Rigassificatore API Nova Energia: APPELLO ALLA RIFLESSIONE E ALLA RESPONSABILITA’ PERSONALE DEI CONSIGLIERI REGIONALI RISPETTO AL MANDATO ELETTORALE CONFERITO DAGLI ELETTORI

Pubblicato il 5 Luglio 2011 Nessun Commento »

I pericoli non cessano di esistere perchè sono ignorati!

E’ quanto scritto nell’APPELLO ai Consiglieri Regionali dalle Associazioni, Comitati e ONLUS.

regione-e-rigassificatori-appello-del-coordinamento-572011

Nel codice di regolamentazione standard per la localizzazione di terminali GasNaturaleLiquefatto, la SIGTTO (Society of International Gas Tanker & Terminal Operators Ltd) prescrive testualmente:

al punto  1) “Non esiste probabilità accettabile in caso di rilascio catastrofico di GNL

al punto 2) “I terminali GNL devono essere posizionati in modo che i vapori di GNL conseguenti ad un rilascio non possano coinvolgere popolazioni civili“.

La presenza della Nave Rigassificatrice API coinvolgerà le popolazioni costiere nei rischi per l’incolumità e la salute, in special modo la città di Ancona a 13 km, (16 km Falconara). Le navi metaniere per arrivare alla piattaforma di scarico incroceranno tutti i corridoi di navigazione delle navi da e per il porto di Ancona. La collisione in mare, il concorso di circostanze sfortunate, l’errore umano, oppure un atto predeterminato (attentato terroristico) rimangono eventi plausibili, ed è per questo che gli organismi competenti in materia di installazioni di terminali marittimi raccomandano di situare questo genere di installazioni assolutamente lontano dalla popolazione. Oltre 50 km dalla costa negli Stati Uniti!

Per queste ragioni è indispensabile che gli scenari di rilascio severo siano valutati!

Il Nulla Osta di Fattibilità (NOF) per il progetto API è stato rilasciato senza che fossero valutate le conseguenze di questi importanti scenari.

Se il Comitato Tecnico Regionale fosse messo in condizione di ragionare su altri dati ed altri scenari, rilascerebbe ancora il NOF?

Ma c’è dell’altro che ai Consiglieri non è stato detto e che pesa sulla loro responsabilità personale: non è stato valutato il travaso di GNL tra metaniere convenzionali e rigassificatrici, operazioni previste dal progetto API Nòva Energia “mediante accosto con una metaniera in un luogo non lontano dalla SPM“, operazione tra le più pericolose in mare!

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Non è stata presa in considerazione la possibilità della rottura dei bracci di carico, la conseguente quantità di GNL rilasciato, l’eventuale esplosione - in questo caso - di una nube di vapore non confinata. Perché?

RESPONSABILITA’ POLITICHE – LA PROPOSTA DEI CITTADINI RESPONSABILI

La Giunta Regionale non può nascondere le sue responsabilità dietro al numero e l’ubicazioni dei rigassificatori comunicate dal Ministero dello Sviluppo Economico. E’ lo stesso Ministero e lo stesso Governo che aveva deliberato il ritorno al nucleare bocciato a maggioranza dai cittadini con il referendum! La Giunta Regionale sta interpretando quel referendum nel peggior modo possibile, cioè continuando a vincolare la propria economia energetica alle fonti fossili e ad una sola Azienda! Il popolo referendario maggioritario ha chiesto un cambiamento energetico che le Marche hanno già scritto e voluto in quel Piano Energetico Ambientale Regionale che la Giunta sta rinnegando con sudditanza rispetto alla Società API e con atto autoritario nei confronti della maggioranza dei cittadini marchigiani.

Il piano alternativo c’è:

è quello deliberato dall’Unione Europea che impone quote regionali obbligatorie entro il 2020 di produzione elettrica, di calore e combustibili da fonti energetiche rinnovabili (FER). Le Regionei che non rispetteranno quelle quote saranno sanzionate. Il Ministero dello Sviluppo è in ritardo di 2 anni nel Decreto attuativo ed il Presidente Spacca e la sua Giunta che fanno? Chiedono al Ministero quanti rigassificatori servono!

Secondo lo specifico studio della IRES CGIL le Marche entro il 2020 dovranno passare dalla attuale quota del 7,1% al 30,4% da fonti rinnovabili per elettricità e calore. Per l’elettricità significheranno 2.600 GWh da Fonti Energetiche Rinnovabili, cioè il 76% dell’elettricità che l’API vorrebbe produrre con la centrale termoelettrica da 520MWe. La differenza sta nella pulizia e nelle centinaia di posti di lavoro che si creeranno con le energie rinnovabili attuando concretamente il Piano Energetico Ambientale Regionale.

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Consiglieri Regionali, non siate ciechi!

Staff Comitati





RIGASSIFICATORE API: i cittadini non credono alle menzogne della Regione Marche che sulla sicurezza non ha alcun potere sanzionatorio per non aver mai sottoscritto, dal 2003, l’Accordo di Programma con lo Stato. IN 2000 ALLA MANIFESTAZIONE

Pubblicato il 28 Giugno 2011 Nessun Commento »




manifestazione

manifestazione




I cittadini conoscono molte delle inottemperanze che la Regione Marche è stata capace di inforcare dal rinnovo della concessione alla raffinazione alla Società petrolifera API del giugno 2003 e, pertanto, non possono che osteggiare il voltafaccia del Presidente Gianmario Spacca che vuole entrare in società con chi ha controllato molto poco fino ad oggi.
Far la parte del controllato che incassa profitti e del controllore della sicurezza di un impianto ad alto rischio di incidente rilevante come il rigassificatore è quanto di peggio potesse escogitare la Giunta Regionale delle Marche.
E’ anche per questo che oltre 2000 cittadini sono scesi in piazza, consapevoli anche della seguente inadempienza che raccontiamo.
Nel Decreto di rinnovo della concessione alla raffinazione del 2003, il Direttore del Dipartimento del Territorio e Ambiente della Regione Marche scrisse 35 articoli (più commi) di prescrizioni e “provvedimenti consequenziali” in caso di non rispetto da parte di API raffineria. In particolare l’art. 1 di quel Decreto recita:
Ai fini della verifica periodica dell’effettiva attuazione dei migliori accorgimenti tecnologici e gestionali finalizzati a prevenire incidenti rilevanti connessi alle sostanze pericolose stoccate e lavorate nell’impianto, a limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente e alla luce degli esiti dell’istruttoria sul “Rapporto di Sicurezza 2000″, saranno effettuati step periodici di verifica generale correlati agli esiti delle istruttorie tecniche dei rapporti di sicurezza di cui all’art. 8 del D.Lgs 334/99. Il primo step sarà quello relativo al R.d.S. da presentare entro il giugno 2004. I successivi seguiranno le scadenze di cui al comma 7 del soprarichiamato art. 8 del D.Lgs 334/99. In caso di esito positivo delle verifiche periodiche l’attività concessionata procederà in modo ordinario; in caso contrario la Regione procederà ad approfondimenti tecnico istruttori finalizzati al superamento da parte dell’Azienda delle criticità evidenziate, diffidando formalmente la stessa all’esecuzione degli interventi richiesti e adottando in caso di perdurante inadempienza i provvedimenti conseguenziali previsti a norma di legge“.
Bene … la Regione Marche non ha mai avuto alcun potere sanzionatorio nei riguardi della Società API raffineria rispetto alla sicurezza poiché non ha mai sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato necessario al trasferimento della competenze.
E dire che Gianmario Spacca lo sapeva dal 26/11/2003 allorquando così scrisse la Seconda Sezione del Consiglio di Stato. Nel 2003 Spacca era Vicepresidente della Regione Marche, poi ne divenne Presidente nel 2005 e nel 2010 … ma ancora non ha sottoscritto quell’Accordo di Programma!
Così alcune di quelle prescrizioni del 2003 continuano ad essere carta straccia mancando di possibilità sanzionatoria da parte della Regione.
Ovviamente tutti i componenti delle Giunte susseguitesi fino ad oggi sapevano e sanno … ma non hanno provveduto e non provvedono!

Ecco servita la politica e la coscienza del Presidente Gianmario Spacca: con la Società API si fanno accordi che mettono a rischio incolumità dell’ambiente/mare e l’incolumità fisica dei cittadini nonchè il futuro di importanti comparti economici importantissimi come turismo e pesca; con lo Stato dal 2003 non si stipula l’Accordo di Programma che interessa la sicurezza dei cittadini.

Ora tutti si spiegheranno poichè dopo l’incidente al deposito bitume del settembre 2004 (1 morto 3 feriti e oltre 30 tonnellate di bitume in mare) e dopo lo sversamento in mare di tonnellate di olio combustibile a Pasqua del 2007 nessuna sanzione è stata comminata all’API …
A parte la condanna della Magistratura a 1.500 € di multa per 4 ingegneri API rei di aver alterato la bellezza naturale mare (art. 734 c.p.) e aver gettato cose pericolose (art. 674 c.p.)

Loris Calcina per lo Staff Comitati

Rigassificatore di Ancona e centrali termoelettriche: Sabato 25 ore 18 tutti a P.zza Roma (Ancona) CONTRO IL RICATTO DELLA SOCIETA’ API E LE MENZOGNE DELLA REGIONE MARCHE

Pubblicato il 24 Giugno 2011 Nessun Commento »


manifestazioneCOMUNICATO DI NO RIGASSIFICATORI

Ieri pomeriggio, giovedì 23 giugno, si è tenuto l’incontro con esponenti della Giunta Regionale e rappresentanti del movimento No-Rigassificatori.

Presenti l’Assessore all’ambiente Donati, quello all’occupazione Lucchetti, e alle attività produttive Giannini, insieme al dirigente del servizio ambiente Minetti e al direttore di gabinetto Becchetti e altri tecnici e funzionari, quasi a coprire l’assenza del Presidente Spacca.

Il fatto che gli assessori Lucchetti, visibilmente irritato e sprezzante nei confronti degli interlocutori, e Giannini hanno presto abbandonato il tavolo, rappresenta nel modo più chiaro e plateale il tenore e la piega assunta dalla discussione. A fronte di un ricatto “in puro stile Marchionne” che l’API avanza ormai da tempo la Regione si è candidamente rimangiata tutto…

Dalla mozione votata nel consiglio regionale del 17 maggio scorso, palesemente disattesa nelle sue fondamenta (da oggi è chiaro come l’unico interesse del Presidente Spacca sia quello di immaginare le più passabili scusanti per indorare la pillola e digerire le politica monopolistica e assistenzialistica dell’API, nell’assenza di una parvenza di proposte politiche alternative) tutto è, come per magia, cambiato.

Oggi basta far portare e quadrare le carte e qualche improvvisata statistica, farsi scudo della crisi economica e occupazionale, scaricare ad altri le proprie responsabilità. Non contano il promesso esito dell’annoso studio epidemiologico commissionato dalla stessa Regione all’Istituto tumori di Milano  e la costituzione del registro regionale tumori, rimpiazzati da due blande e semplicistiche “note di epidemiologia descrittiva“, datate maggio e giugno 2011, redatte in fretta e furia dall’ARPAM su incarico della Giunta Regionale.

Né le megacentrali API sono materia di discussione all’ordine del giorno (verranno inevitabilmente approvate ad agosto, o settembre, o poco dopo) benché sempre e comunque l’API abbia rivendicato l’unitarietà di questo progetto con quello del rigassificatore, e la stessa mozione del 17 maggio scorso recitava l’esigenza di “allargare l’orizzonte della riflessione dal rigassificatore all’intero impianto industriale di Falconara e agli interventi in campo energetico su tutto il territorio regionale”.

Oggi non contano più i rischi di incidente rilevante dovuti alle operazioni di rigassificazione, “equivalenti allo zero”, e tutte le preoccupazioni e precauzioni avallate sono prive di fondamento.

Né la straordinaria mobilitazione popolare e referendaria contro il nucleare e per un modello di sviluppo incentrato sulle rinnovabili.

Né tantomeno la difformità di trattamento tra la proposta di rigassificatore di Gaz de France a Portorecanati e quello dell’API a Falconara.

Quanto agli impegni elettorali del rieletto Presidente Spacca su PEAR, megacentrali e rinnovabili, stendiamo un velo pietoso…

E, ci si dice, che il tempo è già scaduto, il moribondo governo Berlusconi non concederà altri rinvii della conferenza dei servizi, ormai fissata per il prossimo 12 luglio.

Le osservazioni di merito e di metodo avanzate dai rappresentanti del movimento No-Rigassifiatore sono state disattese. Così come le centinaia di persone mobilitate, i consigli regionali partecipati, i documenti inviati, le prese di posizione ufficiali di oltre 20 Sindaci del territorio e della Provincia di Ancona, gli incontri con le rappresentanze sindacali e con le imprese della green economy, le concrete proposte avanzate, anche ai rappresentanti della stessa Api Nova Energia come alla Giunta Regionale, lo stesso spirito del recente movimento referendario, disattese e cancellate da questo gretto realismo che condanna un intero territorio a pagare un dazio ed una ipoteca sul suo futuro.

Inibite tutte le possibili mediazioni la parola torna alla dimensione pubblica della manifestazione indetta questo sabato 25 giugno ad Ancona. Come alla prossima ratifica in consiglio regionale di questa vergogna annunciata, che certo ci vedrà presenti. Siamo certi che la risposta comune di questo movimento sarà degna e all’altezza della posta in gioco.

Ora tocca alle associazioni e alle espressioni della cittadinanza attiva, ai Sindaci e ai partiti ancora in grado di rapportarsi col mondo reale, ai comitati e ai centri sociali, ai giovani in lotta per il futuro, ai lavoratori “indisponibili” come ai precari dei tanti indotti non garantiti, ai nuovi ecologisti e ai produttori di green economy, alle persone in carne ed ossa che la crisi la vivono e la combattono quotidianamente e tutti i giorni.

Riprendiamoci il futuro.


25 Giugno 2011 ad Ancona, Piazza Roma ore 18: NO RIGASSIFICATORI DAY. Intanto la Regione convoca il movimento per martedì 21.

Pubblicato il 18 Giugno 2011 Nessun Commento »

no rigassificatori day

Comunicato stampa

25 giugno 2011: NO RIGASSIFICATORI DAY


L’ampio movimento che in questi mesi si è opposto al progetto dell’Api ha indetto ad Ancona una grande mobilitazione per il prossimo sabato. Intanto martedì 21 giugno - alle ore 15 - le associazioni e le onlus sono state convocate in Regione.


Torna in piazza il popolo del “no rigassificatori”. L’appuntamento è ad Ancona sabato 25 giugno in Piazza Roma a partire dalle ore 18. Un evento che avrà come colonna sonora la musica dei Gang, conosciuto gruppo rock, sensibile alle tematiche sociali e ambientali. Un no al rigassificatore API di  Falconara (e a quello di Porto Recanati), ma anche tanti sì: all’ambiente, alla tutela della salute dei cittadini, ad una nuova e partecipata politica energetica incentrata sulle rinnovabili (come indicato dal recente referendum sul nucleare). E anche un sì ad un futuro diverso, per una buona occupazione che veda insieme lavoratori e mondo ambientalista, per interrompere una “guerra tra poveri” che non serve a nessuno. Quindi un appuntamento che vuole continuare una percorso che ormai è ben radicato nel territorio, come ha dimostrato l’assemblea al cinema Excelsior di Falconara, il 16 maggio, a cui hanno partecipato più di 600 persone. Un’assemblea dove era stato presentato anche un progetto alternativo da parte dell’architetto Carlo Brunelli a nome dell’ampio circuito associativo ambientalista. Una proposta che provava a tenere insieme, in modo virtuoso, le necessità economiche  dell’API , quelle dei lavoratori preoccupati per il loro futuro occupazionale e quelle del territorio che da anni rivendica il sacrosanto diritto a vivere in un ambienta sano. La Regione era stata chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. Spacca aveva due mesi di tempo, rispetto al vertice del 12 luglio con il governo, per farsi garante di una proposta che nel rispetto del PEAR delineasse una prospettiva soddisfacente. Però alle belle parole e alle promesse di coinvolgere in primis il  territorio, non sono subentrati fatti concreti. “E‘ con questo spirito propositivo - sottolineano le associazioniche ci recheremo martedì 21 giugno alle ore 15 all’incontro propedeutico alla verifica di un tavolo con tutti gli attori in gioco fissato dalla Regione Marche a seguito della nostra specifica richiesta. Ci auguriamo che all’incontro partecipi il Presidente Spacca, al quale è stato delegato dal Consiglio Regionale il mandato di aprire questo confronto.

Il nostro contributo apporterà contenuti qualificati affinché il Presidente si faccia garante di una proposta che,  nel rispetto del PEAR, delinei una prospettiva soddisfacente e lungimirante”.

Dunque l’appuntamento è per il 25. Si prevede una partecipazione massiccia non solo del circuito associativo, ma anche delle categorie sociali ed economiche coinvolte nella vicenda rigassificatore.

Nel frattempo si sono tenuti incontri tra comitati e rappresentati dei lavoratori e, dopo anni di incomprensioni e di diffidenze, le posizioni sembrano riavvicinarsi.

Ancona 18 giugno 2011


Quante Bandiere Blu dopo i RIGASSIFICATORI? Il movimento è stato educatamente attivo alla cerimonia di consegna. La cronaca

Pubblicato il 16 Giugno 2011 Nessun Commento »

Porto Recanati (Macerata), 15 giugno 2011

Alla cerimonia di consegna della Bandiera Blu 2011 ai Comuni delle Marche con le migliori spiagge e qualità delle acque, della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale - prestigioso e rigoroso riconoscimento della Fee (Foundation for Environmental Education) - era presente anche una delegazione dell’ampio movimento contro i rigassificatori e per il futuro energetico rinnovabile delle Marche, movimento che unisce i cittadini di 18 Comuni da Porto Recanati a Senigallia, passando per Sirolo, Ancona e Falconara M.ma.

Mentre l’Assessore regionale al Turismo - Dott.ssa Serenella Moroder - comunicava alla platea che la Regione sa valorizzare il turismo e tutelare il proprio ambiente in una sintesi di perfetta politica di sostenibilità“, gli educati e silenziosi cittadini hanno costantemente interrogato tutti (Assessore Moroder compreso) con due pannelli sandwich su cui era scritto:

sandwich esterno
sandwich interno
sandwich esterno sandwich interno


  • Con i rigassificatori quale futuro avrà il turismo?
  • Quante bandiere blu dopo i rigassificatori?


Come sarà possibile perseguire “la qualità altissima e diffusa del nostro mare e dei nostri servizi balneari” (parole dell’Assessore Moroder) con ettari di mare sterilizzato ogni anno dall’attività dei rigassificatori?

Come sarà possibile “credere e investire sempre più nel turismo, leva fondamentale per l’economia della nostra regione” (parole dell’Assessore Moroder) con il rischio tecnologico dei rigassificatori che ha suggerito numerosissimi Stati USA a dislocarli ad oltre 60 km dalla costa?

La cronaca “fotoromanzata” che segue è quanto avvenuto alla fine della cerimonia, dopo la foto di rito:

foto di gruppo Sindaci e Ass. Moroder
foto di gruppo Sindaci e Ass. Moroder
Avv. Anna M. Ragaini e Ass. Moroder Poi l’Avv. Anna Maria Ragaini (Presidente del comitato di Loreto P. Recanati)  ha elogiato il costante impegno che coinvolge le istituzioni, gli operatori e i cittadini per l’innalzamento della qualità delle strutture turistiche e dell’offerta dei servizi ed ha invitato l’Assessore Moroder a fare una foto, insieme, di fronte al NO RIGASSIFICATORI!
Assessore Moroder

Ass. Moroder: “Questo non è il modo perchè la Regione Marche non prende le parti degli uni piuttosto che degli altri” … “Dobbiamo contemplare l’interesse di tutti”.


Avv. Anna M. Ragaini: “Le chiedo se vuole fare una foto con lo striscione NO RIGASSIFICATORI “.

Ass. Moroder: “No, non è possibile! “


Anna Maria Ragaini Avv. Anna M. Ragaini: ” Qualche Sindaco vuole posare con noi davanti al NO RIGASSIFICATORI?

Nobili, Ragaini, Serfilippi
Nobili, Ragaini, Serfilippi

A quell’invito hanno aderito:

MAURIZIO MANGIALARDI - Sindaco di Senigallia

GENNARO CAMPANILE - Assessore Ambiente comune Senigallia

MORENO MISITI - Sindaco di Sirolo

LUCA SERFILIPPI - Assessore Ambiente comune Fano

ANDREA NOBILI - Assessore Cultura comune Ancona

Ragaini, Mangialardi, Campanile e Misiti Ragaini, Mangialardi, Campanile e Misiti
e l'Assessore tuonò ...

Ma l’Assessore regionale Serenella Moroder TUONO’:

Il No vale per tutti! Non si può fare gli uni si e gli altri no!

fine!

Qualcuno, non identificato, rispose:

Assessore, non può parlare a nome dei Sindaci!

Fotoromanzo a cura dello Staff Comitati

NOI ANDIAMO A VOTARE … SI, SI, SI, SI

Pubblicato il 9 Giugno 2011 Nessun Commento »

io vado a votare

Siamo ormai agli sgoccioli del “battiquorum” referendario e chiediamo a tutti, attivisti, simpatizzanti, semplici cittadini un altro ultimo semplice segnale di democrazia e partecipazione, di attaccamento al bene comune. Di essere parte di quei 25 milioni e più di italiani, e di far sì che in molti lo siano, che domenica e lunedì non solo esprimeranno un segnale di cambiamento ma segneranno anche in forma chiara e trasparente il passo e la direzione di questo cambiamento necessario.

Oltre la disinformazione televisiva e l’autoreferenzialità della politica, a chiare lettere ci diciamo convinti che un bene comune e prezioso, e sempre più scarso, come l’acqua, non debba essere soggetto alle leggi del profitto, non possa essere gestito come merce, non possa essere affidato alle multinazionali né privatizzato; che debba essere ricostruita una nuova, e possibile, gestione partecipata dalle comunità di utenti e consumatori, smantellando i consociativismi e le clientele delle burocrazie, dei partiti, delle grandi lobby di potere; che invece di inutili e dannose grandi opere finanziate con soldi pubblici, la politica debba occuparsi delle tante piccole opere come gli investimenti nel patrimonio pubblico costituito dal servizio idrico integrato e non consentire che i privati possano investire nel business dell’acqua aumentando le tariffe, rifacendosi sui cittadini-consumatori, impoverendoci due volte.

Per questo voteremo SI’ al primo e al secondo referendum.

Invitiamo ad aggiungere un terzo SI’, nella convinzione che una società sempre più libera e autonoma dalle fonti fossili, causa principale dell’inquinamento e dei disastri climatici, come delle guerre e dei conflitti globali, oggi è possibile se punta sull’uso delle rinnovabili, possibilità concreta di una energia pulita, a basso costo, “democratica”. Mentre la società dell’atomo ripercorre e approfondisce, come e peggio di quella del petrolio e del carbone, le distanze tra i magnati della produzione energetica centralizzata e gli utenti privi di forme di controllo e libertà di scelta, le rinnovabili rappresentano il suo esatto opposto: risparmio ed efficienza energetica, autoproduzione e autoconsumo, reti energetiche e cicli virtuosi, democrazia reale!

A questo punto ci piacerebbe anche che in questo Paese si aprisse un dibattito maturo sul significato del concetto di legalità: se questa parola sia destinata ad essere continuamente mortificata e travisata in nome di una ideologia securitaria sempre più scopertamente di parte e arbitraria, o se veramente un quarto SI’ possa compiere anche questo miracolo.

Il vento di questo cambiamento, spira anche contro ogni semplicistica contrapposizione ideologica e di partito, spazza via ogni calcolo e opportunismo del politichese, levando invece alta la voce di un concreto e generalizzato risveglio della partecipazione di un popolo di diversi e di differenze teso alla costruzione di un futuro condiviso, di una società più umana, di una uscita dalla crisi presente.

Anche dalla nostra Città in molti ci siamo adoperati per essere una goccia di questo mare, una folata di questo vento, una parte del cambiamento.

Dal Parco Kennedy in festa il 25 aprile 2010 è iniziata la raccolta firme referendaria nei nostri territori e un lungo percorso fatto di assemblee, dibattiti informativi, banchetti e volantinaggi, performance teatrali e musicali per l’acqua pubblica e la campagna referendaria. Un lungo percorso che tutti insieme abbiamo animato e che, ancora una volta, tutti insieme vogliamo si concluda nel modo migliore in questo fine settimana di “Battiquorum referendario”.

Buona democrazia a tutti…

Comitato Santa Cannella x l’Acqua Bene Comune Falconara (ci trovi su facebook!)

www.acquabenecomune.org www.referendumacqua.it
www.fermiamoilnucleare.it