ABORTI SPONTANEI: anche per Falconara M. l’ARPA Marche conferma un eccesso rispetto al dato medio regionale! Pubblichiamo l’Indagine.

Pubblicato il 28 Luglio 2017 Nessun Commento »

A seguito della “disponibilità di dati più recenti, ora aggiornati al periodo 2006-2013, e le richieste avanzate da autorità preposte alla salvaguardia e tutela della salute pubblica e da rappresentanti di forme associative di cittadiniil Servizio Epidemiologia Ambientale Provinciale di Ancona dell’ARPA Marche ha pubblicato l’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA DESCRITTIVA SU BASE COMUNALE 2006 - 2013 che descrive la “distribuzione e l’andamento temporale dell’evento sanitario aborto spontaneo nei comuni della regione Marche” analizzando “l’influenza della concentrazione del particolato sottile (PM2,5) e dello status di cittadinanza come fattore di rischio sulla sua occorrenza“.

http://www.arpa.marche.it/images/epidemiologia/2017_esp/2017_aborto_spontaneo/2017_Aborto_Spontaneo_2006_2013.pdf

L’Indagine ha analizzato “i dati ricavati dalle diagnosi principali e secondarie delle Schede di Dimissione Ospedaliera fornite dall’Agenzia Regionale Sanitaria della Regione Marche per il periodo che va dal 2006 al 2013″.

I Comuni di Falconara Marittima, Agugliano, Offagna, Osimo e Camerata Picena sono parte di un “aggregato spaziale di aborti spontanei statisticamente significativi” aggregato che “potrebbe suggerire l’ipotesi dell’esposizione a una fonte di contaminazione ambientale localmente circoscritta“.

L’Indagine riporta che “le donne con cittadinanza straniera manifestano un rischio superiore di abortività spontanea che nel presente studio e nella nostra realtà è quantificabile in un 5%“.

Mentre per quanto riguarda la possibile incidenza delle polveri sottili PM2,5 c’è un “lieve incremento di rischio (1%) tra le donne esposte ai più bassi livelli di PM2,5 e quelle esposte ai massimi livelli, ma senza raggiungere la significatività statistica“.

Staff comunicazione l’Ondaverde Onlus e Comitati cittadini

E’ stato commesso reato di omissione da parte della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente nella valutazione del progetto del nuovo impianto di desolforazione della raffineria API? Lo chiede Ondaverde Onlus che ha inviato alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate una segnalazione integrativa della relazione consegnata durante l’audizione del 21 giugno scorso. Intervista al Presidente di Ondaverde

Pubblicato il 4 Luglio 2017 Nessun Commento »

Sig. Calcina, come mai questa integrazione alla relazione che avete consegnato durante l’audizione in Prefettura di Ancona il 21 giugno scorso?

In quella relazione ci eravamo concentrati sui pozzi privati le cui acque sono state recentemente trovate inquinate dalle stesse sostanze presenti nell’acqua di falda rispettivamente della zona di via Monte e Tognetti del SIN di Falconara (MANGANESE) e della ex caserma Saracini (IDROCARBURI TOTALI). Inoltre avevamo riguardato tutti i verbali delle Conferenze dei Servizi dal 2005 ad oggi - almeno quelli che siamo riusciti a reperire nonostante il muro di silenzio da parte degli Enti locali che partecipano alla Conferenze - e abbiamo indicato alla Commissione d’Inchiesta la mancanza di risposte rispetto alla migrazione attraverso la falda delle sostanze inquinanti, da NO a SE, cioè dalla falda sotto la raffineria API verso il sottopasso ferroviario di via Monti e Tognetti.

Poi le recenti dichiarazioni del Presidente Alessandro Bratti, da cui si evince che gli sono stati mostrati dati sull’inquinamento ambientale, ci hanno fatto tornare in mente una situazione che abbiamo ritenuto importante sottoporre all’attenzione della Commissione affinché valutasse se vi fossero illeciti!

I dati di cui ha parlato il Presidente Bratti sembrano quelli forniti da API raffineria

Sembra che sia così, ma le parole del Presidente hanno soltanto sollecitato la nostra memoria! Infatti la nostra integrazione riguarda la correttezza o meno della valutazione della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale - VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente riguardo al “Progetto di parziale adeguamento del ciclo desolforazione distillati medi per la produzione di combustibili marini a basso tenore di zolfo” di API raffineria.

Ondaverde partecipò all’iter ministeriale con proprie osservazioni?

Si, insieme ai Comitati dei quartieri Fiumesino e Villanova inviammo osservazioni al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Marche, alla Provincia di Ancona e al Comune di Falconara Marittima. Tentammo di argomentare affinché il progetto fosse sottoposto a regolare VIA. Purtroppo il Ministero dell’Ambiente lo escluse dal procedimento di VIA. API raffineria aveva puntato su tale esclusione.

Che cosa è riemerso da quell’iter e dalle vostre osservazioni?

Nel Quadro di riferimento ambientale che API raffineria elaborò, la stessa azienda evidenziava che le centraline della Rete Regionale della Qualità dell’Aria (RRQA) di Falconara M. non aveva raggiunto la percentuale minima di funzionamento richiesta dal D.Lgs. 155/10 per molti parametri nel periodo dal 2009 al 2014. API raffineria aveva concluso la sua esposizione al Ministero dell’Ambiente scrivendo che “le elaborazioni statistiche effettuate sono parzialmente rappresentative ai fini della verifica del rispetto degli Standard di Qualità dell’Aria, ma comunque forniscono un quadro indicativo della situazione di qualità dell’aria relativamente agli inquinanti esaminati“.

Solo Ondaverde e i Comitati contestarono che non si poteva procedere nella valutazione del progetto senza il riscontro esaustivo dei dati della diffusione degli inquinanti in un SIN come è Falconara Marittima, in presenza della industria insalubre di 1^ categoria qual è classificata la raffineria API ed in presenza di dati epidemiologici inequivocabili e molto preoccupanti.

Data la situazione di insufficiente controllo dei dati emissivi da parte delle strutture pubbliche deputate, avevamo sollecitato il Ministero dell’Ambiente ad intraprendere una indagine specifica e provvedimenti risolutivi sul regolare monitoraggio degli inquinanti atmosferici prima di prendere in considerazione qualsiasi progetto industriale che presupponesse la valutazione della qualità dell’aria dell’area di Falconara Marittima.

Ci fa un esempio dell’inefficienza riscontrata?

Su 6 anni - dal 2009 al 2014 - si avevano dati sufficienti solo per 3 anni e solo in 1 centralina su 2;  nel 2014 solo 1 centralina su 3 aveva fornito dati a norma di legge!

Per quanto riguarda il Biossido di Zolfo (SO2) soltanto 3 anni su 6 le centraline di Falconara Scuola e Falconara Alta hanno fornito dati a norma di legge, mentre quella di Falconara Acquedotto non aveva registrato dati sufficienti per tutti e 6 gli anni!

Foste ascoltati?

Ma quando mai! Nella sua valutazione del 18 dicembre 2015 la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale - VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente ignorò completamente quella insufficienza di dati ed escluse il Progetto di API raffineria dalla procedura di VIA. Quello che oggi chiediamo alla Commissione d’Inchiesta è se ciò sia stato regolare o frutto di una o più omissioni.

 

Staff comunicazione l’Ondaverde Onlus


Falconara M.: l’Ondaverde Onlus fa analizzare l’acqua di un pozzo privato contiguo alla ex caserma Saracini. L’acqua è risultata contaminata da IDROCARBURI, lo stesso composto organico che contamina l’acqua di falda di una zona dell’ex caserma di proprietà dell’Agenzia del Demanio.

Pubblicato il 20 Giugno 2017 Nessun Commento »

A Falconara Marittima, nel quartiere Fiumesino, l’acqua di un pozzo privato per uso irriguo posto in zona residenziale, adiacente alla ex caserma Saracini, è stata trovata contaminata da IDROCARBURI TOTALI.

Nel prelievo dal pozzo privato del 1 giugno 2017 - autofinanziato da l’Ondaverde Onlus e fatto analizzare da un laboratorio chimico accreditato - è stata riscontrata una concentrazione di IDROCARBURI TOTALI pari a 1.400 µg/litro, un valore superiore del 400% alla Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) pari a 350 µg/litro!


A novembre 2015 gli IDROCARBURI TOTALI furono rilevati in ECCESSO anche nell’acqua di falda di un’area della ex caserma in cui erano presenti cisterne, depositi, distributori di carburanti a servizio delle pregresse attività militari.

Quell’indagine, fatta svolgere dal Comune di Falconara, aveva trovato nella matrice acque sotterranee i seguenti valori che superavano la Concentrazione Soglia di Contaminazione stabilito dal D.Lgs 152/2006:

Nel corso delle audizioni dell’11 maggio 2016 e del 31 maggio 2017 svolte al cospetto delle Commissioni Ambiente e Salute della Regione Marche, i Comitati MALARIA, Villanova, Fiumesino ed Ondaverde Onlus hanno rivolto - fra le altre - anche la richiesta di “chiedere, in accordo all’art. 1 del Decreto 26/2/2003 del Ministero dell’Ambiente, l’inserimento dell’area della ex caserma Saracini nell’area perimetrata come Sito di Interesse Nazionale (SIN)“.

La decisione di far effettuare l’analisi del pozzo privato in proprio (e con il consenso dei proprietari) è stata indotta dalla mancanza di attenzione - da parte del Comune di Falconara Marittima e della Regione Marche - riguardo alla possibile migrazione dei contaminanti dalle aree inquinate a quelle residenziali,

situazione recentemente emersa anche con un altro pozzo privato nel quartiere Villanova, esterno al SIN

Vedi http://www.comitati-cittadini.org/2016/11/londaverde-invia-al-ministero-dellambiente-e-al-ministero-della-salute-lanalisi-dellacqua-di-un-pozzo-privato-di-villanova-in-cui-e-stato-trovato-manganese-un-metallo-pesante-rilevato-in-ecce/

Oggi stesso l’Ondaverde Onlus invierà la segnalazione e il referto dell’analisi svolta ai Ministeri dell’Ambiente e della Salute, al Prefetto di Ancona e a tutti gli Enti e Amministrazioni locali.

La segnalazione sarà anche comunicata e consegnata alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività Illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate che, domani 21 giugno, audirà anche l’Ondaverde e il Comitato Mal’Aria.

Staff l’Ondaverde Onlus e Comitato del quartiere Fiumesino - Falconara Marittima

Falconara Marittima: anche se le centraline di rilevamento della qualità dell’aria non raggiungono la percentuale di raccolta minima prescritta dal D.lgs 155/2010, per l’ARPA Marche “rappresentano abbastanza bene, lo stato di qualità dell’aria”! Per Falconara Marittima il D.Lgs 155/2010 è carta straccia! Lo hanno dimostrato Ministero dell’Ambiente, Regione Marche, Comune di Falconara e ARPA Marche con il nuovo impianto di desolforazione di API raffineria.

Pubblicato il 9 Giugno 2017 Nessun Commento »

Non è accettabile che per l’Ing. Massimo Marcheggiani e per l’Ente che rappresenta in qualità di Dirigente del Servizio Aria dell’ARPA Marche i dati insufficienti forniti dalle centraline di rilevamento della qualità dell’aria a Falconara Marittima “rappresentano abbastanza bene, lo stato di qualità dell’aria“. L’Ing. Marcheggiani ha espresso questa valutazione nel corso dell’audizione del 31 maggio scorso di fronte alle Commissioni Salute e Ambiente della Regione Marche nonostante che le percentuali di misurazione effettiva da lui stesso forniti nella stragrande maggioranza non avessero raggiunto il 90% di raccolta minima dei dati prescritta dal D.Lgs 155/2010 (Allegato 1).

Eccoli i dati snocciolati dal Dirigente dell’ARPAM:

1) per la centralina di Falconara Acquedotto (Fiumesino) l’effettiva raccolta dei dati del campionatore degli Idrocarburi Non Metanici (NMHC) è stato del 61,4%; quello del Biossido di Azoto (NO2) del 75,9%; Benzene 87,8%; Ozono (O3) 88,3%; Biossido di Zolfo (SO2) 84,8%

2) per la centralina di Falconara Scuola (Villanova) l’effettiva raccolta dei dati del campionatore di Benzene sono state effettuate per il 75%; gli NMHC sono stati misurati per l’8,1%; Ammoniaca 86%; SO2 87%; NO2 79,3%; l’Acido Solfidrico (H2S) 87%

3) per la centralina di Falconara Alta il Benzene è stato rilevato per il 69,7%; gli NMHC il 58%.

Pertanto, a norma di Legge e contrariamente alla valutazione del Servizio Aria dell’ARPA Marche, quei dati non rappresentano affatto lo stato di qualità dell’aria di Falconara Marittima!

Se qualcuno pensa che sia da pignoli pretendere il 90% di raccolta dati delle centraline quando l’Ing. Marcheggiani dice che anche l’87 o 88% rappresenta bene lo stato della qualità dell’aria sbaglia di grosso, perché la conseguenza di questa logica è che, pur nella consapevolezza che LA LEGGE NON E’ RISPETTATA, qualcuno la usa a proprio vantaggio!

E’ il caso concreto verificatosi con il nuovo progetto di desolforazione di API raffineria: nell’aprile 2015, nella sua relazione l’azienda petrolifera verificò la palese situazione di inefficienza nella raccolta minima dei dati da parte delle centraline di monitoraggio di Falconara Marittima, ma poi argomentò nel modo seguente:

Questa era la situazione di illegalità (tabelle della Relazione API ed evidenziazioni nostre)


Di fronte a queste tabelle di inefficienza, soltanto l’Ondaverde e i Comitati cittadini si opposero alla logica di API raffineria con osservazioni inviate al Ministero dell’Ambiente, logica secondo la quale, comunque, il quadro fornito era indicativo della qualità dell’aria a Falconara Marittima! NON LO EVIDENZIARONO NE’ SI OPPOSERO il Comune di Falconara Marittima, la Regione Marche, l’ARPA Marche e l’Autorità portuale di Ancona nei loro interventi nel procedimento ministeriale! Così, alla fine, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS del Ministero dell’Ambiente nel proprio parere N° 1946 del 18 dicembre 2015 non prese neanche in considerazione l’osservazione di Ondaverde e Comitati e, sulla qualità dell’aria a Falconara Marittima, concluse così:

Il progetto di API raffineria fu addirittura escluso dalla Valutazione di Impatto Ambientale con la benedizione del Ministero dell’Ambiente che, rinnegando lo stesso D.Lgs 155/2010 che aveva proposto e controfirmato, DECISE CHE QUELLA QUANTITÀ INSUFFICIENTE DI DATI ERA SIGNIFICATIVA!

Ecco dove porta la logica dell’Ing. Marcheggiani del Servizio Aria dell’ARPA Marche!

Staff comunicazione l’Ondaverde e Comitati cittadini

La VALUTAZIONE dello STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA illustrata nel corso dell’audizione del 31 maggio scorso dice che NEL PERIODO DAL 1994 AL 2013 I CITTADINI SI SONO AMMALATI E SONO DECEDUTI DI PIÙ CHE NEL RESTO DELLA REGIONE MARCHE! I Presidenti delle Commissioni regionali Sanità e Ambiente hanno risposto alla prima richiesta sulla quale Malaria, Ondaverde, Comitati di quartiere e Legambiente Falconara avevano sollecitato (invano!) il sostegno e l’impegno dell’Amministrazione comunale. La prima conseguenza del quadro sanitario è che i decisori politici - a tutti i livelli - congelino allo stato attuale le attività delle industrie insalubri presenti sul territorio di Falconara M., respingendo qualsiasi proposta di implementazione di nuovi impianti produttivi o potenziamento di quelli esistenti!

Pubblicato il 6 Giugno 2017 Nessun Commento »

L’aggiornamento della nota di Epidemiologia descrittiva con i dati di mortalità e ricoveri ospedalieri riguardante la popolazione residente a Falconara Marittima era la prima risposta che i Cittadini falconaresi si attendevano nell’audizione del 31 maggio scorso presso le Commissioni Ambiente e Sanità della Regione Marche. La risposta è arrivata ed è stata illustrata ad Ondaverde, ai Comitati Malaria, Villanova e Fiumesino e al Circolo Martin Pescatore di Legambiente dal Dott. Mauro Mariottini (Epidemiologo dell’ARPA Marche) il quale ha spiegato che il lavoro svolto ha riguardato la frequenza degli eventi sanitari (ricoveri ospedalieri e decessi causa specifici) occorsi ai residenti nel Comune di Falconara Marittima nel periodo 2009-2013.

L’Indagine dell’ARPA Marche e dell’ARS Marche che ha confermato la preoccupante situazione sanitaria già precedentemente rilevata fino al 2009, è integralmente consultabile al seguente link

http://www.arpa.marche.it/images/epidemiologia/2017_esp/2017_falconara/2017_Falconara.pdf

ed ottimamente riassunta dall’articolo del Resto del Carlino che rilanciamo non senza ringraziare la Redazione e la giornalista Alessandra Pascucci per la chiarezza con cui ha sintetizzato l’indagine.

Vale la pena ricordare come si è arrivati ad avere questo importante aggiornamento della Nota Epidemiologica di ARPAM e ARS, non per intestare a qualcuno il merito bensì per chiarire che CIÒ CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FALCONARA MARITTIMA DOVEVA FARE MA NON HA FATTO, L’HANNO FATTO I CITTADINI FALCONARESI, SCAVALCANDOLA ISTITUZIONALMENTE!

Nel corso della pubblica Commissione Ambiente del Comune di Falconara M. del 2 marzo 2014 - seppur non invitati come, d’altra parte, nelle altre Commissioni riunitesi - le Associazioni e i Comitati erano riusciti ad informare, sollecitare e far verbalizzare riguardo all’importanza di far aggiornare i dati delle cause dei ricoveri e mortalità dei Cittadini falconaresi (fermo all’anno 2009), in modo da avere SUBITO la fotografia sanitaria della popolazione!

I Cittadini sapevano della relativa rapidità con cui quell’aggiornamento era realizzabile, poiché ricordavano che nel 2011 l’allora Presidente della Regione - Gianmario Spacca - aveva commissionato ed ottenuto in 5 mesi da ARPAM e ARS quella prima Nota Epidemiologica che aveva disegnato un quadro allarmante sulla quantità dei ricoveri a Falconara per leucemia, linfomi non Hodgkin, tumori alla trachea, bronchi, polmoni e pleura.

L’Amministrazione comunale di Falconara Marittima avrebbe dovuto solo usare la propria autorevolezza per richiedere l’aggiornamento della Nota Epidemiologica ad ARPAM e ARS.

Invece l’Amministrazione comunale di Falconara M. scelse un altro percorso: decise di proporre agli altri 8 Comuni dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, all’ARS, all’ARPAM e alla Regione Marche un PIANO DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA E SANITARIA sulla popolazione. Una soluzione più complicata (che oggi sappiamo che produrrà i primi risultati tra circa 30 mesi!) e che, comunque, non escludeva l’aggiornamento della Nota Epidemiologica proposto dai cittadini (come dimostrato nel corso dell’audizione del 31 maggio scorso).

E’ in seguito alla scelta dell’Amministrazione comunale di Falconara M. di non chiedere l’aggiornamento della Nota Epidemiologica del 2011 che le Associazioni e i Comitati dei cittadini decisero di AGIRE IN PROPRIO: fare pressione sulla Regione Marche (con le proteste e l’audizione del 2016), scavalcare l’Amministrazione comunale inviando direttamente al Ministero della Salute la documentazione sanitaria che nessun Ente e la stessa Amministrazione si era ricordata di inviare!

E’ SOLO CON L’AZIONE DIRETTA ED AUTONOMA DEI CITTADINI SE OGGI SI È ARRIVATI A CONOSCERE UN QUADRO SANITARIO DI FALCONARA MARITTIMA CHE PERMETTE DI FOCALIZZARCI SUL SEGUENTE OBIETTIVO MINIMO, MA IMPRESCINDIBILE: i decisori politici devono congelare allo stato attuale le attività delle industrie insalubri presenti sul territorio di Falconara M., respingendo qualsiasi proposta di implementazione di nuovi impianti produttivi o potenziamento di quelli esistenti poiché

1)      l’Indagine Epidemiologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, le Note Epidemiologiche dell’ARPAM e dell’ARS sui ricoveri ospedalieri, l’elevata quantità di aborti spontanei hanno descritto un quadro sanitario allarmante per la popolazione di Falconara M. dal 1994 al 2013;

2)      A QUESTE CERTEZZE SI AFFIANCANO LE INCERTEZZE di un Registro Tumori in RITARDO di anni (la prima delibera di istituzione è del 2009!) che ha impedito l’aggiornamento dello Studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità, la MANCANZA di un Registro delle malformazioni congenite mai avviato, l’INSUFFICIENZA della rete di rilevamento della qualità dell’aria!

Staff comunicazione l’Ondaverde e Comitati cittadini


Il Ministero dell’Ambiente risponde sulle forti ed estese esalazioni di idrocarburi del 28 agosto 2016 a Falconara M.: “è in corso un’indagine della Procura della Repubblica di Ancona” e non ci sono stati problemi nei serbatoi a terra ma solo nelle operazioni di scarico/carico della petroliera al terminale/isola di API raffineria. Ma il Ministero parla anche di una DIFFIDA ad API raffineria per altre esalazioni precedenti al 28 agosto 2016: è una terza diffida dopo le due del 2015? Anche questo sarà argomento dell’audizione del 31 maggio presso le Commissioni Ambiente e Sanità della Regione Marche!

Pubblicato il 30 Maggio 2017 Nessun Commento »

Il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, On. Silvia Velo, ha risposto all’interrogazione sulle copiose esalazioni di idrocarburi diffusesi a Falconara Marittima la mattina del 28 agosto 2016. Lo ha fatto in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sollecitata dalle numerose domande poste dagli Onorevoli Ricciatti, Zaratti, Ferrara, Franco Bordo, Folino, Nicchi, Gregori, Martelli, Melilla, Piras e Quaranta.

Il Sottosegretario ha premesso che è in corso un’indagine della Procura della Repubblica di Ancona e ci auguriamo che sia soltanto per questo motivo che, in sostanza, non abbia fornito risposte adeguate sulle cause delle esalazioni.

Dice la Sottosegretaria: “Con riferimento alle operazioni effettuate a terra (…) i controlli condotti dal gestore e dall’autorità di controllo resi disponibili al Ministero dell’Ambiente (…) non evidenziano anomalie riferite alle predette operazioni”.

Questa risposta fa pensare che tutto il problema delle esalazioni va ricondotto a quanto accaduto SOLTANTO all’isola artificiale dell’API al momento dello scarico/carico della petroliera! Pertanto le domande che, notoriamente, “sorgono spontanee” sono: A) quanto erano intense le esalazioni sprigionatesi all’isola API, in mezzo al mare a 3,8 km dalla costa, per poi diffondersi con intensità su Falconara Marittima?

B) Quale concentrazione di esalazioni e per quanto tempo hanno respirato gli operai dell’API addetti all’isola il 28 agosto 2016?

Ma c’è dell’altro e ben più rilevante.

Il Sottosegretario On. Silvia Velo riferisce che “in via di ordine generale, riguardo gli episodi concernenti le emissioni maleodoranti nell’area circostante la raffineria API di Falconara, la competente Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ha emanato una diffida, tenuto conto dell’istruttoria svolta dall’ISPRA, per l’effettuazione di una specifica campagna di monitoraggio prevedendo che il gestore avrebbe dovuto mettere in atto tutte le procedure per l’eliminazione dell’emissione ove si fossero individuate perdite correlabili alle molestie olfattive“.

Questa comunicazione significa che la diffida citata dal Sottosegretario non riguarda le esalazioni del 28 agosto 2016, ma tutte le altre che i cittadini hanno segnalato prima del 28 agosto!

Su questo punto sarebbe bene che il Sottosegretario - ma anche l’ARPA Marche, l’Assessore all’Ambiente della Regione e il Sindaco di Falconara - chiarisse se API raffineria è stata NUOVAMENTE DIFFIDATA, poiché riguardo alle emissioni diffuse e le esalazioni risultano già DUE DIFFIDE E DUE SANZIONI (3 febbraio e del 21 maggio 2016) a carico dell’azienda (vedi Relazione 2015 sul sito dell’ISPRA http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/prevenzione-e-riduzione-integrate-dellinquinamento-ippc-controlli-aia/relazioni-ispra-sui-controlli-aia).

Se, come crediamo, il Sottosegretario non ha citato fatti già arcinoti da oltre un anno e mezzo come puro riempitivo della sua risposta, SIGNIFICA CHE API RAFFINERIA È STATA NUOVAMENTE DIFFIDATA per la messa in atto delle procedure per l’eliminazione delle emissioni correlabili alle molestie olfattive.

Diffida dopo diffida, sanzione dopo sanzione, però i cittadini continuano ad essere ammorbati da esalazioni di idrocarburi e solforose!

Vuoi vedere che DIFFIDE E SANZIONI NON SONO EFFICACI?

Vuoi vedere che pagare un paio di sanzioni all’anno costa meno che applicare le migliori tecnologie agli impianti e ai serbatoi affinché non si sprigionino esalazioni?

Infine, quando il Sottosegretario Velo riferisce che “A seguito della diffida, il gestore ha eseguito la campagna straordinaria di monitoraggio ed ha recentemente comunicato di non avere riscontrato criticitàciò che salta agli occhi non è soltanto che il CONTROLLATO E’ ANCHE IL CONTROLLORE - ahinoi, prassi di “controllo” uguale per tutte le raffinerie della penisola - ma anche che SOLTANTO DOPO LE INNUMEREVOLI SEGNALAZIONI E DENUNCE DI ESALAZIONI DA PARTE DEI CITTADINI, al Ministero dell’Ambiente e all’ISPRA si sono accorti che API raffineria non ha ottemperato ad una delle prescrizioni che proprio loro (di concerto con i rappresentanti di Regione Marche e Comune di Falconara) avevano impartito nell’Autorizzazione Integrata Ambientale!

Staff comunicazione Ondaverde e Comitati cittadini