Incendio Casali SpA di Falconara M: il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale poiché ritiene atti involontariamente colpevoli (mancanza di dolo) sia il mancato funzionamento del presidio telefonico comunale per le emergenze ambientali, sia la mancata acquisizione di una delle due certificazioni del Pronto soccorso dell’Ospedale Regionale, sia il mancato rilevamento delle sostanze inquinanti che si erano diffuse nelle zone Centro e Centro Sud di Falconara Marittima. Ondaverde e Mal’Aria si sono opposte all’archiviazione! Consegnato al GIP il documento che prova che 5 mesi prima dell’incendio erano state impartite le direttive per il funzionamento del telefono per le emergenze ambientali che, al contrario, risultò sguarnito la mattina dell’incendio perché il Comandante della Polizia Municipale era in ferie!

Pubblicato il 20 Giugno 2019 Nessun Commento »

 

CONFERENZA STAMPA 20 giugno 2019

 

MOTIVI DELL’OPPOSIZIONE ALL’ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO RELATIVO ALL’INCENDIO PRESSO LA DITTA CASALI SPA DEL 17 LUGLIO 2015

guarda l’incendio

https://www.facebook.com/monia.piccinini.1/videos/o.43607739690/10205012673017357/?type=2&theater

Il procedimento penale per l’incendio sviluppatosi presso l’azienda Casali SpA il 17 luglio 2015 rischia di essere archiviato.

Il Pubblico Ministero ha formulato la richiesta poiché nella mancata attivazione del telefono per le emergenze ambientali del Comune di Falconara non ha ravvisato l’intenzione (dolo) ma un atto involontariamente colpevole.

Ondaverde Onlus e il Comitato Mal’Aria Falconara/Castelferretti, si sono immediatamente attivati con l’opposizione all’archiviazione che, se avvenisse, risulterebbe una beffa per i cittadini di Falconara che furono ammorbati dalle esalazioni dell’incendio che determinò il ricorso al Pronto Soccorso di due residenti.

Con la nuova documentazione prodotta a sostegno dei motivi dell’opposizione, Ondaverde e Mal’Aria hanno proposto al Giudice delle Indagini Preliminari di optare per una prosecuzione dell’inchiesta poiché:

Ø  il numero verde per le emergenze ambientali che i cittadini non riuscirono a contattare aveva una precisa organizzazione di mezzi e personale già predisposto a febbraio 2015 (5 mesi prima dell’incendio) da parte dei Dirigenti del Comune di Falconara. Quella organizzazione aveva funzionato fino al giorno in cui l’ex Comandante della Polizia Municipale andò in ferie. Alle 5 del 17 luglio 2015 i cittadini che telefonarono non trovarono nessuna risposta perché il responsabile o i responsabili dell’Amministrazione comunale non si curarono di far funzionare quella linea telefonica nonostante la preventiva comunicazione del suo periodo di ferie inviata loro dall’ex Comandante il 6 luglio 2015, ben 11 giorni prima dell’incendio!

Ø  La mancata attivazione della linea telefonica dedicata alle emergenze ambientali la mattina dell’incendio ha impedito ai responsabili del Comune di avere una tempestiva ed appropriata conoscenza circa l’oggettiva diffusione delle esalazioni e, dunque, ha impedito di avere un comportamento proattivo nei confronti dei Responsabili dell’ARPAM sul campo, al fine di una differente dislocazione sul territorio falconarese del Laboratorio mobile per la rilevazione della diffusione delle esalazioni. Infatti, se con le telefonate dalle ore 5 del 17 luglio 2015 (come risultante dalle testimonianze dei cittadini che telefonarono), l’Amministrazione comunale avesse assunto le informazioni che assume SEMPRE al momento della segnalazione dei cittadini (riguardanti le generalità della persona, luogo da cui proviene la chiamata, tipologia delle esalazioni percepite e durata temporale delle stesse), essa avrebbe potuto comunicare all’ARPAM la reale diffusione delle esalazioni nella zona SUD di Falconara Marittima, che essendo, tra l’altro, sguarnita di centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria, per l’occasione poteva essere monitorata con il laboratorio Mobile che, al contrario, fu lasciato nei pressi della esistente centralina fissa della RRQA di Falconara Acquedotto, insomma ben lontana dal luogo della diffusione delle esalazioni. In sostanza mentre dalle ore 5 del 17.07.2015 (per il tramite del numero 800122212 emergenze ambientali) iniziavano gli inutili tentativi di segnalazione delle esalazioni provenienti dalle zone di Falconara Centro/SUD e SUD, alle ore 5,30 l’ARPAM stava facendo rilevamenti nella zona di Falconara NORD (via Marconi e Fiumesino) e MAI, in quella mattina, i Tecnici dell’ARPAM si indirizzarono O FURONO INVITATI ad effettuare rilievi nelle zone di Falconara Centro/SUD e SUD.

Ø  Poi c’è il “giallo” dei due referti del pronto Soccorso non acquisiti e/o prodotti agli atti della Procura. Uno riporta la DIAGNOSI di “LIEVE INTOSSICAZIONE DA MONOSSIDO DI CARBONIO“, tipica sostanza che si forma con la combustione come quella occorsa nell’incendio presso l’Azienda Casali. Ma ambedue i referti assumono rilievo anche con riguardo al mancato funzionamento del telefono per le emergenze ambientali: precisamente, via Pergolesi e Piazza del Municipio a Falconara sono le residenze delle due cittadine falconaresi recatisi al Pronto Soccorso dell’Ospedale Regionale delle Marche a Torrette, residenze ubicate nella zona di Falconara Centro, la zona rimasta, insieme a quella sud, sguarnita dalle rilevazioni degli inquinanti diffusisi con l’incendio del 17 luglio 2015.

Gli orari di arrivo al Pronto Soccorso delle due cittadine - alle ore 5,40 e alle ore 6,09 - al netto del risveglio, della decisione e del viaggio in auto, indicano che mentre esse si apprestavano ad avviarsi al Pronto Soccorso, altri cittadini di Falconara stavano telefonando invano al numero delle emergenze ambientali che, se avesse invece funzionato, avrebbe permesso, come detto, all’Amministrazione comunale (e, quindi, a chi è tenuto ad attivarsi per essa) di conoscere la reale diffusione delle esalazioni e chiedere ai Tecnici dell’ARPAM (che a quell’ora e in seguito limitarono le rilevazioni alla zona di Falconara Nord) di eseguire rilevamenti nelle zone centrali e a sud della città.


Infine non possiamo non sottolineare un aspetto che, pur non inerente ai motivi dell’opposizione all’archiviazione, ha lasciato MOLTO preoccupate l’Ondaverde Onlus, il Comitato Mal’Aria e i cittadini falconaresi che erano stati aggrediti nel sonno dalle esalazioni sprigionatesi dall’incendio di 36 tonnellate di guaina bituminosa e 5 tonnellate di fibra poliestere: dalle verifiche effettuate dai VV.F. “non sono emersi elementi che fanno risalire all’origine e alla causa dell’incendio, così come non sono emersi elementi che possano far risalire ad un eventuale origine dolosa dell’incendio“.

Quindi l’incendio presso la ditta Casali Spa rientra tra quel 70% che, secondo le statistiche dei Vigili del Fuoco, è di origine non accertata.

Ci chiediamo: se la causa non è nota, essa potrebbe innescarsi nuovamente poiché dall’incidente del 17 luglio 2015 non sono stati apportati accorgimenti e modifiche indispensabili al fine di prevenirla?


Staff comuncazione Ondaverde Onlus e Comitato Mal’Aria Falconara/Castelferretti

approfondisci sull’incendio gli articoli del 2015 e 2016


http://www.comitati-cittadini.org/2015/07/falconara-marittima-lodierno-incendio-alla-casali-spa-dice-che-lintera-citta-e-a-rischio-le-esalazioni-sprigionatesi-dallincendio-respirate-per-ore-dai-cittadini-di-tutti-i-quartieri-ritardi/


http://www.comitati-cittadini.org/2015/07/incendio-alla-casali-spa-di-falconara-m-intossicazione-da-monossido-di-carbonio-scrive-il-pronto-soccorso-dellospedale-regionale-quante-intossicazioni-da-co-ci-sono-state-tra-i-cittadini-che/


http://www.comitati-cittadini.org/2016/07/londaverde-onlus-e-i-cittadini-di-falconara-m-depositano-un-esposto-alla-procura-della-repubblica-di-ancona-per-lincendio-del-17-luglio-2015-alla-ditta-casali-srl-si-chiede-di-accertare-le-event/


http://www.comitati-cittadini.org/2016/07/falconara-marittima-ecco-le-testimonianze-che-dimostrano-cio-che-nessuno-ha-voluto-vedere-le-esalazioni-sprigionatesi-dallincendio-della-ditta-casali-srl-ammorbarono-per-almeno-3-ore-quartieri-di/








BLITZ di protesta in Consiglio regionale Marche del Comitato Mal’Aria e di Ondaverde Onlus: VERGOGNA PER L’ESCLUSIONE DAL TAVOLO ISTITUZIONALE! La lettera aperta ai Consiglieri regionali e alla Giunta.

Pubblicato il 30 Maggio 2019 Nessun Commento »

ll momento del blitz del Comitato Mal’Aria e Ondaverde Onlus dal quotidiano AnconaToday che ringraziamo

http://www.anconatoday.it/video/comitati-raffineria-api-protesta-consiglio-regionale.html

http://www.anconatoday.it/politica/raffineria-api-comitati-falconara-protesta-consiglio-regionale.html

Le immagini e l’intervista di E’TV che ringraziamo

http://www.etvmarche.it/2019/05/28/tavolo-api-comitati-esclusi-la-protesta-regione/


Lettera aperta del Comitato Mal’Aria e Ondaverde onlus Falconara M.


Egr. Presidente del Consiglio Regionale A. Mastrovincenzo
Egr. Consiglieri tutti (maggioranza e opposizioni)
Egr. membri della Giunta regionale delle Marche


Teniamo ad esplicitarVi le ragioni che hanno indotto alcuni cittadini di Falconara all’iniziativa svoltasi martedì 28/05/2019 durante il Consiglio Regionale. Avremmo preferito un altro tipo di attenzione, non ci riferiamo alla giornata appena trascorsa o nello specifico ad alcuna Vs persona in particolare, ma al tempo già trascorso. Da parte sua Presidente, così come da chiunque altro si dichiari sensibile a ciò che da anni stiamo cercando di portare all’attenzione, auspicheremmo un coinvolgimento preventivo, che non avvenga cioè dopo la mobilitazione dei cittadini o a seguito di incidenti a cui seguono atti e delibere dettate più dal momento che da una condivisione di intenti. Anche l’anno scorso (in occasione dell’incidente al serbatoio tk61) avemmo occasione di osservare che la mozione di cui lei fu principale regista arrivò senza alcun nostro coinvolgimento, senza che potessimo perlomeno rappresentarVi il nostro punto di vista, le nostre proposte. Siamo stanchi di dover agire a decisioni da Voi già prese per poi ogni volta dover rincorrere. Non ce ne voglia Presidente, cerchi di capire, non è una critica nei suoi confronti o alla persona, vale per lei come per qualsiasi altro rappresentante delle diverse parti politiche e istituzionali, in Regione come nel nostro Comune (Falconara M.). Ad esempio non siamo mai stati ricontattati da nessuno dopo le due commissioni congiunte regionali ambiente e sanità, conquistate a fatica e svoltesi l’11/05/2016 e 31/05/2017. Analogamente, mai ricontattati da alcuno dopo le riunioni del tavolo istituzionale costituto da dicembre 2017 presso la Prefettura di Ancona sulla identica questione di cui al costituendo tavolo o dopo l’audizione presso la “Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” incentrata sul S.I.N. di Falconara M. (An) e svoltasi il 21.06.2017. Neanche una telefonata.
Questa nostra osservazione non vuole quindi essere un attacco politico ad una parte o a lei nel caso specifico, perché l’atteggiamento che osserviamo riguarda un comportamento dell’intero consiglio regionale (maggioranza e opposizioni), atteggiamento trasversale che si è palesato già nella seduta del 24 aprile 2018, da parte di quasi tutti voi e che riscontriamo anche da parte dell’amministrazione comunale di Falconara, da cui dopo la commissione ambiente del 22 gennaio 2019 stiamo ancora aspettando risposte (il termine concordato era stato di 15 o 20 giorni da quella data, invece fino ad ora neanche una telefonata).
Ora, dopo la nostra protesta di ieri, a margine del Consiglio Regionale, una nostra delegazione è stata ricevuta dall’Assessore all’Ambiente Angelo Sciapichetti, presenti anche i consiglieri Giancarli, Busilacchi e il Presidente del Consiglio Antonio Mastrovincenzo. Durante l’incontro la nostra delegazione ha esplicitato le ragioni che ci portano ad una ferma richiesta di modifica della DGR 541/19 per quanto attiene ad una presenza stabile e continuativa allo svolgersi dei lavori del costituito tavolo interistituzionale, a partire dal primo incontro in programma per il 3 giugno. L’Assessore ci ha più volte ribadito come questo non sia possibile, proponendo la costituzione di un tavolo parallelo, ipotesi respinta dalla nostra delegazione, perché in parallelo finirebbe per essere un tavolo inconcludente,
meramente informativo di decisioni già prese o comunque carente di un’occasione di confronto reale con tutti gli enti coinvolti.
Vogliamo inoltre ricordare che non esistono ragioni per escludere i cittadini da una partecipazione diretta al tavolo interistituzionale e in proposito vogliamo ricordare che:
- la Costituzione sancisce il principio di sussidiarietà, art. 118;
- ci sono già tavoli interistituzionali in cui le associazioni sono coinvolte e presenti, costituiti addirittura presso i Ministeri e con Decreti Ministeriali (es. Ministero Salute).
L’incontro di ieri si è concluso con un impegno da parte dell’Assessore all’Ambiente a modificare la Delibera n. 541/19. Attendiamo di conoscere il testo, riservandoci di valutare se la sostanza del nostro messaggio sarà stata recepita e richiamando ancora una volta la Vs attenzione rispetto alla necessità di un cambio di atteggiamento da parte degli enti regionali preposti ai controlli.
Concludiamo questa nostra citando alcune parole del Prof. Stefano Rodota’ che sancì il principio per cui “la partecipazione è il diritto di avere diritti”.
Ringraziamo per l’attenzione.


Falconara, 29/05/2019,
Comitato Mal’aria Falconara e Ondaverde onlus

La redazione di Fanpage.it ha realizzato un servizio sulla grave situazione ambientale e sanitaria di Falconara M. (An). Ringraziamo per l’attenzione e invitiamo alla visione e diffusione, nella consapevolezza che queste tematiche da anni meriterebbero interventi e decisioni significative da parte delle Istituzioni. La popolazione in molti casi nel corso degli anni non si è potuta rendere neanche conto di che cosa stiamo parlando, perché tra rassicurazioni di ogni genere è stata abilmente mantenuta quasi completamente all’oscuro e non informata dalle Istituzioni.

Pubblicato il 24 Maggio 2019 Nessun Commento »


https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XMhlMuSwUu79NF4T


La redazione di Fanpage.it ha realizzato un servizio sulla grave situazione ambientale e sanitaria di Falconara M. (An). Ringraziamo per l’attenzione e invitiamo alla visione e diffusione di questa prima parte, nella consapevolezza che queste tematiche da anni meriterebbero interventi e decisioni significative da parte delle Istituzioni. La popolazione in molti casi nel corso degli anni non si è potuta rendere neanche conto di che cosa stiamo parlando, perché tra rassicurazioni di ogni genere è stata abilmente mantenuta quasi completamente all’oscuro e non informata dalle Istituzioni.
Comitato Mal’aria e Ondaverde Onlus

Una densa e compatta colonna di fumo nero emessa dalla torcia della raffineria API ha allarmato i cittadini di Falconara Marittima. “Disservizio elettrico che ha causato il blocco di processo di alcuni impianti” ha comunicato l’azienda al Comune. La nube nera trasportata verso mare dal vento che, ormai, sembra essere l’unico capriccioso alleato dei cittadini. Ondaverde Onlus ha inviato una segnalazione a ISPRA, Arpa Marche, Comitato Tecnico Regionale e Ministero dell’Ambiente chiedendo anche che venga disposta “…una visita ispettiva straordinaria presso lo stabilimento…”

Pubblicato il 22 Maggio 2019 Nessun Commento »

Nella giornata del 21/05/2019, tra le ore 11:42 e 12:05 e successivamente tra le 12,55 e le 13,15 circa, dalla torcia della raffineria api di Falconara si è levata in cielo una densa colonna di fumo nero, a seguito della quale i volontari di Ondaverde Onlus hanno redatto e inviato già nel pomeriggio una segnalazione tramite PEC a ISPRA, Arpa Marche Dir. Generale e Dip. Ancona, CTR, MATTM DVA-DIV.III chiedendo anche che venga disposta “…una visita ispettiva straordinaria presso lo stabilimento…”.

Copia della richiesta è stata inviata pc anche al Ministro dell’Ambiente Generale Sergio Costa nonché alla Prefettura di Ancona.

Di seguito il testo della segnalazione/richiesta

Premesso
Quanto occorso oggi 21.05.2019 tra le ore 11:42 e le 12:05 presso lo stabilimento API di Falconara M.ma e di cui alle immagini/video allegate.
Tenuto conto
di quanto comunicato dall’azienda API, gestore dell’impianto di cui sopra, e che qui di seguito si riporta per come pubblicato sul sito del Comune di Falconara:  
Emissione fumi dalla raffineria Api il 21 maggio 2019.
Il Comune ha ricevuto comunicazione da API Raffineria riguardo a un disservizio elettrico che ha causato il blocco di processo di alcuni impianti, con conseguente fumosità di torcia. La stessa raffineria informa che procederà appena possibile con le operazioni di riavviamento. La Polizia locale è stata allertata alle 11.50 dal settore Ambiente dopo le segnalazioni dei cittadini. Il Sindaco ha segnalato l’evento ad Arpam, Asur, Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Ispra e per conoscenza alla Regione Marche, al Comando di polizia locale e alla Prefettura di Ancona

Visto e considerato
il non meglio precisato “blocco di processo alcuni impianti” quale conseguenza dell’altrettanto non meglio precisato “disservizio elettrico”.
Preso atto che pertanto
Non si ha contezza né delle cause che hanno determinato quanto sopra né tanto meno delle conseguenze sull’ambiente e sulla salute.  
Tenuto conto altresì
di quanto sancito ex art. 29 undecies TU Ambiente ed art. 27 D.lgs. 105/2015, con particolare riguardo al comma 7,
si inoltra istanza
affinché ciascuna Autorità, per quanto di Sua competenza e funzione ai sensi della citata normativa, provveda a fissare e quindi ad eseguire con la massima tempestività una visita ispettiva straordinaria presso lo stabilimento in questione allo scopo di indagare con la massima urgenza in ordine a quanto successo, anche con riguardo alle conseguenze sull’ambiente e sulla salute.

 

 

 

 

 

L’Ondaverde Onlus.


Raffineria Api, l’operaio Francesco Fiore morto ustionato a giugno 2013: chiesta condanna per l’Amministratore Delegato API, il Responsabile del settore manutenzione API, il Responsabile del reparto ispezione API, il Dirigente del settore operazioni API, il Dirigente del settore produzione API e il Legale Rappresentante della Ferplast, l’azienda che aveva in carico i lavori all’API!

Pubblicato il 19 Maggio 2019 Nessun Commento »

Rilanciamo l’importante notizia “bucata” da tutti i quotidiani locali e, meritoriamente, centrata dal quotidiano on line LeccePrima e Ancona Today che ringraziamo.

http://www.lecceprima.it/cronaca/ancona-morte-francesco-fiore-api-raffineria-falconara-17-maggio-2019.html

http://www.anconatoday.it/cronaca/raffineria-api-operaio-morto-processo.html

rileggi anche

http://www.anconatoday.it/cronaca/morto-francesco-fiore-incidente-api-falconara.html


Tre anni per tutti gli imputati, con l’accusa di omicidio colposo in concorso. E’ la pena chiesta dal pm Irene Bilotta (foto in basso) nel processo che cerca la verità sulla morte di Francesco Fiore, l’operaio di Veglie di 54 anni morto il 18 giugno del 2013 dopo un’agonia di venti giorni. Fiore fu vittima di un incidente sul lavoro nello stabilimento di Falconara Marittima che fa capo all’Api raffineria Spa di Ancona. Come riporta anche LeccePrima, ieri si sono tenute requisitoria e discussioni delle parti civili e dei difensori. Il processo è stato aggiornato poi al 4 luglio per le repliche dei soli difensori. Sempre in quella data, ci sarà anche la lettura del dispositivo da parte del giudice monocratico Francesca De Palma.

Per la vicenda, sono finiti a giudizio l’amministratore delegato dell’Api raffinerie anconetana (facente capo al gruppo industriale attivo nell’energia) Giancarlo Cogliati, 61enne di Varese varesino; Francesco Lion, 64enne di Padova e responsabile del settore manutenzione; Michele Del Prete, 46enne di Falconara Marittima e responsabile del reparto ispezione; Pierfilippo Amurri, 59enne della provincia di Ancona e dirigente del settore operazioni; Monica Mais, 49enne di Senigallia e dirigente del settore produzione; Antonio Palma, 66enne di Taranto e legale rappresentante della Ferplast, l’azienda che aveva in carico i lavori nell’Api per i quali furono inviati nelle Marche Fiore e un suo collega, Gianni Calcagnile, 49enne, anch’egli di Veglie. Rimase ferito nelle stesse circostanze.

La ricostruzione dell’incidente

Stando alle ricostruzioni della Procura, Fiore e Calcagnile, alla fine di luglio del 2013, arrivarono nella raffineria marchigiana per alcuni lavori, ma rimasero investiti da getti di vapore mentre operavano su alcune valvole di sicurezza. Fiore fu trasportato in ospedale, a Cesena, e morì la notte del 18 giugno 2013. Aveva lesioni sul 75 per cento del corpo. Calcagnile rimase gravemente ferito, ma si salvò. Per la Procura, gli imputati sarebbero tutti implicati nell’organizzazione e nell’esecuzione dei lavori su tredici valvole di sicurezza dell’impianto a vapore dello stabilimento, che, però, sarebbe stato in funzione, anziché fermo, con il rischio che avvenissero incidenti dovuti alla fuoriuscita di getti, in particolare nel corso delle operazioni di smontaggio di ogni singola valvola. L’accusa ha ravvisato anche altre presunte omissioni: le valvole non sarebbero state dotate di sensori di prossimità che permettessero di verificarne la chiusura dalla sala controllo e non sarebbero nemmeno stati disposti controlli sulla loro messa in sicurezza.

C’è già stato un primo verdetto

L’Api raffineria Spa di Ancona è assistita dall’avvocato Carlo Federico Grosso; la Fer.plast srl Taranto, anch’essa chiamata come responsabile civile, dall’avvocato Michela Soldo; gli imputati  sono difesi dagli avvocati Luigi Matteo, Fulvio Simoni e Jacques Fosson. Per i famigliari, che si sono costituiti nel processo, gli avvocati Massimo Zecca, Giovanni Marzano e Giuseppe De Bartolomeo. Nella vicenda, c’è già stato un primo verdetto che risale al gennaio del 2016. Un 45enne, addetto della messa in sicurezza dell’impianto di Falconara, giudicato in abbreviato, è stato condannato a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, per omicidio colposo.







Colpo di mano della Giunta Regionale delle Marche: FUORI I CITTADINI DAL CONFRONTO SU SICUREZZA, AMBIENTE E SALUTE riguardante la raffineria API di Falconara Marittima. Calpestata la convocazione dei Ministeri della Salute e dell’Ambiente che il Prefetto di Ancona aveva chiesto di indire al Sindaco di Falconara appena 3 mesi fa (8 febbraio 2019), all’ultimo tavolo prefettizio con i cittadini, la Regione, il Comune, l’ARPAM, l’ARS.

Pubblicato il 18 Maggio 2019 Nessun Commento »

Comunicato Stampa del 17/5/2019

Mal’aria e Ondaverde Onlus: su delibera della Giunta Regionale n.541 del 13/5/2019,
ricordando a tutti che la partecipazione è un diritto, non una concessione.

 

guarda e ascolta il servizio di E’TV Marche (intervista a Roberto Cenci)

https://www.facebook.com/etv.marche/videos/296144348002413/

articolo Anconatoday

http://www.anconatoday.it/cronaca/raffineria-api-comitati-delibera-regione-marche.html

articolo Cronache Ancona

https://m.cronacheancona.it/2019/05/17/raffineria-api-comitati-infuriati-la-regione-ci-ha-escluso-dal-tavolo-di-confronto/166863/?fbclid=IwAR3MRMuez0vMM1KRbI7CcB14HU3__-9Wi-VBGMI0SbcIla0mQEW5Kigk6ls


Abbiamo oggi appreso che la Giunta Regionale con la Delibera n° 541 del 13 maggio 2019 (leggi

http://www.norme.marche.it/Delibere/2019/DGR0541_19.pdf ), ha deliberato la “Costituzione di un tavolo di confronto interistituzionale regionale su API raffineria di Ancona S.p.A.”, “…per il confronto congiunto delle misure e degli interventi prescritti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e l’ambiente e mitigare le relative criticità …”. Fatto per noi grave è che questo nuovo tavolo preveda la partecipazione di tutti i soggetti già con noi presenti nel tavolo istituito presso la Prefettura ma di fatto esclude il Comitato Mal’aria e Ondaverde Onlus. Il locale comitato civico spontaneo falconarese, denominato Mal’aria, si è adoperato molto in questi anni, con l’intercessione della Prefettura, per ottenere che tutti gli organi istituzionali fossero costretti a lavorare fattivamente sulle cause delle emissioni industriali e quindi sul degrado ambientale e sanitario che coinvolge Falconara. Chiediamo inoltre, da oltre due anni, un coinvolgimento diretto dei Ministeri della Salute e dell’Ambiente. Ora, dopo anni di passività, la Regione crea un tavolo nel quale di fatto non ci siamo. Non dimentichiamo che la costituzione del tavolo presso la Prefettura nei mesi scorsi ha di fatto scosso gli organi preposti alla sorveglianza sanitaria ed ambientale (Regione, ARS e ARPAM), dalla situazione di stallo e di mancanza di comunicazione che persisteva ormai da troppo tempo, ed ora non possiamo che percepire questa iniziativa, della Regione, come un tentativo di annullamento della partecipazione dei cittadini. Inaccettabile che una nostra eventuale presenza al tavolo venga ora relegata alla discrezionalità dei soggetti formalmente indicati, questa impostazione data dalla Giunta regionale, viola, a nostro avviso, ogni elementare regola di partecipazione democratica attiva e civile, gettando via con un colpo di spugna la nostra puntuale partecipazione e presenza sui contenuti; contenuti e competenze dimostrate in più occasioni, ad ogni incontro svoltosi per volere della Prefettura con l’Agenzia Regionale Sanitaria e l’Arpam, così come in Regione (presidio del 7/11/2018, seminario sull’AIA del dicembre 2018). Da parte della Regione Marche si tratta di fatto, per le scriventi, di un nuovo tentativo di escludere i cittadini dalle decisioni che gravano sulle loro vite. Dopo tutti gli sforzi da noi effettuati e la ricerca continua di un confronto e incontro con il Ministero della Salute e dell’Ambiente, la Regione Marche ora si attiva ma ci esclude, incredibilmente.

Ci chiediamo ora: cosa ne sarà del tavolo istituito presso la Prefettura?

Che cosa ne sarà del nostro dossier depositato al Ministero dell’Ambiente?

Che cosa ne è stato della nostra contestuale richiesta di istituire un tavolo con i Ministeri con noi presenti?

Dopo due anni di attesa questo è il triste epilogo?

I cittadini dei comitati si riservano di mettere in atto ogni mezzo civile, democratico per vedere affermato il loro diritto a rappresentare direttamente le proprie istanze, in tutti i tavoli dove si decide del futuro ambientale della propria cittadina e chiedono:

una modifica della DGR_541/19, affinché sia prevista stabilmente in essa la partecipazione a tutti gli incontri del neonato tavolo interistituzionale di una delegazione di cittadini in rappresentanza del locale comitato civico spontaneo falconarese denominato Mal’aria Falconara.


Comitato Mal’aria e Ondaverde Onlus Falconara.