così Ondaverde ha consegnato le motivazioni della sentenza del Tribunale di Rovigo al GIP di Ancona poiché esse confermano quanto sostenuto nell’esposto del 2013 e nella allegata Relazione di consulenza del Biologo marino Carlo Franzosini: il giudizio favorevole di compatibilità ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente (2009) è stato viziato da una sottovalutazione da parte dei Tecnici ministeriali e regionali delle conseguenze sul mare determinate dalla rigassificazione a circuito aperto dell’impianto di API Nòva Energia, nonostante la letteratura scientifica nazionale e internazionale (2006) e la stessa ISPRA (2009) avessero già evidenziato i rischi della rigassificazione con la tecnica a “ciclo aperto”, tra i quali la sterilizzazione dell’acqua del mare!

Gli stralci delle motivazioni del Tribunale di Rovigo che pubblichiamo descrivono molto bene le conseguenze sul mare della rigassificazione a circuito aperto ed i conseguenti rischi per la salute pubblica.

 

Staff comunicazione Ondaverde Onlus - Comitati cittadini



“Falconara, l’altra ILVA”. Rilanciamo l’inchiesta di Martina Nasso e Marco Tonelli pubblicata da IL MANIFESTO il 19 luglio 2018

Pubblicato il 21 Luglio 2018 Nessun Commento »

Falconara Marittima è assediata: a sud il porto, a ovest l’aeroporto e a nord la raffineria dell’Api. La città è uno dei due Sin delle Marche, sigla che indica quei siti sotto tutela dello Stato, perché gravemente inquinati. Secondo l’ultimo studio «Sentieri», realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, il rischio di morte nei 45 siti di interesse nazionale o regionale, nel periodo 2006-2013, è stato superiore del 4-5% rispetto alla media nazionale. Che a Falconara si muoia di più, però, era già noto. Lo dicono le diverse indagini epidemiologiche condotte dal 2001 in poi e lo conferma un’anticipazione del registro tumori regionale resa nota nei giorni scorsi. Nonostante questo, i controlli delle istituzioni sono insufficienti e non sono state messe in campo azioni di prevenzione sanitaria.

SALUTE DIMENTICATA

Nel corso di una riunione che si è svolta venerdì 13 luglio tra comitati cittadini (Mal’Aria e Ondaverde onlus), Arpam, Azienda sanitaria regionale (Ars) e Comune sono stati anticipati con delle slide e in via pre-ufficiale alcuni dei primi - e vecchi - dati del registro tumori, relativi al triennio 2010-2012. Il report, però, diviso per Comuni, non è ancora disponibile. Doveva essere pubblicato entro fine giugno, ma così non è stato. Questi dati sono fondamentali per stabilire se vicino a una specifica fonte di inquinamento ci si ammala di più e di che tipo di tumori. «Abbiamo chiesto i dati dettagliati sulla nostra città - spiega Mirco Fanelli, docente di patologia molecolare dell’Uniurb e membro di Mal’aria - e hanno risposto che li troveremo nel report completo che dovrebbero consegnarci a breve, ma finché non li vedo non ci credo. Sono anni che aspettiamo». Gli unici dati specifici anticipati su Falconara riguardano il tumore del colon-retto, della mammella, del polmone, della pleura e alcune leucemie, e hanno confermato un eccesso di rischio.

INDAGINI, MA POCHE AZIONI

Negli ultimi 18 anni, sono stati effettuati tanti studi epidemiologici sulla salute dei cittadini del comune marchigiano. Queste indagini hanno già concluso che chi vive lì è più esposto al rischio di sviluppare tumori, malattie dell’apparato circolatorio e respiratorio, malformazioni congenite e molto altro. Nel 2003 la Regione Marche promosse un’indagine epidemiologica analitica con la tecnica caso/controllo - che consiste nella selezione di soggetti malati e non per valutare l’esposizione a uno o più fattori di rischio - presso la popolazione residente nei dintorni della raffineria. Dallo studio, affidato ad Arpam, sotto la direzione scientifica dell’Istituto Nazionale Tumori, emerse un eccesso di rischio di morte per leucemia e linfomi non Hodgkin, tra il 1994 e il 2003, per pensionati, casalinghe e non occupati che avevano trascorso più tempo in casa in prossimità della raffineria dopo almeno dieci anni di esposizione. Secondo gli esperti, però, sarebbe necessario attivare un’indagine analitica più significativa, «di coorte», che si basa sulla selezione di soggetti esposti e non a fattori di rischio seguiti nel tempo per valutare l’incidenza delle malattie, ma i costi sono elevati e nessuno l’ha ancora promossa. Interpellata sul punto, Api si è detta disponibile a discuterne la realizzazione con gli enti competentI.

OLTRE LA SORVEGLIANZA

A Falconara, finora, poco e nulla è stato fatto anche in un’ottica di prevenzione sanitaria, sia primaria - che mira a evitare che la malattia insorga - sia secondaria - che si concretizza nella diagnosi precoce. Nel corso della riunione del 13 luglio, l’Ars ha proposto a Comune e comitati di abbassare di cinque anni lo screening per il tumore del colon-retto, che rientra tra quelli in eccesso a Falconara. Una misura insufficiente. «Non è questa la soluzione. Certo che più controlli vanno bene, ma dovrebbe essere il minimo», spiega Fanelli.

L’Aia nonostante tutto. Lo scorso 11 aprile, nella raffineria Api, un problema a un serbatoio ha provocato la fuoriuscita di esalazioni. L’emergenza è finita dopo alcuni giorni, ma in seguito alle denunce dei cittadini, la procura di Ancona ha aperto un’indagine nei confronti di 16 persone, tra cui l’amministratore delegato della raffineria Giancarlo Cogliati. L’incidente si è verificato alle soglie del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) dell’impianto, che vale 12 anni ed è concessa dal ministero dell’Ambiente. L’11 maggio, l’ex ministro Galletti ha firmato il rinnovo dell’Aia, ma con il possibile riesame alla luce dell’esito delle indagini sull’incidente e degli approfondimenti richiesti dal Comune agli enti sanitari regionali. Inoltre, il ministero ha chiesto ad Api di trasmettere la lista delle sostanze emesse in atmosfera e la mappa di ricaduta delle stesse entro settembre. Insomma, l’autorizzazione è stata concessa, ma con riserva.

DUE ANNI FA

il 15 giugno 2016, la direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, aveva espresso parere contrario al riesame dell’Aia precedente (2010) chiesto dall’azienda per effettuare una modifica impiantistica. Per quanto riguarda l’impatto delle emissioni nell’aria. «Si ritiene di non avere rassicuranti informazioni riferibili agli impianti di raffineria e all’effettivo livello di esposizione cui sono soggetti gli operai e la popolazione residente», scriveva già allora il ministero. E la situazione, negli anni, non è mutata. Controlli e mancanze. Per effettuare indagini più accurate, è necessario sapere cosa esce dall’impianto e dove va a finire.I soggetti responsabili dei controlli sono due: Ispra e Arpam. Il primo si occupa della raffineria, il secondo del territorio circostante. Ispra ha un ruolo fondamentale per quanto riguarda la concessione dell’Aia: monitora, tra le altre cose, le emissioni delle sostanze inquinanti e verifica i modelli di ricaduta delle stesse. Secondo l’ex dirigente Arpam Mauro Mariottini, non ci si dovrebbe accontentare dei modelli presentati dall’azienda, perché parziali, ma realizzarne di autonomi, «in modo da poter capire se quello che dice il privato è congruo con quanto riportato». Per il dirigente Ispra Gaetano Battistella invece, tali modelli sono sufficienti perché rispettano la normativa e, per questo motivo, Ispra, per il rinnovo dell’Aia, non ha ritenuto necessario farne di propri.

SUL TERRITORIO CIRCOSTANTE

sono le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria di Arpam ad accertare la presenza di sostanze inquinanti. Come denuncia da tempo il comitato Mal’aria, però, alcune di queste funzionano male e, altro aspetto importante, non coprono il centro città. «Se la direzione dei venti spinge le esalazioni verso il centro, perché lì non ci sono centraline?», si chiede Fanelli.Falconara è una piccola città sulla costa adriatica e dista più di 300 km da Roma, eppure quello che accade qui dipende per lo più da quanto deciso nelle stanze del governo. «In gioco ci sono interessi economici e occupazionali molto forti, e, tante volte, l’aspetto ambientale e sanitario passa in secondo piano. Il ministero si è trattenuto tutte le grosse industrie, come anche l’ilva, e le controlla lui, quindi a livello locale l’influenza è marginale», conclude con amarezza l’ex Arpam Mariottini.

https://ilmanifesto.it/falconara-laltra-ilva/

Lo Staff comunicazione dei Comitati cittadini, l’Ondaverde Onlus e Mal’ARIA ringrazia la redazione del quotidiano #ILMANIFESTO, a cui va il merito di aver raccolto e pubblicato questo esauriente articolo a firma #MartinaNasso, #MarcoTonelli, © foto di #ClaudioTomaselli. Si tratta di un articolo esaustivo e aggiornato, consentirà anche ai meno informati di comprendere la situazione, le iniziative in corso e la necessità che le istituzioni non eludano ulteriormente gli indispensabili interventi di prevenzione primaria. La prima necessità di una società seria è riconoscere l’esistenza di un pericolo, in questo nostro caso di un pericolo per la salute. L’articolo de “Il manifesto” sintetizza la storia di un rischio sicuro per salute, certificato e oggettivo, che per prima cosa va riconosciuto in quanto tale dalle istituzioni e NON minimizzato o peggio ignorato. Quel rischio ora andrebbe seriamente attenzionato, in funzione dell’esigenza di salvaguardare decina di migliaia di persone, che oggi hanno una speranza di vita ridotta e un’incidenza di malattie di vario tipo superiore alla media dell’Italia Centrale. Servono provvedimenti concreti. Questo è ciò su cui continueremo a pungolare e stimolare le istituzioni, Ministeri compresi. L’articolo è stato pubblicato giovedì 19.07.2018, anche sul sito on-line del quotidiano, al link: https://ilmanifesto.it/falconara-laltra-ilva/

SIN di Falconara Marittima: per i primi di settembre 2018 pronta la Relazione chiesta dalla Prefettura di Ancona al fine di convocare Ministero della Salute e Ministero dell’Ambiente. Obiettivo dei cittadini: PREVENZIONE PRIMARIA!

Pubblicato il 14 Luglio 2018 Nessun Commento »

Ieri 13 luglio 2018 si è svolto il 2° incontro presso l’Azienda Regionale Sanitaria delle Marche con lo scopo di redigere la Relazione sanitaria e ambientale chiesta dal Sig. Prefetto di Ancona.

Grazie a quella Relazione, il Prefetto convocherà i Ministeri della Salute e dell’Ambiente ad un Tavolo tecnico con la Regione Marche, il Servizio Epidemiologico dell’Arpam, il Comune di Falconara e una rappresentanza diretta dei cittadini di Falconara M. per cominciare ad individuare motivi e AZIONI DI PREVENZIONE PRIMARIA DELLA SALUTE.

Che cosè la prevenzone primaria della salute?

EVITARE L’INSORGENZA DEL DANNO SANITARIO RIMUOVENDONE LE CAUSE.

La riunione di ieri in Regione ha visto un confronto di 4 ore e 30′ tra la delegazione del Comitato Mal’Aria e di Ondaverde Onlus (composta da Roberto Cenci, Mirco Fanelli, Loris Calcina, Luca Biasin e Monia Mancini) con i funzionari e tecnici dell’Agenzia Regionale Sanitaria Marche, dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Marche e della Regione Marche e con una delegazione del Comune di Falconara guidata dal Sindaco Stefania Signorini e dall’Assessore all’Ambiente Valentina Barchiesi.

Il dato indiscutibile scaturito dall’incontro è che Mal’Aria e Ondaverde sono riuscite a far sì che entro i primi di settembre dovrà essere pronta la Relazione sanitaria e ambientale per la Prefettura al fine di coinvolgere i Ministeri dell’Ambiente e della Salute sulla situazione di Falconara Marittima, Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN).

Vale la pena ricordare che la classificazione SIN di Falconara M. da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute è stata determinata a seguito dell’analisi della mortalità della popolazione residente in prossimità di grandi centri industriali attivi o dismessi, di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, che presentano un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario.

Da segnalare anche che l’ARS Marche ci ha presentato il primo report del Registro Tumori Regionale il cui dati, rapportati con quelli dell’Italia centrale, conferma la presenza di eccessi di patologie oncologiche nel comune di Falconara M.

Su questo, come su molto altro, torneremo sicuramente nei prossimi giorni.

Al seguente link potete ascoltare le dichiarazioni dei cittadini di Mal’Aria e Ondaverde Onlus all’uscita dalla Regione Marche

https://www.facebook.com/1611743038863757/videos/1876785092359549/

a questo link potete leggere il contributo dei cittadini per la Relazione

https://www.facebook.com/notes/comitato-malaria-falconara-m/sin-di-falconara-marittima-proposte-per-lattuazione-della-richiesta-n1-formulata/1875839449120780/


Staff comunicazione Comitato Mal’Aria e l’Ondaverde Onlus





Bypass ferroviario: sopralluoghi per l’allestimento del cantiere? Ma il PROGETTO ESECUTIVO chi l’ha visto?

Pubblicato il 4 Luglio 2018 Nessun Commento »

Il Presidente del Comitato Fiumesino ha raccolto delle informazioni per cui sembrerebbe che personale tecnico dell’impresa RICCIARDELLO COSTRUZIONI Srl (il soggetto aggiudicatario dell’appalto per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione del cosiddetto bypass ferroviario) sia già operativo sul territorio falconarese. “E’ imminente l’allestimento del cantiere?“, si chiede il Presidente. “E il progetto esecutivo?” è la domanda successiva.

Le due domande sono sorte spontanee ma, in realtà, la tempistica prevista dalla normativa dovrebbe vedere l’inversione del tutto: prima deve essere presentato il progetto esecutivo e successivamente si avviano i lavori, dei quali fa parte anche l’allestimento del cantiere!

Per cui il Presidente del Comitato Fiumesino ha rivolto alcune domande all’Amministrazione comunale di Falconara M.:

1) Il progetto esecutivo è stato consegnato al Comune?

2) In che data?

3) Dove è possibile consultarlo?

 

Staff comunicazione Comitati Cittadini

Autorizzazione Integrata Ambientale per la raffineria API: l’Ondaverde Onlus invia le proprie osservazioni al Ministero dell’Ambiente e chiede di partecipare come auditore alla Conferenza dei Servizi. Il Ministero nega la partecipazione e spiega che le osservazioni sanitarie “sono state fatte proprie da Ministero della Salute e dal Sindaco di Falconara”. La replica dell’Ondaverde a mezzo pec: il Sindaco ha solo detto che avrebbe fatto il passacarte e ciò potrebbe determinare all’interno della Conferenza dei Servizi una grave e pregiudizievole contrapposizione a tutto discapito della tutela della salute dei cittadini di Falconara M.

Pubblicato il 3 Maggio 2018 Nessun Commento »

Nei giorni scorsi, l’Ondaverde Onlus ha inviato al Ministero dell’Ambiente le stesse osservazioni consegnate al Sindaco di Falconara durante la Commissione Ambiente aperta del Comune di Falconara svoltasi il 18 aprile scorso. Si tratta della richiesta di prescrizioni più stringenti per limitare le emissioni dalle ciminiere della raffineria, richiesta giustificata dalla grave situazione sanitaria descritta compiutamente dal Ministero della Salute a giugno 2016 e MAI ASSUNTA COME BUSSOLA DAL SINDACO PER I COMPITI ASSEGNATIGLI A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA! Lo abbiamo fatto perché non ci fidiamo di questa Amministrazione comunale che, infatti, ha solo assicurato che avrebbe fatto da passacarte consegnando le nostre osservazioni. Operazione inutile dato che la legge prevede l’invio di osservazioni da parte dei cittadini, senza la necessità di passacarte. Nel contempo abbiamo chiesto al Ministero la possibilità di partecipare come auditori alla Conferenza dei Servizi odierna. Richiesta negata come riproduciamo di seguito.

Abbiamo contestato la risposta del Ministero con una nota inviata in data odierna. Della nostra nota riproduciamo le seguenti osservazioni al paragrafo sopra evidenziato.

1)      In relazione al Ministero della Salute, se codesta Direzione intende che il PARERE SANITARIO espresso dalla DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA del MINISTERO DELLA SALUTE (Dirigente medico Ufficio II - Igiene, Prevenzione e Sicurezza Ambientale del Dott. Aldo Di Benedetto) il 14 giugno 2016 (e da Ondaverde Onlus ripreso nel proprio documento) è parte integrante del procedimento di cui all’oggetto, ciò ci rassicura.

2) In relazione al Sindaco del Comune di Falconara Marittima, al contrario, siamo certi che il Sindaco di Falconara M. NON HA FATTO PROPRIE LE TEMATICHE a cui si riferisce codesta Direzione. Prova ne è che in sede di Commissione Ambiente del Comune di Falconara M. - propedeutica anche alla Conferenza dei Servizi per il riesame dell’AIA per l’esercizio della Raffineria della Società API Raffineria di Ancona SPA - alla consegna da parte dell’Ondaverde Onlus del medesimo documento/osservazioni inviato a codesto Ministero ed oggetto di questo scambio epistolare, il Sindaco di Falconara M. NON NE HA FATTO PROPRI I CONTENUTI BENSI’ SI E’ LIMITATO A FARSI LATORE delle osservazioni medesime. Aspetto irrilevante dato che la normativa permette all’Ondaverde Onlus e a qualsiasi cittadino di presentare autonomamente proprie osservazioni al procedimento di cui all’oggetto.  Il punto non è affatto secondario poiché, stante la situazione sanitaria valutata e sintetizzata dal Dirigente medico Ufficio II - Igiene, Prevenzione e Sicurezza Ambientale del Ministero della Salute con la nota del 14 giugno 2016 che codesta Direzione rassicura far parte del procedimento di riesame, l’attività di mero passacarte del Sindaco di Falconara non significa riconoscimento dell’analisi effettuata dal Ministero della Salute  e, dunque, ciò potrebbe determinare all’interno della Conferenza dei Servizi una grave e pregiudizievole contrapposizione a tutto discapito della tutela della salute dei cittadini di Falconara M.

leggi al seguente link il documento del Ministero della Salute del giugno 2016


http://www.cittadiniincomune.net/wp-content/uploads/2016/12/minsalute-giugno-2016-160614-parere-ministero-salute-1.pdf


Staff comunicazione l’Ondaverde Onlus - Falconara Marittima



Esalazioni dalla raffineria API a Falconara Marittima: i Cittadini convocano la MANIFESTAZIONE PACIFICA PER SABATO 28 APRILE ALLE ORE 15.00, CON PUNTO DI RITROVO IN PIAZZA MAZZINI. SICUREZZA DI CHI LAVORA DENTRO, SICUREZZA DI CHI ABITA, VIVE E LAVORA FUORI DALLA RAFFINERIA!

Pubblicato il 20 Aprile 2018 Nessun Commento »


Al fine di ribadire i diritti fondamentali alla Sicurezza e alla Salute, messi pesantemente a rischio dall’incidente alla Raffineria API del 12 Aprile, l’assemblea dei cittadini svoltasi ieri sera, ha deciso di procedere con l’organizzazione di una grande manifestazione pacifica per sabato 28 aprile alle ore 15.00, con punto di ritrovo in Piazza Mazzini (Falconara Marittima).

I cittadini intervenuti ieri all’assemblea hanno criticato pesantemente la gestione, da parte delle istituzioni, dell’incidente e delle conseguenti esalazioni di benzene che hanno ammorbato la città fino al 18 aprile e che a tutt’oggi non sono ancora cessate del tutto.

La manifestazione avrà come filo conduttore la Sicurezza: la sicurezza di chi lavora dentro, la sicurezza di chi abita, vive e lavora fuori dalla raffineria.

Per la riuscita della manifestazione, è importante il contributo di tutti, attraverso passaparola e partecipazione.

L’intera città deve essere rappresentata: genitori, figli, nonni, commercianti, lavoratori, medici e pediatri, associazioni sportive e culturali.

Tutti dobbiamo marciare insieme per pretendere la tutela della nostra vita.

Avremo molti contenuti da portare all’attenzione dei media e degli organi preposti ai controlli.

Cogliamo inoltre l’occasione per esprimere solidarietà ai lavoratori dell’Api di Falconara e apprezzamento per la decisione assunta di procedere con lo sciopero del 27/4, in favore della sicurezza.

Ci auguriamo che la data del 28 Aprile possa vedere la nostra comunità e non solo, tutta, unita, presente insieme, per una richiesta forte di attenzione e verità.

Comitato Malaria Falconara e Ondaverde Onlus.

malariafalconara@gmail.com londaverde@gmail.com