Le lacrime di coccodrillo di Massimo Marcelli Flori

pubblicato il 13 Dicembre 2007 0

Come definire la “delusione” dell’ex Assessore ai Lavori Pubblici e alla Partecipazione - Massimo Marcelli Flori - per i 5 Milioni di euro regionali del Contratto di quartiere perduti da Villanova e dai suoi residenti?

Sul giornalino del Circolo Gramsci di Rifondazione Comunista l’ex Assessore scrive: “E’ utile ricordare come la quota comunale di compartecipazione non venne inserita nel bilancio preventivo 2007 a causa delle ben note condizioni finanziarie dell’Ente Locale ma è altrettanto utile ricordare come vi fosse la volontà (ma non solo quella) di addivenire di concerto con la Regione Marche ad una proroga dei tempi del finanziamento (della quota parte comunale) finalizzata al non vanificare un’opportunità considerata unanimemente importante e strategica.” E prosegue scrivendo che “non comprende” la rinuncia da parte del Comune “alla concertazione con la Regione di fatto escludendo qualunque soluzione che consentisse di tenere in piedi il progetto“.

Il Marcelli Flori che oggi “non comprende” era Assessore della Giunta Recanatini che, il 25 Giugno 2007, si riunì con la Giunta Regionale proprio sulla questione del Bilancio!

Non era quella una buona occasione per porre la questione del Contratto di quartiere in pericolo?

Non poteva l’Assessore, in quella occasione, chiedere la stipula di un accordo di programma per non perdere quei 5 Milioni di euro?

Lo ha fatto Marcelli Flori? Non ci risulta.

Essere distratti o non tempestivi in una trattativa è pur sempre umano a meno che, prima, si sia deciso di non ascoltare le richieste dei cittadini di Villanova che dovevano beneficiare delle opere connesse a quei 5 Miilioni di euro!

Questo comportamento è sempre umano ma ha poco a che fare con il dovere di un Assessore alla Partecipazione e ai Lavori Pubblici! Infatti l’Assessore Marcelli Flori e la Giunta Recanatini erano stati invitati il 18 Giugno 2007 - pochi giorni prima dell’incontro con la Giunta Regionale - all’assemblea del quartiere Villanova proprio sul Bilancio di Previsione 2007 del Comune di Falconara poiché i cittadini residenti volevano trovare una soluzione per non perdere quei 5 Milioni di euro importantissimi per il futuro del quartiere!

La Giunta Recanatini non partecipò a quella assemblea nel corso della quale i residenti sottoscrissero un documento in cui chiesero a Sindaco ed Assessori di stipulare un accordo di programma con la Regione Marche per non perdere quei 5 Milioni di euro.

Il documento venne inviato al Sindaco Recanatini e agli Assessori ma, da come è andato a finire il Contratto, non sembra essere stato preso in considerazione!

Ristabilita la verità dei fatti e le relative responsabilità va constatato che da Oreficini a Carletti fino a Recanatini-Piccinini-Marcelli Flori il destino riservato a Villanova è sempre lo stesso: lasciarla degradare evitando interventi di riqualificazione e lasciandone strappare pezzi (via Toselli e la ex Officina ferroviaria lasciate dall’API). E così chi possiede una casa la vede sempre più svalutata e le condizioni di vita sempre più degradate!

Il sentimento popolare su questa ennesima beffa è che se la stessa opportunità dei 5 Milioni di euro avesse interessato altri quartieri di Falconara (es.: Castelferretti o il Centro) certamente Marcelli Flori e compagnia sarebbero stati più attenti.

Sicuramente questo sentimento diffuso nasce dalla constatazione che di quartieri nelle condizioni di Villanova, a Falconara, c’è solo Villanova, e questo a causa di anni di malgoverno (al quale aggiungiamo anche quello di Marcelli Flori) su questo quartiere.

Riteniamo, infine, che il problema non è tra cittadini residenti in quartieri diversi. Il problema riguarda gli amministratori come Marcelli Flori, Piccinini e Recanatini che con il loro operato discriminano i cittadini e Villanova rispetto agli altri falconaresi. Sono loro ed i loro noti predecessori i primi responsabili delle differenze e delle diffidenze tra cittadini residenti in quartieri diversi della stessa città!


QUANDO LA CURA RISCHIA DI ESSERE PEGGIORE DEL MALE

Apprendo dalla stampa che il Commissario Straordinario ha scritto alla Regione Marche comunicando ufficialmente la rinuncia del Comune al contratto di quartiere 2 di Villanova.

E’ utile ricordare come la quota comunale di compartecipazione non venne inserita nel bilancio preventivo 2007 a causa delle ben note condizioni finanziarie dell’Ente Locale ma è altrettanto utile ricordare come vi fosse la volontà (ma non solo quella) di addivenire di concerto con la Regione Marche ad una proroga dei tempi del finanziamento (della quota parte comunale) finalizzata al non vanificare un’opportunità considerata unanimemente importante e strategica.

Perché dunque ora una rinuncia ufficiale da parte del comune? Che bisogno c’era, non tanto di conclamare una difficoltà, quanto di rinunciare alla concertazione con la Regione di fatto escludendo qualunque soluzione che consentisse di tenere in piedi il progetto?
Davvero non lo comprendo, non capisco il perché di questa accelerazione apparentemente immotivata e soprattutto apparentemente autolesionista.

A me pare che dietro ad alcune scelte (come questa e come altre purtroppo) ci sia estemporaneità, l’agire giorno per giorno se non ora per ora dimenticando il quadro generale come in un grande packwork dove toppa su toppa si tenta di far trascorrere il tempo rimasto nel modo più indolore possibile.

L’indomani della caduta della giunta comunale avevo iniziato a lavorare ad alcuni appunti finalizzati al consegnare al Commissario Straordinario una sorta di bignami dello stato di fatto (ovviamente per le deleghe di mia competenza), un’analisi schematica di ciò che si era fatto, di ciò che era in corso e di ciò che si sarebbe voluto fare, lo feci pensando di essere convocato assieme a tutta la giunta per quella che ritenevo una ovvietà da parte di chi arriva in un nuovo ambiente e cerca di capire quale è lo stato delle cose.

Nonostante la disponibilità di tutti il Commissario non ha ritenuto importante quest’incontro. Legittimo. Probabilmente ciò che allora davo per scontato nei termini di una esigenza conoscitiva, in realtà non lo era. Ma ciò che ad esempio è avvenuto nel caso del contratto di quartiere 2 di Villanova dimostra come se vi fosse stata una adeguata informazione, probabilmente questo apparente enorme scivolone non ci sarebbe stato, probabilmente invece di ufficializzare un diniego, si sarebbe attivato il confronto finalizzato alla proroga dei tempi e quindi al mantenimento del contratto. E dico questo non per mero spirito corporativo, ci mancherebbe, ma semplicemente per l’interesse di Falconara e di Villanova a veder raggiunti degli obiettivi nei quali tutti abbiamo creduto e crediamo.

Ecco perché parlo di rischio “cura peggiore del male” perché ho l’impressione (ma è solo una impressione derivante dagli articoli di stampa) che le strade intraprese sulle varie questioni, dalle varianti urbanistiche, alla privatizzazione degli asili, alla vendita delle quote delle partecipate ecc. mirino al temporaneo quieto vivere (ossia evitare il dissesto e nel contempo scelte impopolari) tappando falle qua e la e lasciando i calcinacci a chi verrà poi.

Un metodo che rischia però inevitabilmente di aprire la strada a modifiche in capitoli di bilancio considerati intoccabili per precisa scelta politica (discutibile certo, ma precisa) quella di non intaccare i servizi.

Già, perché la coperta è corta e il bilancio comunale è tristemente noto.Comprendo la strada intrapresa, il percorso del cerchio e della botte, in cui in assenza di un quadro preciso, si tenta di accontentare tutti o almeno non scontentare nessuno.
Vorrei però essere chiaro, dato che però la mia è una impressione, se ho sbagliato, se sto prendendo un clamoroso abbaglio, chiedo preventivamente scusa per essere caduto nella trappola di una cosa che ho sempre odiato: il processo alle intenzioni.

Se invece nelle mie parole ci fosse del vero allora chiedo al Commissario Straordinario di fermarsi, di orientare la bussola nel quadro complessivo e, seppur con le oggettive difficoltà del caso, dopo aver individuato la rotta, cominciare a remare con forza e decisione, nella direzione di una Falconara migliore di come purtroppo l’ha trovata.

Spero che queste poche righe di contributo non alimentino inutili polemiche ma al contrario fungano da stimolo per gli obiettivi che restano comuni a tutta la città.

Massimo Marcelli Flori

Condividi l'articolo:
  • oknotizie
  • Facebook
  • MySpace
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • diggita
  • Technorati
  • Yahoo! Buzz
  • LinkArena
  • Segnalo
  • Socialogs
  • E-mail this story to a friend!

Lascia un commento

Rispondi